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Tegm

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Acronimo di Tasso Effettivo Globale Medio. È il tasso di interesse medio praticato da banche e intermediari finanziari, pubblicato trimestralmente e utilizzato come base per calcolare la soglia oltre la quale un tasso è considerato usurario.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Usura sugli interessi moratori: la svolta della Cassazione
Una società utilizzatrice ha impugnato un decreto ingiuntivo richiesto da un istituto bancario per il mancato pagamento dei canoni di leasing immobiliare. La società opponeva l applicazione di tassi usurari sul contratto. La Corte di Appello ha respinto l opposizione ritenendo che la normativa sulla usura sugli interessi moratori non si applicasse al tasso di mora. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la disciplina antiusura riguarda anche gli interessi moratori. Se il tasso di mora supera il limite legale, gli interessi non sono dovuti nella misura usuraria, ma si riducono alla percentuale dei corrispettivi lecitamente pattuiti. La Cassazione ha cassato la sentenza e rinviato la causa per un nuovo esame.
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Calcolo del tasso usura: polizza inclusa anche se la banca nega
Un pensionato ha stipulato un contratto di finanziamento tramite cessione del quinto, sottoscrivendo anche una polizza assicurativa sulla vita. Il pensionato ha contestato l'applicazione di interessi usurari. I giudici di merito hanno respinto la domanda, escludendo i costi dell'assicurazione dal calcolo del tasso d'interesse perché le istruzioni della Banca d'Italia dell'epoca non li prevedevano. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del pensionato. I giudici hanno stabilito che, per il corretto calcolo del tasso usura, si devono includere tutti i costi collegati al credito, comprese le spese assicurative obbligatorie o contestuali. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la sentenza precedente e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello per un nuovo esame. Il pensionato ha quindi vinto questo grado di giudizio.
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Interessi moratori usurari: la Cassazione nega il mutuo gratuito
Una società contesta alla banca l'applicazione di interessi moratori usurari in un contratto di mutuo fondiario. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della società, confermando che il tasso di mora pattuito non superava la soglia di usura. La Corte ribadisce che, per calcolare la soglia antiusura degli interessi di mora, occorre sommare al Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) la maggiorazione media per la mora (pari al 2,1%), per poi applicare i coefficienti di legge. Inoltre, qualora gli interessi moratori siano effettivamente usurari, non si applica la gratuità totale del mutuo: il debitore non è liberato da ogni pagamento, ma deve comunque corrispondere gli interessi nella misura del tasso corrispettivo lecitamente pattuito. La società perde la causa e viene condannata al pagamento delle spese processuali.
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Usura soggettiva nei mutui: perché il tasso alto non basta
I Debitori hanno impugnato il contratto di mutuo stipulato con La Banca, lamentando l'applicazione di interessi usurari. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda dei Debitori, evidenziando la mancanza di prove circa la sussistenza dell'usura soggettiva. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che, per configurare l'usura soggettiva, non basta dimostrare la difficoltà economica del debitore o un tasso superiore al TEGM. È necessario che il debitore provi lo specifico squilibrio contrattuale rispetto a operazioni simili con identico profilo di rischio. Di conseguenza, I Debitori hanno perso la causa e sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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Interessi moratori e usura: la Cassazione salva la banca
I Debitori propongono opposizione a precetto contro La Banca, contestando il tasso di un mutuo ipotecario stipulato nel 2005. Sostengono che il tasso di mora pattuito superi il limite legale, configurando un caso di interessi moratori e usura. Il Tribunale accoglie l'opposizione, ma la Corte d'Appello ribalta la decisione. La Corte di Cassazione, applicando i principi delle Sezioni Unite, rigetta definitivamente il ricorso dei Debitori. I giudici chiariscono che, per verificare il superamento della soglia di usura sui tassi di mora, occorre sommare al TEGM la maggiorazione media per i ritardati pagamenti indicata nei decreti ministeriali, incrementando poi il risultato secondo la legge. Nel caso specifico, il tasso applicato dalla banca (7,875%) rientra nei limiti legali (7,890%), escludendo qualsiasi violazione.
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Usura Interessi Moratori: Tasso Nullo ma Interessi Salvi per la Banca
Un'azienda contesta un contratto di mutuo per usura degli interessi moratori, chiedendo la cancellazione di tutti gli interessi. La Cassazione stabilisce un principio fondamentale: la disciplina anti-usura si applica anche agli interessi di mora. Tuttavia, la nullità della clausola usuraria non cancella gli interessi corrispettivi (standard) pattuiti. La sanzione consiste nel non dover pagare gli interessi moratori nella misura illecita, ma solo fino al limite degli interessi corrispettivi. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente per un errore di calcolo, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio. L'azienda ottiene una riduzione, ma la banca non perde tutti gli interessi.
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Usura interessi moratori: la Cassazione conferma il calcolo
Un debitore ha impugnato un'esecuzione immobiliare sostenendo la presenza di usura interessi moratori in un contratto di mutuo del 2009. La Corte d'Appello, applicando il principio di simmetria stabilito dalle Sezioni Unite, ha calcolato la soglia usuraria sommando al TEGM la maggiorazione media per la mora indicata nei decreti ministeriali. Il tasso pattuito (9,45%) è risultato inferiore alla soglia calcolata (10,935%). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il metodo di calcolo adottato è l'unico corretto. La Suprema Corte ha ribadito che non si possono sommare interessi corrispettivi e moratori per verificare l'usura, poiché riguardano fasi diverse del rapporto contrattuale.
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Usura bancaria: calcolo interessi di mora e leasing
Una società ha contestato l'usura bancaria in un contratto di leasing immobiliare del 2002, sostenendo che il tasso di mora pattuito superasse la soglia legale. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda applicando una maggiorazione automatica del 2,1% alla soglia di usura, basandosi su criteri validi solo per contratti successivi al 2003. La Cassazione ha accolto il ricorso, precisando che per i contratti antecedenti al D.M. 2003 non si può applicare tale automatismo. Tuttavia, la Corte ha confermato che l'eventuale usura del tasso di mora non rende gratuito l'intero contratto, poiché gli interessi corrispettivi restano dovuti se lecitamente pattuiti.
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Interessi moratori leasing: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società, stabilendo i criteri per la verifica del superamento del tasso soglia in un contratto di leasing. La Corte ha chiarito che, ai fini del calcolo dell'usura, gli interessi moratori leasing non devono essere sommati al tasso corrispettivo (TAN). La sentenza ribadisce la metodologia corretta, basata sui principi delle Sezioni Unite, che prevede il confronto tra il tasso di mora pattuito e il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) del periodo, aumentato di una specifica maggiorazione per la mora, escludendo l'accumulo con altri tassi.
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Tasso soglia usura: come si classifica un prestito
Un debitore contesta un'ingiunzione di pagamento per un prestito privato con interesse al 10%. Il caso si concentra sulla corretta classificazione del contratto per determinare il tasso soglia usura. La Corte di Cassazione cassa la decisione d'appello, stabilendo che la qualificazione del prestito non può basarsi su categorie amministrative pensate per le banche, ma deve seguire i criteri civilistici e la natura del rapporto tra privati, al fine di individuare la categoria di operazioni più omogenea.
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Tasso soglia mora: come si calcola secondo la Corte
La Corte d'Appello chiarisce il metodo di calcolo del tasso soglia mora, escludendo la somma tra interessi corrispettivi e moratori. La sentenza analizza una causa di presunta usura bancaria, rigettando la domanda dei clienti e riformando parzialmente la decisione di primo grado. Viene stabilito che il tasso di mora del contratto era inferiore al tasso soglia, calcolato secondo la formula indicata dalla Cassazione (TEGM aumentato del 50% più uno spread del 2,1%), escludendo così la natura usuraria del finanziamento.
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Decreti ministeriali usura: obbligo del giudice
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per usura, ma la sua richiesta è stata respinta nei primi due gradi di giudizio perché non aveva prodotto i decreti ministeriali che stabiliscono i tassi soglia. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che i decreti ministeriali usura sono fonti normative che il giudice deve conoscere e applicare d'ufficio, in base al principio 'iura novit curia'. Pertanto, l'onere della prova non ricade sulla parte che denuncia l'usura.
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Interessi moratori usurari: la Cassazione conferma
Una società immobiliare ha contestato un contratto di mutuo, sostenendo la presenza di interessi moratori usurari e l'illegittimità del piano di ammortamento "alla francese". La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo i principi consolidati delle Sezioni Unite. Ha confermato che il calcolo della soglia di usura per gli interessi di mora deve seguire criteri specifici e che il piano di ammortamento "alla francese" è legittimo e non viola le norme sulla trasparenza o sull'anatocismo.
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Interessi moratori e usura: la decisione della Corte
Una recente sentenza della Corte d'Appello affronta un complesso caso di diritto bancario, riesaminando una decisione di primo grado su rapporti di conto corrente e mutui. Il cliente aveva contestato la legittimità di diverse clausole, con particolare attenzione agli interessi moratori, ritenuti usurari dal primo giudice. La Corte d'Appello, applicando i principi della Cassazione, ha riformato la decisione, stabilendo che gli interessi moratori non superavano la soglia dell'usura. Ha inoltre confermato l'obbligo della banca di restituire somme indebitamente addebitate sui conti correnti, ma ha ridotto l'importo sulla base di un'attenta analisi della prescrizione, chiarendo la natura 'solutoria' dei versamenti in assenza di fido scritto.
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