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Subentro

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63 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Successione tra Enti: il Nuovo Datore Deve Assumere il Lavoratore
Un lavoratore, il cui contratto a progetto era stato convertito in un rapporto a tempo indeterminato, si è visto sopprimere l'ente per cui lavorava. Un nuovo consorzio è subentrato nelle funzioni del precedente. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio chiave sulla successione tra enti e rapporto di lavoro: il nuovo ente, in qualità di successore universale, eredita tutti i rapporti giuridici, inclusi gli obblighi verso i dipendenti. Di conseguenza, il nuovo consorzio è stato obbligato a riammettere in servizio il lavoratore, confermando che la continuità occupazionale è garantita anche in caso di riorganizzazione della pubblica amministrazione.
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Subentro alloggio popolare: testimoni non bastano, vince il Comune
La Corte di Cassazione ha negato il diritto al subentro in un alloggio popolare a una cittadina che non ha dimostrato in modo convincente la convivenza stabile con l'originaria assegnataria. La richiesta era stata respinta dal Comune, che aveva emesso un ordine di rilascio dell'immobile. La Suprema Corte ha stabilito un principio fondamentale: il giudice può considerare le prove documentali, come i certificati anagrafici, più attendibili delle testimonianze, specialmente se queste appaiono contraddittorie. Poiché la prova della convivenza, requisito essenziale, è mancata, la richiesta di subentro nell'alloggio popolare è stata definitivamente respinta.
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Mancata Fornitura: Niente Risarcimento per Affitti Persi Senza Prove
Un proprietario di un immobile si vede negare per anni l'attivazione delle forniture di luce e gas. Chiede quindi un risarcimento basato sui canoni di affitto che avrebbe potuto percepire se l'immobile fosse stato abitabile. La Corte di Cassazione, però, respinge la sua richiesta. Il principio stabilito è che per ottenere il risarcimento danno da mancata fornitura per lucro cessante (mancato guadagno), non basta affermare la possibilità di affittare l'immobile. Il proprietario deve fornire la prova concreta di aver perso reali opportunità di locazione. In assenza di tale prova, il risarcimento viene calcolato sulla base di indennizzi standard previsti dall'Autorità per l'energia, di importo molto inferiore.
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Subentro in agenzia scommesse: condanna annullata per dolo mancante
Un imprenditore viene condannato per esercizio abusivo attività di scommesse dopo essere subentrato nella gestione di un'agenzia. La licenza era già stata negata al precedente titolare per la vicinanza a 'luoghi sensibili'. L'imprenditore sosteneva che il subentro non fosse una 'nuova apertura' soggetta a vincoli. La Cassazione conferma che senza una licenza preesistente, il subentro è irrilevante e l'attività resta abusiva. Tuttavia, annulla la condanna e ordina un nuovo processo perché la Corte d'Appello non ha motivato sulla consapevolezza dell'imprenditore di agire illegalmente (dolo), un elemento essenziale del reato.
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Subentro alloggio popolare: cancellato dall’anagrafe, perde la casa
Un convivente si è visto negare il diritto al subentro in un alloggio popolare dopo la morte dell'assegnatario. La causa del diniego è stata una temporanea cancellazione dalle liste anagrafiche del Comune, che ha interrotto il requisito legale della convivenza continuativa di due anni. L'Ente gestore ha quindi emesso un ordine di rilascio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del convivente. I giudici hanno stabilito che, non avendo impugnato a suo tempo l'atto di cancellazione anagrafica, non poteva più contestarne gli effetti. Il mancato subentro nell'alloggio popolare è diventato definitivo.
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Appello con doppia motivazione: la Cassazione ribalta la sentenza
Un'associazione di volontariato chiede a una Regione il rimborso di somme pagate ai propri ex dipendenti. Il Tribunale respinge la richiesta con due motivazioni. La Corte d'Appello dichiara l'appello inammissibile, ritenendo che l'associazione abbia contestato solo una delle due ragioni. La Corte di Cassazione ribalta la decisione, chiarendo le regole dell'appello con doppia motivazione. Se le due ragioni sono logicamente collegate e non autonome, è sufficiente contestarne una per evitare che la sentenza diventi definitiva. La causa viene quindi rinviata alla Corte d'Appello per essere riesaminata nel merito.
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Subentro alloggio edilizia residenziale pubblica: regole e limiti
Una cittadina ha impugnato l'ordine di rilascio di un immobile popolare precedentemente assegnato alla nonna defunta. La ricorrente rivendicava il subentro alloggio edilizia residenziale pubblica sostenendo una convivenza storica con l'assegnataria. I giudici di merito hanno rigettato la domanda evidenziando la mancanza di prove certe sulla convivenza e l'assenza di una formale autorizzazione dell'ente gestore per l'ampliamento del nucleo familiare. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che la normativa speciale regionale prevale sulla legge ordinaria delle locazioni. Il subentro non avviene mai in via automatica ma richiede una verifica rigorosa dei requisiti soggettivi e reddituali da parte dell'amministrazione pubblica competente.
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Sequestro antimafia: stop al lavoro senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della risoluzione di un rapporto di lavoro operata da amministratori giudiziari in regime di sequestro antimafia. Il cuore della decisione risiede nell'interpretazione dell'art. 56 del D.Lgs. 159/2011, il quale prevede che la prosecuzione dei contratti pendenti non sia automatica ma richieda l'autorizzazione del giudice delegato. Nel caso di specie, il mancato subentro nel contratto di una dipendente, legata da vincoli di parentela con il soggetto colpito dalla misura, è stato ritenuto giustificato da esigenze di ordine pubblico e dalla necessità di garantire una gestione aziendale libera da condizionamenti, escludendo la natura discriminatoria del licenziamento.
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Subentro alloggio popolare: regole e limiti
La Corte di Cassazione ha chiarito che il subentro alloggio popolare non è automatico per il figlio che, dopo essersi allontanato dal nucleo originario, vi faccia rientro senza la necessaria comunicazione formale all'ente gestore. La sentenza n. 549/2023 sottolinea che l'omessa comunicazione del rientro impedisce il sorgere del diritto, poiché l'ente deve poter verificare la permanenza dei requisiti legali. La semplice variazione anagrafica non sostituisce l'obbligo di notifica previsto dalla legge regionale.
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Subentro alloggio popolare: i requisiti necessari
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso presentato da una cittadina che chiedeva il subentro alloggio popolare dopo il decesso del coniuge separato. La ricorrente aveva trasferito la propria residenza anagrafica nell'immobile solo dopo la morte dell'assegnatario. La Suprema Corte ha stabilito che, per i soggetti non facenti parte del nucleo originario, il diritto al subentro è subordinato alla previa presentazione di una domanda di ampliamento e alla prova della convivenza anagrafica già esistente al momento del decesso. La mancanza di tali requisiti formali e sostanziali impedisce la prosecuzione del rapporto di locazione pubblica.
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Affitto d’azienda: chi paga i premi assicurativi?
La Corte di Cassazione ha chiarito i confini della responsabilità dell'affittuario nel caso di affitto d'azienda e debiti assicurativi pregressi. Se il contratto di assicurazione è ancora in corso al momento del trasferimento, l'affittuario subentra nel rapporto ai sensi dell'art. 2558 c.c. e risponde dei premi maturati, anche se riferiti a periodi precedenti. La Corte ha stabilito che la disciplina dell'art. 2560 c.c., che limita la responsabilità ai debiti risultanti dalle scritture contabili, non si applica ai contratti non ancora esauriti in cui vi è successione automatica.
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Cessione d’azienda: limiti alla compensazione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della cessione d'azienda in ambito fallimentare, focalizzandosi sulla sorte dei depositi cauzionali e sulla compensazione dei crediti. La Corte ha stabilito che, sebbene l'acquirente subentri nei contratti di locazione acquisendo il diritto alla restituzione delle cauzioni, tale debito verso la procedura sorge solo dopo il trasferimento. Di conseguenza, non è possibile operare una compensazione tra questo debito 'post-fallimentare' e i crediti che l'acquirente vantava verso la società prima del fallimento, poiché manca il requisito dell'anteriorità del fatto genetico richiesto dalla legge fallimentare.
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Voltura elettrica: no ai debiti del vecchio inquilino
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del rifiuto di un fornitore di energia di procedere alla voltura elettrica in favore di una società agricola, condizionando l'attivazione al pagamento dei debiti del precedente inquilino. La Corte ha stabilito che, in assenza di un trasferimento d'azienda formalizzato, il nuovo utente non risponde delle morosità pregresse, trattandosi di contratti distinti e autonomi. Il fornitore è stato condannato al risarcimento dei danni per aver impedito l'attività d'impresa attraverso un blocco amministrativo ingiustificato.
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Subentro alloggio ERP: i diritti della famiglia
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto al subentro alloggio ERP per i genitori di un'assegnataria dichiarata decaduta per superamento dei limiti reddituali. La Suprema Corte ha stabilito che, se i familiari facevano parte del nucleo originario e possedevano i requisiti al momento dell'allontanamento dell'assegnataria, il loro diritto al godimento dell'immobile rimane valido. La decisione ribadisce che la decadenza del singolo non travolge automaticamente i diritti acquisiti dagli altri componenti del nucleo familiare convivente, garantendo la continuità abitativa.
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Rinnovo locazione fallimento: guida alla scadenza
La Corte di Cassazione ha stabilito che il rinnovo locazione fallimento non opera automaticamente alla seconda scadenza contrattuale. Se il locatore è fallito, il curatore che subentra nel contratto non è obbligato a inviare la disdetta sei mesi prima della scadenza quadriennale. La prosecuzione del rapporto oltre la seconda scadenza richiede necessariamente l'autorizzazione del Giudice Delegato ex art. 560 c.p.c. In assenza di tale provvedimento, il contratto si estingue di diritto per tutelare gli interessi della procedura concorsuale, rendendo legittimo l'ordine di liberazione dell'immobile emesso dal giudice.
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Prededuzione: regole per il subentro nei contratti
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che riconosceva la prededuzione a una società fornitrice di servizi di depurazione. Il Tribunale aveva erroneamente dedotto il subentro del Commissario liquidatore nel contratto dalla semplice prosecuzione del servizio e dal pagamento delle fatture correnti. La Suprema Corte ha invece stabilito che, per elevare i crediti pregressi al rango di prededuzione, è necessaria una manifestazione di volontà espressa e inequivocabile di subentro nel programma negoziale, non essendo sufficiente la mera continuazione dell'attività finalizzata alla conservazione aziendale.
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Subentro edilizia popolare: i diritti dell’ospite
La Corte di Cassazione ha chiarito che il subentro edilizia popolare non spetta a chi risiede nell'immobile come ospite temporaneo. Nonostante una convivenza di oltre cinque anni con l'assegnatario defunto, la qualifica di ospite impedisce l'inserimento nel nucleo familiare. La disciplina regionale prevale sulle norme generali della locazione, escludendo diritti successori per chi non ha un titolo stabile.
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Cessione contratto locazione e ramo d’azienda: il caso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33739/2023, ha stabilito che la cessione contratto di locazione non avviene automaticamente con il trasferimento di un ramo d'azienda se l'immobile è già stato materialmente rilasciato. La Corte ha ritenuto l'appello inammissibile, specificando che un contratto relativo a un locale non più utilizzato per l'esercizio dell'impresa non può considerarsi parte del ramo d'azienda ceduto, anche se il contratto di locazione è ancora formalmente in vigore.
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Subentro alloggio popolare: il nipote non ha diritto
La Corte di Cassazione ha negato il diritto di subentro in un alloggio popolare al nipote che conviveva con la nonna assegnataria. È stato ritenuto decisivo che il nipote non facesse parte del nucleo familiare originario e che mancasse una comunicazione formale della convivenza all'ente gestore. La sentenza sottolinea che il subentro in un alloggio popolare è soggetto a requisiti di legge molto specifici che non possono essere derogati.
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Subentro incarico professionale: le regole deontologiche
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione disciplinare a carico di due ingegneri, accusati di aver accettato un incarico professionale precedentemente promesso a un'altra collega. La Corte ha chiarito che le norme deontologiche sul subentro incarico professionale si applicano solo quando un incarico è stato già formalmente conferito, non quando vi era solo una promessa o un'aspettativa. L'assenza di un incarico preesistente esclude la violazione disciplinare.
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