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Tasso Alcolemico

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73 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: la prova dopo l’incidente
Una conducente, condannata per guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver causato un incidente, ha presentato ricorso sostenendo che la prova alcolemica, effettuata a distanza di tempo dal sinistro, non fosse attendibile. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la condizione di ebbrezza al momento del fatto può essere provata anche attraverso indizi gravi, precisi e concordanti, come la testimonianza, lo stato sintomatico della persona e la sua condotta di fuga, superando così il dubbio sull'assunzione di alcolici post-incidente.
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Guida in stato di ebbrezza: prova e onere della difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. Nonostante l'assenza di testimoni diretti che lo avessero visto guidare, la Corte ha ritenuto sufficienti gli indizi raccolti: essere stato trovato vicino al veicolo incidentato, esserne comproprietario e avere un tasso alcolemico superiore ai limiti, in assenza di una spiegazione alternativa credibile.
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Particolare tenuità del fatto: guida in stato di ebrezza
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione per particolare tenuità del fatto di un automobilista trovato con un tasso alcolemico di 1,61 g/l. La decisione si fonda sull'assenza di una condotta di guida pericolosa, sul comportamento collaborativo dell'imputato e sulla sua incensuratezza, elementi ritenuti prevalenti rispetto al solo dato del tasso alcolemico elevato.
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Tasso alcolemico: quando è reato guidare in stato di ebbrezza?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 0,82 g/l. La Corte ha ribadito che qualsiasi valore superiore a 0,80 g/l costituisce reato e che un ricorso non può limitarsi a riproporre genericamente argomenti già respinti. È stata inoltre confermata la legittimità del diniego della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la pericolosità della guida notturna su strada trafficata.
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Confisca veicolo guida in ebbrezza: quando è illegale?
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 1,44 g/l, si vede confiscare il veicolo. La Corte di Cassazione interviene, annullando la confisca. La sentenza chiarisce che la confisca del veicolo per guida in ebbrezza è una misura prevista solo per i casi più gravi, con tasso superiore a 1,5 g/l, e non per la fascia intermedia (0,8-1,5 g/l). La decisione del tribunale è stata quindi ritenuta illegale e il veicolo restituito.
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Ricorso inammissibile: guida in stato di ebbrezza
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione di merito che escludeva la non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), data l'elevata alterazione psicofisica e il sinistro causato. L'inammissibilità del ricorso ha impedito di dichiarare la prescrizione maturata successivamente.
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Particolare tenuità del fatto: no se la guida è grave
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata. L'imputato chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, ma la Corte ha stabilito che un tasso alcolemico molto elevato, la guida su una strada a grande scorrimento e l'aver provocato un incidente costituiscono una condotta troppo pericolosa per essere considerata di lieve entità.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico eccezionalmente alto (3,73 g/l). Il ricorrente contestava l'affidabilità del test e sosteneva di aver assunto farmaci contenenti etanolo. La Corte ha stabilito che le argomentazioni erano mere ripetizioni di quelle già respinte in appello e che spetta all'imputato fornire prove concrete per invalidare l'accertamento, confermando l'obbligo del guidatore di garantire la propria idoneità psico-fisica prima di mettersi al volante.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e i motivi ripetitivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per guida in stato di ebbrezza. L'appello è stato ritenuto una mera ripetizione di argomenti già respinti in secondo grado, in particolare sulla validità dell'alcoltest e sulla testimonianza della polizia. La Corte ha confermato la correttezza della procedura seguita, inclusa la comunicazione del diritto alla difesa.
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Guida in stato di ebbrezza: quando non si applica
Un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza, con un tasso alcolemico elevato e dopo aver causato un incidente autonomo, ha visto respinta la sua richiesta di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, sottolineando che un tasso alcolemico rientrante nella fascia più grave e il verificarsi di un sinistro stradale indicano un pericolo concreto per la sicurezza pubblica, incompatibile con la concessione del beneficio previsto dall'art. 131-bis c.p.
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Tenuità del fatto e guida in stato di ebbrezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 2,95 gr/l. La richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata respinta, poiché l'elevato tasso alcolemico e l'aver provocato un incidente stradale sono stati considerati elementi sufficienti a escludere la minima offensività della condotta.
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Doppia misurazione alcoltest: vale il valore più basso
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di guida in stato di ebbrezza. In caso di doppia misurazione alcoltest con risultati discordanti, di cui uno superiore e uno inferiore alla soglia di legge per la sanzione più grave (revoca della patente), deve essere considerato il valore più basso e quindi più favorevole al conducente. La Corte ha annullato la sentenza che aveva disposto la revoca della patente basandosi unicamente sul primo valore più elevato (1,56 g/l), ignorando il secondo più basso (1,32 g/l).
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Particolare tenuità del fatto: guida in stato d’ebbrezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata dall'aver provocato un incidente. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data l'elevata alcolemia, la condotta di guida e gli ingenti danni materiali causati, ritenendo l'offesa non di lieve entità.
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