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Tassativo

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un aggettivo usato in diritto per indicare che un elenco o una serie di casi previsti da una norma è esaustivo e non ammette altre ipotesi oltre a quelle specificamente menzionate. Si contrappone a 'esemplificativo'.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso contro patteggiamento: chi patteggia e poi ricorre paga
L'Imputato ha proposto un ricorso contro patteggiamento stabilito dal Tribunale per i reati di furto in abitazione e resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente lamentava la mancanza di motivazione del giudice sulla scelta della pena e sulla mancata assoluzione immediata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che, per legge, i motivi di impugnazione di una sentenza di patteggiamento sono tassativi e non includono il difetto di motivazione sulla quantificazione della pena o sull'assenza di cause di proscioglimento. L'Imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Ricorso contro patteggiamento: accordo blindato e sanzione
L'Imputata ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza del Giudice per le indagini preliminari che applicava la pena concordata per tentata rapina aggravata. La ricorrente lamentava una carenza di motivazione del provvedimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il ricorso contro patteggiamento è ammesso solo per motivi tassativi stabiliti dalla legge. Tra questi motivi non rientra il difetto di motivazione sulla scelta della pena o sulla mancanza di cause di proscioglimento. Di conseguenza, l'appello è stato rigettato e la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro.
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Patto tradito e ricorso respinto: i limiti ricorso patteggiamento
Un uomo, condannato a sei mesi di reclusione per evasione a seguito di patteggiamento, ha proposto ricorso per cassazione. L'imputato lamentava la mancata verifica da parte del giudice circa l'eventuale presenza di cause di proscioglimento immediato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che i limiti ricorso patteggiamento sono estremamente rigidi: l'articolo 448 del codice di procedura penale consente l'impugnazione solo per motivi tassativi, escludendo la possibilità di contestare la mancata applicazione del proscioglimento immediato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso contro patteggiamento: quando l’accordo costa caro
L'Imputato, accusato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri, ha concordato l'applicazione della pena. Successivamente, ha proposto ricorso per Cassazione lamentando la mancanza di motivazione sulla mancata pronuncia di proscioglimento e sulla qualificazione giuridica dei fatti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro patteggiamento. I motivi presentati non rientravano tra quelli tassativamente previsti dalla legge per impugnare una sentenza concordata. Di conseguenza, la Corte ha condannato l'Imputato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Indennità premio di servizio: no alla retribuzione di posizione
Un funzionario comunale ha chiesto l'inserimento della retribuzione di posizione nella base di calcolo della sua indennità premio di servizio. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per i dipendenti degli enti locali assunti prima del 1996 la base di calcolo dell'indennità premio di servizio è determinata esclusivamente dalle voci tassativamente indicate dalla legge. La contrattazione collettiva non può modificare autonomamente le regole previdenziali stabilite da norme di legge inderogabili. Di conseguenza, la retribuzione di posizione percepita dal lavoratore non deve essere computata nella liquidazione finale, determinando la sconfitta del dipendente pubblico.
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Interpretazione del contratto: i limiti della Corte
Una ditta individuale ha citato in giudizio una società per azioni lamentando la violazione di un'esclusiva prevista in un contratto di distribuzione di laminati d'argento. La controversia verteva sull'interpretazione del contratto: se gli spessori dei materiali indicati fossero tassativi o meramente esemplificativi. Dopo il rigetto in primo e secondo grado, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che l'interpretazione del contratto è un'attività riservata al giudice di merito e che, in presenza di una doppia conforme, non è possibile richiedere un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità.
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Patrocinio a spese dello Stato: escluso il terzo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il proprietario di un bene sequestrato in un procedimento penale, se non è indagato o imputato, non ha diritto al patrocinio a spese dello Stato per le procedure penali. La sentenza chiarisce che l'elenco dei beneficiari previsto dalla legge è tassativo. Il terzo può, tuttavia, richiedere il beneficio in un separato giudizio civile per il risarcimento dei danni.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti della Cassazione
Una contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo per cartelle non notificate, adducendo come pregiudizio un fermo amministrativo sul proprio veicolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo nei casi di pregiudizio tassativamente previsti dalla legge, tra i quali non rientra il fermo amministrativo. La decisione sottolinea la natura eccezionale di questo strumento di tutela.
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