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Subordinazione

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249 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Qualificazione rapporto di lavoro: indici di subordinazione
La Corte di Cassazione interviene sulla qualificazione del rapporto di lavoro di una ricercatrice, inizialmente considerato autonomo dalla Corte d'Appello. La Suprema Corte cassa la decisione, sottolineando che per le attività intellettuali la subordinazione si valuta con un approccio globale, considerando indici come l'inserimento nell'organizzazione aziendale, la continuità e il coordinamento, anche in assenza di un orario di lavoro rigido. Viene inoltre affrontato il tema della liquidazione delle spese legali per la P.A. difesa da propri dipendenti.
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Lavoro subordinato: quando gli indizi contano di più
Un lavoratore ha chiesto il riconoscimento del suo rapporto ultra-trentennale con una tipografia come lavoro subordinato. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Corte ha stabilito che i giudici d'appello hanno errato nel non considerare adeguatamente gli elementi sussidiari (come la lunga durata, l'uso di strumenti aziendali e l'assenza di fatture), che sono decisivi per qualificare un rapporto come lavoro subordinato, specialmente in mansioni tecnico-professionali.
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Lavoro subordinato: quando un contratto si trasforma?
Un direttore sanitario ha lavorato per oltre vent'anni per una casa di cura privata con contratti formalmente autonomi. Ha richiesto il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato, ma la sua domanda è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15602/2024, ha rigettato il ricorso, confermando che l'elemento chiave per distinguere il lavoro subordinato è la soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro. La valutazione dei fatti compiuta dai giudici di merito, che ha escluso tale soggezione, è stata ritenuta insindacabile in sede di legittimità.
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Indici della subordinazione: la Cassazione decide
Una commercialista ha agito in giudizio contro una società, sostenendo che il suo contratto di prestazione d'opera mascherasse un rapporto di lavoro subordinato. Sia i giudici di merito che la Corte di Cassazione hanno respinto la sua richiesta. La Suprema Corte ha confermato che la lavoratrice non ha fornito prove sufficienti sugli indici della subordinazione, come l'assoggettamento al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro. L'assenza di un orario di lavoro fisso e il fatto che la professionista lavorasse contemporaneamente per altri clienti sono stati considerati elementi decisivi a favore della natura autonoma del rapporto.
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Lavoratori socialmente utili: diritti e differenze
La Cassazione analizza il caso di una lavoratrice impiegata come LSU da una P.A. La Corte conferma la natura subordinata del rapporto, dato che le mansioni superavano quelle previste per i lavoratori socialmente utili. Il ricorso della P.A. è dichiarato inammissibile per tardività, consolidando il diritto della lavoratrice alle differenze retributive.
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Rapporto di lavoro subordinato: la Cassazione decide
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato per una collaborazione di lunga data con un'istituzione pubblica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti che qualificavano il rapporto come collaborazione autonoma. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile perché mirava a un riesame dei fatti e non presentava argomentazioni specifiche sulla presunta errata interpretazione del contratto.
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Interposizione illecita di manodopera: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una grande società di servizi postali per interposizione illecita di manodopera. Il caso riguardava lavoratori, formalmente dipendenti di una società di trasporti, che in realtà operavano sotto la piena direzione e controllo della committente. La Corte ha stabilito che l'appalto era fittizio, poiché l'appaltatore non aveva una reale organizzazione d'impresa né assumeva un vero rischio, limitandosi a una gestione amministrativa del personale. Di conseguenza, è stato dichiarato un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato direttamente con la società committente.
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Rapporto di lavoro subordinato: ricorso inammissibile
Un lavoratore ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che negava l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato con una grande società di spedizioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando la regola della "doppia conforme" e ribadendo che non è possibile un riesame dei fatti in sede di legittimità.
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Lavoro socialmente utile: quando è subordinato?
Una lavoratrice, formalmente inquadrata in un progetto di lavoro socialmente utile, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con un ente provinciale. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto l'acquisizione degli atti del processo per valutare i presunti errori procedurali della Corte d'Appello. Quest'ultima aveva rigettato la domanda della lavoratrice, ma la sua decisione è stata contestata perché basata su fatti di una causa diversa e per non aver esaminato prove decisive che dimostravano lo svolgimento di mansioni impiegatizie anziché quelle previste dal progetto.
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Contratti di collaborazione: quando non c’è subordinazione
Una lavoratrice con plurimi contratti di collaborazione con un ente pubblico sanitario ha richiesto la conversione del rapporto in lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. È stato ribadito che, nel pubblico impiego, la conversione del contratto è preclusa dalla legge e l'eventuale risarcimento del danno presuppone la prova rigorosa della subordinazione di fatto, che in questo caso non è stata fornita.
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Lavoro subordinato: quando non è riconosciuto
Una professionista sanitaria ha richiesto il riconoscimento del suo rapporto di collaborazione pluriennale come lavoro subordinato. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11937/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. È stato ribadito che, per qualificare un rapporto come subordinato, è essenziale provare la soggezione del lavoratore al potere direttivo, organizzativo e disciplinare del datore di lavoro, elemento non riscontrato nel caso di specie.
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Rapporto di lavoro subordinato: onere della prova
Una professionista sanitaria ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con un ente pubblico, ma la sua domanda è stata respinta. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che, in assenza di prove concrete del potere direttivo e disciplinare dell'ente, la collaborazione non può essere qualificata come subordinata. Il caso evidenzia come l'onere della prova del rapporto di lavoro subordinato gravi sul lavoratore, specialmente in contesti di elevata professionalità.
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Lavoro subordinato università: no alla conversione
Una docente di lingua ha richiesto la conversione della sua serie di contratti a termine con un'università in un unico rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla natura subordinata del rapporto è una questione di fatto insindacabile in sede di legittimità e che la continuità delle mansioni con precedenti incarichi non era decisiva, data la diversa natura giuridica di questi ultimi (collaborazione di diritto pubblico).
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Qualificazione rapporto di lavoro: Cassazione chiarisce
Una lavoratrice, impiegata nella vendita di carte di credito, ha chiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda, non ravvisando gli indici della subordinazione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la corretta qualificazione del rapporto di lavoro dipende dalla prova della soggezione al potere direttivo del datore, prova che in questo caso mancava.
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Prescrizione crediti lavoro: la Cassazione rinvia
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un caso riguardante la riqualificazione di contratti di collaborazione in lavoro subordinato. La questione centrale, relativa alla decorrenza della prescrizione dei crediti lavoro in caso di contratti a termine successivi, è stata ritenuta meritevole di un rinvio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite, data la sua importanza e la necessità di un orientamento giurisprudenziale uniforme.
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Prescrizione lavoro: Cassazione attende Sezioni Unite
La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul ricorso di un'azienda ospedaliera contro una sua ex collaboratrice, una biologa a cui era stato riconosciuto un rapporto di lavoro subordinato. Il rinvio si è reso necessario perché la questione centrale, relativa all'inizio della decorrenza della prescrizione lavoro per i crediti retributivi in contratti a termine illegittimi, è attualmente al vaglio delle Sezioni Unite. L'azienda contestava la decisione della Corte d'Appello su vari punti, inclusa la qualificazione del rapporto e, appunto, la prescrizione dei crediti.
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Onere della prova lavoro subordinato: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, chiarisce l'onere della prova nel lavoro subordinato. Un lavoratore aveva ottenuto in primo grado il riconoscimento di crediti da lavoro, ma la Corte d'Appello aveva riformato la decisione. In Cassazione, il lavoratore lamentava una violazione delle regole sull'onere della prova, sostenendo che un legame affettivo dovesse far presumere la gratuità della prestazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che una volta dimostrata l'esistenza di un rapporto di lavoro subordinato, spetta alla parte che eccepisce la gratuità (es. il datore di lavoro) fornire la prova di tale circostanza. La semplice esistenza di un legame affettivo non è sufficiente a invertire questo onere.
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Lavoro subordinato: quando si configura e come provarlo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda contro la decisione della Corte d'Appello che aveva qualificato un rapporto di pulizie come lavoro subordinato. La Suprema Corte ha ribadito che la valutazione degli elementi fattuali, come la continuità della prestazione e l'orario fisso, spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità, confermando la condanna dell'azienda alla reintegra e al risarcimento del lavoratore.
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Socio lavoratore di cooperativa: quando è subordinato?
Una società cooperativa ha contestato la classificazione dei suoi soci artigiani come lavoratori subordinati da parte dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il rapporto del socio lavoratore di cooperativa era di natura subordinata. La decisione sottolinea che l'onere di dimostrare la natura autonoma del rapporto spetta alla cooperativa e che le modalità effettive di svolgimento del lavoro prevalgono sulla qualificazione formale data dalle parti. L'uso di attrezzature aziendali è stato un elemento chiave per determinare la subordinazione.
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Lavoro autonomo giornalisti: Cassazione conferma
Un ente previdenziale per giornalisti ha impugnato una decisione della Corte d'Appello che negava la natura subordinata del rapporto di lavoro di alcuni giornalisti con un'emittente televisiva. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che si trattava di lavoro autonomo per i giornalisti. La decisione si fonda sulla completa autonomia creativa e gestionale dei professionisti nel proprio programma, sull'assenza di direttive aziendali e sulla chiara volontà espressa nel contratto di lavoro.
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