LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Swap

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Lo swap, nella finanza, appartiene alla categoria degli strumenti derivati, e consiste nello scambio di flussi di cassa tra due controparti. Va annoverato come uno dei più moderni strumenti di copertura dei rischi utilizzato prevalentemente dalle banche, dalle imprese e anche dagli enti pubblici. Si presenta come un contratto nominato (ma atipico in quanto privo di disciplina legislativa), a termine, consensuale, oneroso e aleatorio. Per esempio, un soggetto A può acquistare un'obbligazione a tasso variabile e corrispondere gli interessi che percepisce a un soggetto B. B, a sua volta, acquista un bond a tasso fisso, percepisce gli interessi variabili di A e gli gira gli interessi a tasso fisso. Questa struttura (chiamata IRS, cioè interest rate swap) può essere utile per immunizzarsi da fluttuazioni di mercato o gestire fondi comuni (con la strategia CPPI). Nell'accordo di swap vengono stabilite le date in cui i pagamenti verranno effettuati e il modo in cui saranno calcolati. È possibile distinguere varie tipologie di operazioni di swap sulla base dei flussi finanziari scambiati: swap di interessi (Interest Rate Swap, IRS): è un contratto che prevede lo scambio periodico, tra due operatori, di flussi di cassa aventi la natura di "interesse" calcolati sulla base dei tassi di interesse predefiniti e differenti e di un capitale teorico di riferimento; swap di valute (currency swap, CS): è un contratto stipulato fra due controparti che si scambiano nel tempo un flusso di pagamenti denominati in due diverse valute. Si pone quale scambio a pronti di una determinata valuta e nel contempo in uno scambio di eguale ammontare e cambio, ma di segno opposto, a una data futura prestabilita. swap di commodities: è un contratto stipulato fra due controparti che si scambiano nel tempo un flusso di pagamenti indicizzati al cambiamento di una commodity da un lato e a un tasso fisso dall'altro. Un esempio comune sono swap sul prezzo del petrolio (Oil swaps). swap di protezione dal fallimento di un'azienda (Credit default swap, CDS). È un contratto di assicurazione che prevede il pagamento di un premio periodico in cambio di un pagamento di protezione nel caso di fallimento di un'azienda di riferimento. La finalità di uno swap può essere: hedging: riduzione (fino ad annullamento) di una potenziale perdita (rischio finanziario); trading: profitto sulla variazione di prezzo (nel tempo), assumendo un rischio finanziario. Tutti i flussi si eseguono in un unico mercato; arbitraggio: profitto sulla differenza di prezzo fra due mercati (in un dato tempo). Si acquista in un mercato, e si vende il derivato o il sottostante in un altro. Lo schema dei flussi finanziari degli swap è completamente diverso da quello degli altri derivati. Lo swap non ha un prezzo di acquisto col quale la controparte diviene proprietaria di un sottostante, o del diritto di acquistarlo/venderlo a un dato prezzo alla scadenza (come per le opzioni call e put), né a scadenza ha facoltà di esercitare o meno tale diritto con dei gradi di libertà: i flussi hanno date certe e stabilite dal contratto, di segno opposto (spesso più di due nel tempo), e quelli di almeno una controparte sono deterministici (di importo noto: es. quantità di valuta, tasso fisso, premio per un CDS). La quantità e valore degli swap scambiabili (e il rischio di controparte) sono meno legati al prezzo del sottostante rispetto ad altri strumenti derivati: con un'opzione, la controparte che acquista deve avere liquidità pari al prezzo del derivato e del sottostante (se esercita l'opzione), mentre per uno swap entrambe le controparti devono essere solvibili, ma solamente per la differenza fra due tassi di interesse (spread fisso-variabile, cambio fra valute, probabilità di default per un CDS) che sono percentuali del sottostante (interessi rispetto al capitale di debito, delta cambio fra valute), e aventi il solito ordine. Ad esempio, se la controparte non vende a terzi il derivato o non si copre con un derivato di segno opposto (stessa scadenza e sottostante): nello swap di commodity non è necessaria la disponibilità fisica del bene sottostante; in quello di interessi il contratto di swap non necessariamente è legato all'esistenza e/o unicità di debiti a tasso fisso e variabile sottostanti (che potrebbero per contro essere coperti da molteplici swap); nello swap di valute, dove è invece necessaria la disponibilità del bene, a pronti al cambio corrente di mercato, questo ritorna alla controparte a termine al cambio iniziale, in modo indipendente da quanto varia il prezzo relativo fra le valute fra la data a pronti e a termine.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Deducibilità degli interessi passivi: stop ai limiti del Fisco
Un consorzio di imprese ha ricevuto un avviso di accertamento dall'Agenzia delle Entrate per recuperare imposte su presunte irregolarità fiscali. Tra le contestazioni principali figuravano il diniego della deducibilità degli interessi passivi derivanti da contratti finanziari di swap ritenuti non inerenti e l'indebita detrazione dell'IVA su fatture emesse dalle imprese consorziate con aliquota errata. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso dell'azienda. I giudici hanno chiarito che la deducibilità degli interessi passivi spetta sempre all'impresa, senza che l'amministrazione finanziaria possa valutarne l'inerenza o la finalità di copertura del rischio. Al contrario, la detrazione dell'IVA è stata negata per la quota eccedente l'aliquota effettivamente dovuta secondo le regole del mandato senza rappresentanza.
Continua »
Nullità contratti derivati: la banca deve restituire 540mila euro
Un'Azienda e alcuni investitori hanno citato in giudizio un Istituto di Credito per ottenere la restituzione delle somme versate per sei operazioni in strumenti finanziari. I primi tre contratti erano stati stipulati in assenza del prescritto contratto-quadro di negoziazione, mentre i successivi tre difettavano della causa di copertura. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca, confermando la declaratoria di nullità contratti derivati e la condanna alla restituzione di oltre 541.000 euro. I giudici hanno chiarito che la firma successiva del contratto-quadro non ha valore sanante retroattivo e che la prescrizione decennale è stata interrotta tempestivamente tramite lettera di messa in mora. L'istituto bancario deve quindi restituire l'intera somma indebitamente percepita e pagare le spese legali.
Continua »
Usura bancaria: commissione recesso e tassi soglia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società accollante di un mutuo ipotecario che lamentava fenomeni di usura bancaria. Il ricorrente sosteneva che la commissione di estinzione anticipata e i costi di un contratto derivato Interest Rate Swap dovessero essere inclusi nel calcolo del tasso soglia. La Suprema Corte ha confermato che la commissione di recesso non costituisce remunerazione del credito, ma un corrispettivo per lo scioglimento anticipato del vincolo, restando quindi esclusa dal calcolo dell'usura. È stata inoltre confermata la legittimità dell'ammortamento alla francese e sanzionato il ricorrente per abuso del processo.
Continua »
Doppia indicizzazione nel leasing: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha affrontato la validità di una clausola di doppia indicizzazione inserita in un contratto di leasing immobiliare. Una società utilizzatrice aveva contestato la clausola legata al tasso di cambio in franchi svizzeri, ritenendola un derivato occulto e immeritevole di tutela. Mentre i giudici di merito avevano accolto la domanda basandosi sulla complessità e sullo squilibrio economico della pattuizione, la Suprema Corte ha cassato la decisione. La Cassazione ha chiarito che il giudizio di meritevolezza ex art. 1322 c.c. deve riguardare lo scopo complessivo del contratto e non la convenienza economica o la chiarezza delle singole clausole.
Continua »
Interest Rate Swap: la Cassazione conferma la nullità
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità e la risoluzione di diversi contratti di Interest Rate Swap stipulati tra un istituto di credito e una società operante nel settore tecnologico. La banca ricorrente contestava la violazione dell'onere della prova e la mancata qualificazione della controparte come operatore qualificato. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che la valutazione delle prove e la decisione sulla compensazione delle spese legali appartengono alla discrezionalità del giudice di merito, purché non venga violato il principio di soccombenza totale.
Continua »
Giurisdizione contratti PA: decide il giudice ordinario
Un'amministrazione provinciale annulla in autotutela gli atti che autorizzavano contratti derivati con una banca, ritenendoli svantaggiosi. La banca impugna l'atto. Le Sezioni Unite della Cassazione stabiliscono che la giurisdizione sui contratti PA spetta al giudice ordinario, non a quello amministrativo, perché l'ente agiva per sottrarsi a un vincolo contrattuale, incidendo su diritti soggettivi di natura privatistica.
Continua »
Nullità contratti swap: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito la nullità dei contratti swap quando l'intermediario omette di indicare elementi essenziali come il valore iniziale (mark to market), i costi impliciti e gli scenari probabilistici. Nel caso esaminato, una società alberghiera aveva stipulato un contratto derivato con un istituto di credito. La Suprema Corte, riformando la decisione di merito che aveva concesso solo un risarcimento, ha dichiarato la nullità strutturale del contratto per indeterminatezza dell'oggetto, sottolineando che la trasparenza su tutti i costi e i rischi è un requisito di validità e non solo un obbligo informativo.
Continua »
Giudicato esterno: limiti al ricorso in Cassazione
Una società ha citato in giudizio una banca per la nullità di alcuni contratti swap e di una successiva transazione, nonostante una precedente causa sugli stessi rapporti fosse già stata definita con sentenza passata in giudicato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano ravvisato l'esistenza di un giudicato esterno. La Suprema Corte ha ribadito che l'interpretazione del giudicato è un'attività riservata al giudice di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità.
Continua »
Causa Concreta Swap: la decisione della Cassazione
Un cliente stipula un mutuo e un contratto di swap collegato con finalità di copertura. Successivamente estingue anticipatamente il mutuo ma non lo swap. La Corte di Cassazione ha confermato che, venendo meno il mutuo, il contratto di swap perde la sua causa concreta di copertura, rendendo non dovuti i pagamenti effettuati dopo l'estinzione del finanziamento.
Continua »