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Tasso Alcolemico

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73 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Guida in stato di ebbrezza: la Cassazione annulla la condanna
Il Conducente veniva condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dall'aver provocato un incidente stradale e dall'essere neopatentato, con un tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l. L'imputato proponeva ricorso in Cassazione contestando il funzionamento dell'etilometro, la qualifica di neopatentato, la dinamica dell'incidente e l'omessa valutazione delle attenuanti generiche. La Suprema Corte, rilevando l'ammissibilità del ricorso a causa della totale mancanza di motivazione del giudice d'appello sulle attenuanti generiche, ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, liberando il conducente dalle sanzioni penali.
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Revoca della patente: scatta anche se il primo giudice la omette
Il Conducente, condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico di 2,4 g/l e per aver causato un incidente, ha impugnato la sentenza d'appello. La Corte territoriale aveva infatti disposto la revoca della patente, non applicata in primo grado. Il ricorrente lamentava la violazione del divieto di peggioramento della pena in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la revoca della patente costituisce una sanzione accessoria automatica prevista dalla legge per chi provoca un incidente con tasso superiore a 1,5 g/l. Di conseguenza, l'applicazione automatica di tale sanzione non viola il divieto di peggioramento del trattamento, anche se l'appello è stato proposto dal solo imputato. Il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese e tremila euro alla cassa delle ammende.
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Sospensione della patente di guida: vince la cautela del Prefetto
Il Conducente impugnava l'ordinanza della Prefettura che disponeva la sospensione della patente di guida per un anno, a causa di un tasso alcolemico pari a 1,7 g/l. Il Tribunale confermava la legittimità del provvedimento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Conducente, stabilendo che la sospensione cautelare disposta dal Prefetto ha natura preventiva e si differenzia dalla sanzione accessoria penale. Avendo il Conducente superato la soglia di 1,5 g/l, la misura di un anno risulta pienamente legittima per tutelare la sicurezza pubblica nell'immediato.
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Guida in stato di ebbrezza: condanna salva ma pena da ricalcolare
Un automobilista, fermato con un tasso alcolemico tra lo 0,89 e lo 0,94 g/l dopo sorpassi azzardati su una strada trafficata, viene condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte d'appello nega la particolare tenuità del fatto per la pericolosità della condotta, ma omette di motivare il diniego delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione dichiara irrevocabile la responsabilità penale per il reato di guida in stato di ebbrezza, confermando che la pericolosità concreta esclude la tenuità del fatto. Tuttavia, accoglie il ricorso per la totale mancanza di motivazione sulle attenuanti generiche, annullando la sentenza limitatamente a questo punto e rinviando la causa alla Corte d'appello per un nuovo esame sulla quantificazione della pena.
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Lesioni personali stradali: Giudice di Pace o Tribunale?
Il Giudice di Pace e il Tribunale di Padova hanno sollevato un conflitto di competenza in merito a un incidente stradale. L'imputata guidava con un tasso alcolemico di 0,58 g/L e ha causato lesioni guaribili in trenta giorni. Il Giudice di Pace riteneva configurabile il reato di lesioni personali stradali gravi, di competenza del Tribunale. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che, poiché le lesioni sono inferiori a quaranta giorni e il tasso alcolemico non supera le soglie di gravità, il fatto rientra nelle lesioni personali colpose semplici. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la competenza del Giudice di Pace.
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Particolare tenuità del fatto: negata se c’è fuga in retromarcia
Il conducente di un veicolo, condannato per guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico elevato, ha proposto ricorso in Cassazione. L'imputato contestava il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e il diniego delle circostanze attenuanti generiche. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che la particolare tenuità del fatto non può essere applicata a causa della gravità della condotta, caratterizzata da una manovra pericolosa in retromarcia per sfuggire alle forze dell'ordine e da un successivo inseguimento. Inoltre, i precedenti penali del ricorrente giustificano ampiamente il diniego delle attenuanti. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: no alla particolare tenuità del fatto
Il Conducente, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il beneficio non può essere concesso a causa della gravità della condotta, caratterizzata da un tasso alcolemico molto superiore alla soglia di legge, guida ad alta velocità in orario notturno e presenza di un precedente penale specifico. La valutazione del giudice di merito è insindacabile se logicamente motivata. Di conseguenza, il ricorrente perde la causa e deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: incidente e condanna senza sconti
Il Conducente è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dall'orario notturno e dall'aver provocato un incidente stradale, avendo perso il controllo dell'auto sulla pubblica via e impattando contro un cancello. Il tasso alcolemico rilevato era pari a 2,50 g/l. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'attendibilità del prelievo ematico e richiedendo l'applicazione della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno confermato la validità dell'accertamento, supportato da evidenti sintomi fisici (alito alcolico e linguaggio impastato), ed escluso la particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato tasso alcolemico e della condotta altamente pericolosa per la pubblica incolumità. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: condanna confermata se l’alcol e alto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conducente condannato per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a tre volte il limite legale (oltre 1,5 g/l). Il ricorrente lamentava la mancata applicazione della particolare tenuita del fatto e la mancata riduzione della pena al minimo. I giudici hanno stabilito che l'elevato livello di alcol nel sangue dimostra un pericolo concreto e serio per la sicurezza stradale, escludendo qualsiasi ipotesi di lieve entita del comportamento. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la sospensione della patente per due anni e ha condannato il conducente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso respinto per motivi generici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza e guida senza patente. Il conducente era stato fermato con un tasso alcolemico superiore a 2 g/l, ben oltre il limite legale, e senza aver mai conseguito l'abilitazione alla guida. I giudici di legittimità hanno confermato la condanna, rilevando che i motivi del ricorso erano del tutto generici e privi di specificità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende.
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Alcol al volante e particolare tenuità del fatto: no al perdono
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza, ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il riconoscimento della particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva della gravità della condotta e del pericolo creato. Nel caso specifico, l'elevato tasso alcolemico accertato costituiva un pericolo concreto per la sicurezza stradale. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna, ribadendo che la valutazione sulla gravità del fatto spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se adeguatamente motivata. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ebbrezza contromano: esclusa la particolare tenuità del fatto
Un automobilista, guidando in grave stato di ebbrezza con un tasso alcolemico di 1,95 g/l, perdeva il controllo del veicolo, procedeva contromano e abbatteva la segnaletica stradale. Condannato nei precedenti gradi di giudizio, proponeva ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e contestando la gravità della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la condotta, estremamente pericolosa per la sicurezza pubblica, esclude in radice la particolare tenuità del fatto. L'inammissibilità del ricorso impedisce inoltre di rilevare l'eventuale prescrizione del reato maturata successivamente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ebbrezza e incidente: esclusa la particolare tenuità del fatto
Il Conducente, alla guida in stato di ebbrezza, perdeva il controllo dell'auto e si schiantava contro una colonnina del gas. Condannato nei precedenti gradi, proponeva ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'incidente stradale causato dallo stato di alterazione impedisce di considerare l'offesa come marginale. La valutazione della tenuità richiede infatti un esame globale della condotta, del pericolo creato e del danno effettivo, elementi che nel caso specifico escludono qualsiasi particolare tenuità del fatto. Il Conducente è stato condannato anche al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest tardivo resta valido
Un automobilista è stato condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza con l'aggravante di aver provocato un incidente stradale. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando il valore dell'alcoltest a causa del tempo trascorso tra la guida e l'accertamento. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il semplice intervallo temporale tra la guida e il test non annulla la validità dell'accertamento. Spetta infatti all'automobilista dimostrare circostanze eccezionali capaci di invalidare la misurazione del tasso alcolemico. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest tardivo resta valido
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata da un incidente stradale. Il conducente contestava l'attendibilità dell'alcoltest per via del tempo trascorso tra il sinistro e l'accertamento, chiedendo anche l'applicazione della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno chiarito che, in presenza di un alcoltest regolare, spetta all'imputato dimostrare elementi concreti capaci di inficiarne la validità; il semplice scorrere del tempo non è sufficiente. Inoltre, la gravità del fatto, legata all'incidente provocato, esclude la speciale causa di non punibilità.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione cancella la condanna
Un automobilista viene condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, avendo registrato un tasso alcolemico pari a 0,89 g/l. Il conducente propone ricorso in Cassazione, contestando la qualificazione penale del fatto e la mancata conversione della pena detentiva in sanzione pecuniaria. Tuttavia, la Suprema Corte rileva che, a causa del tempo trascorso dal giorno del fatto (avvenuto nel 2015) e nonostante i periodi di sospensione del processo, è ormai decorso il termine massimo di prescrizione. Di conseguenza, i giudici non entrano nel merito delle contestazioni sollevate dall'imputato, poiché la presenza di una causa di estinzione del reato prevale su ogni altra valutazione. La Cassazione annulla quindi la sentenza di condanna senza rinvio.
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Incidente con alcol a 1,29: no alla revoca della patente
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale che aveva disposto la revoca della patente nei confronti di un automobilista. Il conducente, pur avendo causato un incidente stradale, presentava un tasso alcolemico di 1,29 g/l. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la revoca della patente è obbligatoria solo se il tasso alcolemico supera 1,5 g/l. Sotto questa soglia, si applica la sospensione della patente da sei mesi a un anno. La Suprema Corte ha quindi annullato la decisione limitatamente alla sanzione, rinviando al giudice di merito per determinare la durata della sospensione.
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Affidabilità dell’etilometro: libretto falso cancella la condanna
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La difesa ha dimostrato che il libretto metrologico dell'apparecchio conteneva una pagina falsificata relativa a una verifica periodica mai avvenuta. La Suprema Corte ha stabilito che, di fronte a tale falsità, sorge un ragionevole dubbio sull'affidabilità dell'etilometro. I giudici di merito non potevano superare questo dubbio basandosi solo su sintomi esterni come occhi lucidi o nervosismo, poiché tali elementi non misurano il tasso alcolemico esatto. La sentenza è stata annullata con rinvio.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest tardivo resta valido
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza a carico di un automobilista che aveva provocato un incidente stradale notturno. L'imputato contestava la validità dell'alcoltest, sostenendo che l'avviso di farsi assistere da un difensore fosse nullo perché verbalizzato successivamente, e che il tasso alcolemico (pari a 1,7 e 1,9 g/l) fosse in fase ascendente al momento del controllo rispetto all'ora dell'incidente. I giudici hanno rigettato il ricorso, stabilendo che l'avviso era stato regolarmente dato prima del test e che i sintomi evidenti rilevati dagli agenti (alito vinoso, disorientamento, perdita di equilibrio) confermavano lo stato di alterazione al momento della guida.
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Particolare tenuità del fatto: negata se si ostacola l’alcoltest
Un automobilista, condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata, ha proposto ricorso in Cassazione. Il conducente lamentava il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto, evidenziando il lieve superamento della soglia alcolemica, l'assenza di incidenti e la propria giovane età. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno confermato che la particolare tenuità del fatto non può essere concessa automaticamente. Nel caso specifico, l'automobilista guidava di notte in una strada trafficata e ha tenuto un comportamento non collaborativo durante i controlli della polizia, ritardando l'alcoltest. Questi elementi dimostrano la gravità della condotta e giustificano il diniego del beneficio penale. Il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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