Un neopatentato, alla guida con un tasso alcolemico di 1,81 g/l, provoca un incidente notturno urtando undici auto in sosta. Accusato di guida in stato di ebbrezza, viene condannato in appello. Il conducente ricorre in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che la gravità del fatto, unita ai precedenti penali e all'assenza di elementi positivi, giustifica ampiamente il diniego delle attenuanti. La semplice incensuratezza non basta più per ottenere uno sconto di pena, soprattutto a fronte di una condotta così pericolosa. Il ricorrente perde la causa e viene condannato a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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