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Taeg (Tasso Annuo Effettivo Globale)

22 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È un indicatore, espresso in percentuale, del costo complessivo del finanziamento. Include non solo gli interessi (TAN), ma anche tutte le altre spese obbligatorie per ottenere il credito, come spese di istruttoria, perizie e assicurazioni imposte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Usura Bancaria: La Cassazione chiarisce i limiti dell’omessa motivazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una garante che contestava l'inammissibilità del suo appello. La garante aveva originariamente chiesto la nullità di un contratto di conto corrente e di una fideiussione, sostenendo la presenza di usura bancaria a causa di tassi e commissioni eccessivi. La Corte d'Appello aveva dichiarato l'appello inammissibile per infondatezza. La garante ha poi impugnato questa decisione, lamentando una "omessa motivazione". La Cassazione ha chiarito che un'errata o incompleta motivazione non equivale a una totale assenza di motivazione, confermando la decisione precedente.
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Usura bancaria: Nuovi motivi in Cassazione, ricorso inammissibile
Un'Azienda ha citato in giudizio una Banca, sostenendo che gli interessi applicati su un finanziamento superassero la soglia di usura bancaria. L'Azienda chiedeva la gratuità del mutuo e la restituzione degli interessi pagati. I giudici di merito hanno respinto la domanda, ritenendo che i tassi non fossero usurari. In Cassazione, l'Azienda ha introdotto un nuovo motivo di nullità, basato sul superamento dell'Indicatore Sintetico di Costo (ISC) da parte del TAEG. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che il nuovo motivo era una questione di fatto non discussa nei gradi precedenti, violando il principio della domanda. L'Azienda è stata condannata a pagare le spese legali, confermando la validità del contratto.
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Polizza assicurativa facoltativa e TAEG: il Cliente perde in Cassazione
Un cliente ha contestato un contratto di finanziamento, sostenendo che il costo di una polizza assicurativa abbinata dovesse essere incluso nel calcolo del TAEG. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che si trattava di una polizza assicurativa facoltativa. La decisione si fonda sulla prova che il cliente aveva il diritto di recedere dalla polizza senza conseguenze sul finanziamento e sulla presenza di altre garanzie. Di conseguenza, il costo dell'assicurazione è stato legittimamente escluso dal TAEG e la Finanziaria ha vinto la causa.
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Commissione Estinzione Anticipata: Costo Legittimo, non Usura
Una società chiede alla banca la restituzione di una somma, sostenendo che la commissione di estinzione anticipata pagata per un mutuo avrebbe reso il costo totale del finanziamento usurario. Secondo la società, tale commissione doveva essere inclusa nel calcolo del TAEG per la verifica del superamento del tasso soglia. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi. I giudici hanno stabilito che la commissione di estinzione anticipata non remunera la banca per la durata del prestito, ma la compensa per lo scioglimento anticipato del contratto. Di conseguenza, non rientra nel calcolo dell'usura. La banca ha quindi vinto la causa, vedendo confermata la legittimità del costo applicato.
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Penale Estinzione Anticipata Mutuo: Non è Usura, Vince la Banca
Un'azienda ha citato in giudizio una banca sostenendo che il proprio mutuo fosse usurario. Secondo l'azienda, la **penale estinzione anticipata mutuo**, sommata agli altri costi, faceva superare il tasso soglia legale. La Corte di Cassazione ha respinto questa tesi. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: la penale per chiudere un finanziamento prima del tempo non è un interesse, ma un corrispettivo per lo scioglimento anticipato del contratto. Pertanto, non deve essere inclusa nel calcolo per la verifica dell'usura. La banca ha vinto la causa, poiché il suo operato è stato ritenuto legittimo.
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Calcolo TAEG e Usura: la Cassazione rinvia sul costo delle polizze
Una società fallita si oppone al credito vantato da una banca, sostenendo che i tassi di interesse dei mutui fossero illegali. Il punto centrale della controversia è il corretto calcolo TAEG e usura, in particolare come considerare il costo delle polizze assicurative collegate ai finanziamenti. Il Tribunale aveva ritenuto legittimo il tasso, frazionando il costo delle polizze su tutta la durata dei mutui. La Corte di Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza della questione di diritto, non ha emesso una decisione finale. Ha invece rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame più approfondito, sospendendo di fatto il giudizio.
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TAEG errato: la nullità non è automatica
La Corte d'Appello di Napoli ha stabilito che un TAEG errato in un contratto di finanziamento stipulato prima del 2010 non comporta la nullità automatica della clausola sugli interessi. Secondo la Corte, il TAEG è un indicatore informativo del costo totale del credito. La sua errata indicazione, se tutte le voci di costo sono presenti nel contratto, non giustifica l'applicazione di tassi sostitutivi, ma può al più fondare una richiesta di risarcimento del danno. La decisione si basa sul principio 'ratione temporis', non potendo applicare la normativa più stringente introdotta nel 2010 a un contratto del 2008.
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TAN determinabile: la Cassazione salva il contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di contratti di finanziamento. Anche se il Tasso Annuo Nominale (TAN) non è esplicitamente indicato, il contratto non è nullo se il tasso è oggettivamente determinabile. Nello specifico, la Corte ha chiarito che la nullità prevista dall'art. 117 del Testo Unico Bancario può essere superata qualora il TAN possa essere ricavato attraverso un semplice calcolo aritmetico, basato sugli altri elementi presenti nel contratto, come l'importo, la durata, le rate e il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG). La decisione riforma la sentenza di primo grado che aveva dichiarato la nullità della clausola, confermando invece la validità del contratto come ritenuto dalla Corte d'Appello, in quanto il principio del TAN determinabile era stato rispettato.
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Contratto di Mutuo senza TAN: quando è valido?
Una società farmaceutica ha contestato la validità di due contratti di mutuo a causa della mancata indicazione del Tasso Annuo Nominale (TAN). La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29818/2024, ha stabilito che un contratto di mutuo senza TAN è comunque valido se il tasso di interesse è oggettivamente determinabile. In questo caso, l'allegazione del piano di ammortamento, che specificava l'esatto ammontare degli interessi per ogni singola rata, è stata ritenuta sufficiente a soddisfare i requisiti di trasparenza e determinatezza dell'oggetto del contratto, respingendo così il ricorso della società.
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Polizza facoltativa: quando è esclusa dal calcolo TAEG?
La Corte d'Appello ha respinto il ricorso di un cliente contro un istituto finanziario, confermando che una polizza assicurativa era facoltativa e quindi correttamente esclusa dal calcolo del TAEG. La decisione si è basata sulla documentazione contrattuale firmata dal cliente, che indicava esplicitamente la natura non obbligatoria della polizza, superando la presunzione derivante dalla contestualità della sottoscrizione con il contratto di finanziamento. Di conseguenza, la richiesta di ricalcolo del debito è stata respinta.
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Contratto di mutuo senza TAN: è valido? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16456/2024, ha stabilito che un contratto di mutuo senza l'esplicita indicazione del TAN (Tasso Annuo Nominale) non è necessariamente nullo. Se il tasso di interesse è chiaramente determinabile attraverso altri elementi presenti nel contratto, come il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale), l'importo delle singole rate e il piano di ammortamento dettagliato, i requisiti di trasparenza e determinatezza imposti dalla legge sono soddisfatti. La Corte ha respinto il ricorso di un mutuatario che contestava la validità del proprio finanziamento per questa ragione, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva ritenuto il contratto pienamente valido.
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TAN determinabile: quando il contratto di mutuo è valido
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13556/2024, ha stabilito che un contratto di finanziamento è valido anche se non indica esplicitamente il Tasso Annuo Nominale (TAN), a condizione che questo sia chiaramente ricavabile. Se il contratto e il piano di ammortamento allegato contengono tutti gli elementi necessari per calcolare il tasso, come l'indice di riferimento per i tassi variabili, il requisito di determinabilità è soddisfatto, rendendo il TAN determinabile e il contratto legittimo.
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Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7633/2024, ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi garanti contro un istituto bancario. Il caso verteva sulla validità di una fideiussione contenente clausole non conformi alla normativa antitrust. La Corte ha confermato il principio della nullità parziale fideiussione, stabilendo che solo le clausole illecite sono nulle, mentre il resto del contratto di garanzia rimane valido, a meno che il garante non dimostri che non avrebbe stipulato il contratto senza quelle specifiche clausole.
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Contratto di Finanziamento: TAN e TAEG, la Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha affrontato la validità di un contratto di finanziamento in cui mancava l'indicazione esplicita del Tasso Annuo Nominale (TAN), pur essendo presente l'Indicatore Sintetico di Costo (ISC/TAEG). La Corte ha respinto il ricorso di un'imprenditrice, stabilendo che il contratto non è nullo se il TAN, pur non essendo indicato, è ricavabile con un semplice calcolo matematico dagli altri dati presenti nel documento, soddisfacendo così il requisito di determinabilità. Sono state respinte anche le censure relative alla natura della clausola 'floor' e alla presunta novazione del rapporto.
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Contratto di finanziamento: TAEG errato non lo annulla
Un'azienda si opponeva a un decreto ingiuntivo per un finanziamento non pagato, sostenendo la nullità del contratto per errata indicazione del TAEG e per la presenza di anatocismo nel piano di ammortamento alla francese. Il Tribunale di Trieste ha respinto l'opposizione, stabilendo che un errore nel TAEG, quale indicatore sintetico, non invalida il contratto. Inoltre, ha confermato, richiamando la Cassazione, che l'ammortamento alla francese non costituisce anatocismo. Di conseguenza, il decreto ingiuntivo è stato confermato.
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Ammortamento alla francese: è legittimo? La Corte decide
Una banca ha appellato una sentenza che dichiarava il suo contratto di mutuo parzialmente nullo a causa del piano di ammortamento alla francese. I mutuatari hanno risposto con un appello incidentale, sostenendo l'usurarietà del contratto. La Corte d'Appello ha accolto l'appello della banca, stabilendo che l'ammortamento alla francese è un metodo di calcolo legittimo e non costituisce anatocismo vietato, in linea con le recenti decisioni della Cassazione. Di conseguenza, l'appello dei mutuatari è stato respinto e il contratto di mutuo è stato dichiarato pienamente valido.
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TAN determinabile: la Cassazione rinvia la decisione
Un'ordinanza interlocutoria della Corte di Cassazione affronta il tema del TAN determinabile in un contratto di finanziamento. Un titolare di farmacia aveva contestato un contratto per l'omessa indicazione del TAN, ottenendo ragione in primo grado. La Corte d'Appello aveva ribaltato la decisione, ritenendo il TAN desumibile dal piano di ammortamento allegato. La Cassazione, riconoscendo la particolare rilevanza della questione, ha rinviato la causa a pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Garanzia autonoma: differenze con fideiussione
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di una società e dei suoi garanti contro un istituto bancario. Il caso verteva su un'opposizione a un decreto ingiuntivo per debiti su conto corrente e finanziamenti. La Corte ha affrontato diverse questioni, tra cui l'esercizio dello ius variandi, l'anatocismo e l'ammortamento alla francese. Il punto cruciale della decisione è stata la qualificazione dei contratti di garanzia come una **garanzia autonoma** e non come fideiussione, escludendo così l'applicazione di tutele specifiche, incluse quelle derivanti dalla normativa antitrust sui modelli ABI.
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Trasparenza bancaria: TAN assente, contratto valido?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di finanziamento è valido anche se non indica esplicitamente il TAN (Tasso Annuo Nominale), a condizione che siano presenti il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) e un piano di ammortamento. Secondo la Corte, questi elementi sono sufficienti per garantire la trasparenza bancaria, poiché permettono al mutuatario di determinare con facilità il TAN e di comprendere l'intero costo del finanziamento.
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Costi mutuo e usura: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che, per la verifica del superamento del tasso soglia antiusura, devono essere considerati tutti i costi del mutuo, ad eccezione di imposte e tasse. La sentenza analizza il caso di una mutuataria che aveva ricevuto una somma inferiore a quella pattuita, a causa di spese trattenute dalla banca. La Corte ha chiarito che la quietanza firmata nel rogito non impedisce di provare l'effettivo importo erogato. Di conseguenza, tutti i costi mutuo e usura devono essere conteggiati nel Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), accogliendo il ricorso della cliente e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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