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Tasso Alcolemico

73 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Quantità di alcol presente nel sangue, misurata in grammi per litro (g/l).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: referto medico valido senza avviso al difensore
Un automobilista, coinvolto in un incidente stradale e trasportato in ospedale, è stato condannato per **guida in stato di ebbrezza** (tasso alcolemico di 1,61 g/l). L'automobilista ha contestato l'uso del referto medico che attestava il tasso, sostenendo che non fosse stato acquisito correttamente e che mancasse l'avviso al difensore. Ha anche impugnato la mancata concessione della sospensione condizionale della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il prelievo ematico richiesto dalla polizia giudiziaria in ospedale, in caso di incidente e impossibilità di usare l'etilometro, non richiede l'avviso al difensore se rientra nei protocolli sanitari. Ha inoltre confermato che la sospensione condizionale può essere negata se l'imputato ha già beneficiato in passato per reati simili, indipendentemente dalla pena minima.
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Guida in stato di ebbrezza: la particolare tenuità del fatto negata
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver causato un incidente, ha presentato ricorso in Cassazione. Egli lamentava il mancato riconoscimento della "particolare tenuità del fatto", sostenendo che il diniego si basasse solo sull'elevato tasso alcolemico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che, sebbene il solo tasso alcolemico non basti a escludere la particolare tenuità del fatto, nel caso specifico, l'estrema gravità del tasso (3.32 g/l) unita alle circostanze aggravanti (incidente provocato) rendeva il fatto di per sé non tenue. L'automobilista è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro.
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Guida in stato di ebbrezza: l’Avviso facoltà di difesa non è sempre dovuto
Un conducente, condannato per guida in stato di ebbrezza e per aver causato un incidente, ha presentato ricorso. Contestava la mancata notifica dell'avviso facoltà di difesa durante l'alcoltest e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'avviso facoltà di difesa non è dovuto se l'indagato non è in grado di comprenderlo, specialmente in accertamenti urgenti. Ha anche confermato la correttezza della valutazione sulle attenuanti.
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Omicidio stradale: Pedone imprevedibile non scusa il guidatore drogato
Un guidatore ha causato un grave incidente stradale (omicidio stradale), investendo due pedoni, uno dei quali è deceduto. Il guidatore era sotto l'effetto di alcol e droghe. La difesa ha contestato l'ammissibilità dei prelievi ematici senza consenso e avviso del difensore, e ha sostenuto l'imprevedibilità della condotta dei pedoni. La Cassazione ha ribadito che i prelievi per accertamenti alcolemici/tossicologici non richiedono consenso esplicito o avviso preventivo del difensore. Inoltre, la condotta imprudente del pedone non esclude la responsabilità del guidatore se quest'ultimo poteva vederlo e guidava sotto l'influenza di sostanze. Il ricorso del guidatore è stato dichiarato inammissibile.
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Revoca della patente obbligatoria dopo l’incidente per ebbrezza
L'Automobilista perde il controllo del proprio veicolo e urta due auto in sosta. Gli accertamenti sanitari rilevano un tasso alcolemico pari a 4,05 g/l, ben superiore al limite legale. Il Tribunale lo condanna per guida in stato di ebbrezza, applicando la pena dell'arresto e la sospensione della patente per due anni. Il Procuratore Generale propone ricorso in Cassazione evidenziando che la legge impone una sanzione più severa in presenza di incidenti e tassi alcolemici elevati. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e dispone la revoca della patente. I giudici chiariscono che l'incidente causato con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l comporta obbligatoriamente la revoca della patente anziché la semplice sospensione temporanea.
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Prelievo ematico senza consenso: la Cassazione ne conferma la validità
Un conducente, condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata da incidente, ha impugnato la sentenza sostenendo l'inutilizzabilità del prelievo ematico senza consenso e la mancanza di motivazione sul diniego delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il prelievo ematico senza consenso, eseguito su richiesta della polizia giudiziaria per accertare il tasso alcolemico, è pienamente utilizzabile come prova. Ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione del giudice d'appello sul mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. Il conducente ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Guida in stato di ebbrezza: no ai benefici per chi nega i fatti
Un automobilista è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale con ribaltamento dell'auto. Gli operanti hanno trovato l'uomo incastrato tra i sedili con un tasso alcolemico superiore a 2,0 g/l. L'imputato ha sostenuto che al volante ci fosse un'altra persona e ha richiesto la sospensione condizionale della pena o il lavoro di pubblica utilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno confermato la responsabilità del conducente sulla base dei rilievi e hanno negato i benefici sanzionatori a causa della gravità dei fatti, dei precedenti penali dell'automobilista e della totale mancanza di rivisitazione critica della propria condotta.
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Guida in stato di ebbrezza: scontro su muro è incidente
Un automobilista perdeva il controllo del proprio veicolo di notte e si schiantava contro il muro di recinzione di una casa privata. Le forze dell'ordine lo trovavano addormentato nell'abitacolo con un tasso alcolemico di 2,17 g/l. I giudici di merito lo condannavano per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale e l'aggravante notturna. L'imputato ricorreva in Cassazione sostenendo che l'impatto autonomo contro un muro non integrasse un vero incidente. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna penale e infliggendo 3.000 euro di sanzione alla cassa delle ammende. I giudici hanno chiarito che costituisce incidente qualsiasi evento imprevisto che interrompe la regolare circolazione creando pericolo per la collettività, a prescindere dal coinvolgimento di terzi.
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Guida in stato di ebbrezza: il pericolo esclude la non punibilità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'automobilista per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolico elevato. La donna aveva guidato su un tratto autostradale trafficato in orario pomeridiano, manifestando sintomi evidenti come difficoltà di equilibrio e disorientamento. I giudici hanno escluso la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, poiché l'entità del tasso alcolico e il pericolo concreto per la sicurezza stradale impediscono di considerare l'offesa come lieve.
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Patteggiamento ed ebbrezza: scatta la revoca della patente
Un automobilista ha concordato la pena per guida in stato di ebbrezza grave con tasso superiore a 1,5 grammi per litro. Il Tribunale ha accolto la richiesta di patteggiamento, ma ha dimenticato di applicare la revoca della patente. La Procura Generale ha impugnato la sentenza davanti alla Corte di Cassazione, evidenziando che tale misura accessoria è obbligatoria per legge e non dipende dalla discrezionalità del giudice. La Suprema Corte ha accolto il ricorso e ha disposto direttamente la revoca della patente senza rinviare gli atti al giudice di merito.
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Guida in stato di ebbrezza: reato prescritto ma addio patente
L'Automobilista era stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel giugno 2017. Il suo difensore ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione di un rinvio d'udienza e contestando la prova della colpevolezza, sostenendo che il conducente apparisse lucido nonostante il tasso alcolemico rilevato. La Suprema Corte ha rilevato che, nelle more del giudizio, è decorso il termine massimo di prescrizione del reato. Non essendoci elementi evidenti per un'assoluzione nel merito, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna per intervenuta prescrizione. Ha comunque disposto la trasmissione degli atti al Prefetto per l'applicazione delle sanzioni amministrative sulla patente.
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Guida in stato di ebbrezza: 11 auto colpite e niente sconti
Un neopatentato, alla guida con un tasso alcolemico di 1,81 g/l, provoca un incidente notturno urtando undici auto in sosta. Accusato di guida in stato di ebbrezza, viene condannato in appello. Il conducente ricorre in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che la gravità del fatto, unita ai precedenti penali e all'assenza di elementi positivi, giustifica ampiamente il diniego delle attenuanti. La semplice incensuratezza non basta più per ottenere uno sconto di pena, soprattutto a fronte di una condotta così pericolosa. Il ricorrente perde la causa e viene condannato a pagare le spese e una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest tardivo non salva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Il conducente contestava la validità del test alcolemico a causa del tempo trascorso tra la guida e l'accertamento. I giudici hanno ribadito che, di fronte a un test regolare, spetta all'imputato dimostrare anomalie capaci di invalidarlo. Il semplice intervallo temporale non basta a escludere il reato. Di conseguenza, l'automobilista perde il ricorso e viene condannato a pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: niente tenuità se c’è un incidente
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dall'aver provocato un incidente stradale e dall'ora notturna. Il Conducente ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto e contestando l'aggravante del sinistro stradale. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'elevato tasso alcolemico e la presenza di due aggravanti impediscono di considerare il fatto di lieve entità. Inoltre, la contestazione sull'aggravante non poteva essere sollevata per la prima volta in Cassazione, non essendo stata proposta in appello. Il Conducente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Particolare tenuità del fatto: negata a chi guida ubriaco
Il Conducente è stato condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico elevato. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici di secondo grado avevano già ampiamente motivato la gravità della condotta, escludendo il beneficio. La difesa si è limitata ad affermare l'applicabilità astratta della norma, senza contestare le specifiche motivazioni della sentenza d'appello. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna del Conducente, obbligandolo anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: prescrizione cancella la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna nei confronti di un automobilista accusato di guida in stato di ebbrezza. Il fatto risaliva al 2016 e, nel frattempo, è decorso il termine massimo di cinque anni per la prescrizione del reato. La Suprema Corte ha rilevato d'ufficio l'estinzione del reato, ritenendo superfluo l'esame dei motivi di ricorso relativi alla non concordanza delle misurazioni dell'alcoltest. Di conseguenza, i giudici hanno anche revocato la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida, disponendo la trasmissione degli atti al Prefetto competente.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest dopo l’incidente è valido
Il conducente di un camion con semirimorchio, coinvolto in un incidente stradale, è stato condannato per guida in stato di ebbrezza dopo che l'alcoltest ha rivelato valori superiori ai limiti di legge. La difesa ha contestato l'attendibilità del test e ha chiesto l'applicazione di un tasso di conversione della pena più favorevole, previsto solo per il decreto penale di condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il controllo alcolemico effettuato subito dopo l'incidente è pienamente attendibile e che i benefici sanzionatori legati a riti alternativi non possono essere estesi ad altre procedure. Il conducente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Incidente e alcol: negata la particolare tenuità del fatto
Il Conducente, dopo aver causato un incidente stradale con un altro veicolo, è stato trovato con un tasso alcolemico elevatissimo. Condannato per guida in stato di ebbrezza, ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la gravità della condotta, dimostrata dall'alto livello di alcol e dal sinistro provocato, esclude la particolare tenuità del fatto, poiché l'offesa non può considerarsi minima. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: l’incidente esclude la tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale. L'imputato contestava la precisione dell'accusa e chiedeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno confermato la condanna, evidenziando che le lievi imprecisioni sulla data e sul luogo non inficiano la validità dell'accusa. Inoltre, l'elevatissimo tasso alcolemico rilevato (fino a 3,19 g/l) e la gravità dell'incidente escludono qualsiasi ipotesi di particolare tenuità del fatto.
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Alcol oltre i limiti: salva la particolare tenuità del fatto
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza che dichiarava non punibile L'Automobilista per il reato di guida in stato di ebbrezza, nonostante un tasso alcolemico superiore ai limiti di legge rilevato in ore notturne. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto è pienamente applicabile anche a questa tipologia di reato. I giudici hanno rilevato che la decisione precedente era correttamente motivata sull'assenza di un danno effettivo alla sicurezza stradale, rendendo insindacabile la valutazione di merito in sede di legittimità.
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