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Subentro

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63 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Subentro alloggio popolare: la legge applicabile
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il subentro in un alloggio popolare, la normativa applicabile è quella in vigore al momento del decesso dell'assegnatario, non quella vigente all'inizio della convivenza. Nel caso esaminato, un nipote si è visto negare il subentro perché, al momento della morte della nonna, non aveva maturato i cinque anni di convivenza richiesti da una nuova legge, sebbene avesse quasi completato i due anni previsti dalla legge precedente. La Corte ha chiarito che non si tratta di applicazione retroattiva, poiché il diritto al subentro sorge solo con il decesso, e a quella data la nuova legge era già in vigore.
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Cambio appalto: il momento del subentro è decisivo
Un lavoratore è stato escluso dalla riassunzione dopo un cambio appalto perché la nuova azienda sosteneva che non avesse l'anzianità di tre mesi richiesta dal CCNL. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale anzianità deve essere calcolata a ritroso dalla data dell'effettivo subentro nel servizio, non da momenti precedenti come la presentazione dell'offerta. Questa decisione chiarisce un punto cruciale per l'applicazione delle clausole sociali, proteggendo i diritti dei lavoratori nel passaggio tra diverse gestioni.
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Subentro alloggio popolare: quando si perde il diritto
Un caso di subentro in un alloggio popolare viene esaminato dalla Corte di Cassazione. La richiesta della figlia dell'assegnatario originario è stata respinta perché il nucleo familiare aveva già perso il diritto all'alloggio a seguito dell'acquisto di un altro immobile da parte della madre. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il diritto al subentro non può sorgere se il diritto principale all'assegnazione è già venuto meno.
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Subentro società di progetto: la Cassazione decide
Una società, cessionaria di un ramo d'azienda di un membro di un'A.T.I. aggiudicataria di una concessione in project financing, si è vista negare il subentro nel contratto. La Corte di Cassazione ha chiarito che la normativa successiva, che prevede una sostituzione totale dell'A.T.I. con la società di progetto, ha natura innovativa e non retroattiva. Pertanto, per le gare bandite prima della sua entrata in vigore, il subentro società di progetto non comporta una novazione, ma un acquisto a titolo derivato, mantenendo l'A.T.I. come titolare originario del rapporto.
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Compensazione crediti e fallimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21256/2024, ha stabilito che l'Agenzia delle Entrate può legittimamente opporre la compensazione crediti fiscali verso una società fallita, anche se il credito di quest'ultima era stato precedentemente pignorato da terzi. Il pignoramento, pur rendendo il credito indisponibile, non estingue il diritto del debitore (in questo caso l'Erario) di eccepire la compensazione, a condizione che entrambi i crediti siano sorti prima della dichiarazione di fallimento.
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Clausola sociale: onere della prova del lavoratore
Un lavoratore si è visto negare il diritto all'assunzione dalla nuova azienda in un cambio appalto. La Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che la clausola sociale richiede la prova, a carico del lavoratore, di aver maturato l'anzianità di 240 giorni presso il cantiere. Le comunicazioni tra aziende non bastano se non supportate da prove concrete del servizio effettivo.
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Subentro commissario straordinario: la Cassazione chiarisce
Una società cooperativa ha continuato a fornire servizi a un ente religioso dopo l'ammissione di quest'ultimo all'amministrazione straordinaria. La cooperativa ha richiesto il pagamento in prededuzione di tutti i suoi crediti, inclusi quelli sorti prima della procedura. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che senza un'esplicita dichiarazione di subentro del commissario straordinario, i crediti anteriori alla procedura non acquisiscono lo status di prededucibilità. La mera prosecuzione del rapporto contrattuale non è sufficiente a configurare un subentro.
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Credito appalto pubblico: quando nasce il diritto?
Una società costruttrice, dopo aver eseguito lavori per un ente pubblico e successivamente affittato il ramo d'azienda, ha citato l'ente per il pagamento. L'ente aveva pagato la società affittuaria, ritenendola la nuova titolare del credito. La Corte di Cassazione ha stabilito che negli appalti pubblici, il credito per gli acconti non sorge con la mera esecuzione dei lavori, ma solo con l'emissione dello Stato di Avanzamento Lavori (SAL). Poiché il SAL è stato emesso dopo il contratto di affitto, il pagamento all'affittuaria è stato ritenuto corretto, respingendo il ricorso della società originaria. La sentenza chiarisce la natura costitutiva del SAL per la nascita del credito appalto pubblico.
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Subentro nel contratto d’appalto: la Cassazione decide
Una società committente contestava il pagamento a favore del fallimento di una società appaltatrice, negando la validità del subentro nel contratto d'appalto da parte del curatore. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3215/2024, ha respinto il ricorso, affermando che la volontà di subentrare, anche se comunicata informalmente, è valida se la controparte ne ha avuto conoscenza e se vi sono atti successivi, come il riconoscimento del debito da parte della controllante, che confermano la prosecuzione del rapporto.
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Recesso per sequestro: motivazione del licenziamento
Un'impresa soggetta a sequestro di prevenzione recedeva dal rapporto di lavoro con un dipendente. La Corte d'Appello aveva ritenuto illegittimo il recesso per carenza di motivazione. La Corte di Cassazione, riformando la decisione, ha stabilito che per la validità del recesso per sequestro è sufficiente che l'atto dell'amministratore giudiziario richiami la procedura di prevenzione e il decreto autorizzativo del giudice delegato, senza necessità di esporre dettagliatamente le ragioni sottostanti, che risiedono negli atti della procedura stessa.
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Credito MBO prededucibile: sì in amministrazione
La Cassazione conferma il diritto di un dirigente a ricevere il bonus MBO come credito MBO prededucibile, maturato durante l'amministrazione straordinaria della società. La Corte ha stabilito che la prosecuzione del rapporto di lavoro implica un subentro automatico nel contratto, rendendo il credito funzionale alla continuità aziendale e quindi prededucibile.
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Subentro del commissario: basta la non-rinuncia?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il subentro del commissario in un contratto pendente non sono necessarie formule sacramentali. Una dichiarazione di non voler esercitare la facoltà di recesso, se chiara e inequivocabile nel contesto, è sufficiente a manifestare la volontà di proseguire il rapporto, garantendo così il credito in prededuzione. La Corte ha inoltre chiarito che anche un contratto d'appalto per manutenzioni programmate può rientrare tra i contratti ad esecuzione continuata o periodica.
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Prededuzione del credito: esclusa senza subentro formale
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di uno studio legale che richiedeva il riconoscimento della prededuzione e del privilegio per un credito professionale nei confronti di una società in amministrazione straordinaria. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la semplice prosecuzione dell'attività professionale dopo l'apertura della procedura non è sufficiente a garantire la prededuzione del credito. È necessaria un'espressa e formale dichiarazione di subentro nel contratto da parte del commissario straordinario. In sua assenza, i crediti sorti prima della procedura restano chirografari. Anche il privilegio è stato negato, poiché non è stato provato il carattere personale e prevalente della prestazione svolta.
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Crediti in prededuzione: serve il subentro esplicito
Un fornitore di energia chiedeva il riconoscimento dei crediti in prededuzione verso un'impresa in amministrazione straordinaria. La Cassazione ha negato, stabilendo che, anche per servizi essenziali, la semplice continuazione della fornitura non basta: è necessaria una dichiarazione esplicita di subentro nel contratto da parte del commissario per qualificare i crediti anteriori come prededucibili.
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Crediti prededucibili: no senza subentro espresso
La Cassazione ha negato la natura di crediti prededucibili a una società fornitrice verso un'impresa in amministrazione straordinaria. Anche se il contratto è proseguito dopo l'apertura della procedura, mancava una dichiarazione espressa di subentro del commissario, requisito indispensabile per estendere la prededucibilità ai crediti anteriori.
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Edilizia residenziale pubblica: il diritto non si eredita
Una recente ordinanza della Cassazione affronta il tema dell'edilizia residenziale pubblica, chiarendo che il diritto all'acquisto di un alloggio popolare non è trasmissibile agli eredi. Il caso riguardava la pretesa di un'erede di riscattare un immobile basandosi su vecchie offerte fatte al padre. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che tale diritto è personale e non ereditario, e che mancano i presupposti per il subentro nel contratto di locazione.
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Credito prededucibile: subentro e danni contrattuali
La Corte di Cassazione chiarisce la natura del credito prededucibile nell'ambito dell'amministrazione straordinaria. In un caso riguardante un contratto di appalto per la riparazione di una nave, la Corte ha stabilito che i danni derivanti da un inadempimento della società committente, avvenuto dopo l'apertura della procedura, devono essere considerati prededucibili. Questo perché l'amministrazione, subentrando nel contratto, assume tutti gli obblighi successivi, compreso quello di risarcire i danni per la propria condotta inadempiente, in funzione della continuità aziendale.
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Occupazione sine titulo: quando il contratto non basta
Il Tribunale di Venezia ha dichiarato l'occupazione sine titulo di alcuni immobili di proprietà demaniale da parte di un privato. La decisione si fonda su due punti chiave: la cessione del contratto di locazione commerciale, avvenuta tramite cessione di ramo d'azienda, è stata ritenuta inopponibile all'ente proprietario a causa di un divieto di cessione nel contratto originale; il contratto di locazione abitativo è stato dichiarato nullo per mancata registrazione. Di conseguenza, il Tribunale ha ordinato il rilascio immediato degli immobili.
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Occupazione sine titulo: la sentenza del Tribunale
Un'Amministrazione demaniale ha citato in giudizio un privato per l'occupazione sine titulo di un'unità commerciale e una residenziale. L'occupante sosteneva di avere un titolo valido derivante da un subentro in un contratto di locazione a seguito di acquisto di ramo d'azienda. Il Tribunale ha accolto la domanda dell'Amministrazione, ordinando il rilascio degli immobili. La decisione si fonda su due punti chiave: l'inopponibilità della cessione del contratto commerciale a causa di un esplicito divieto nel contratto originale e la nullità del contratto abitativo per mancata registrazione.
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Credito prededucibile: la Cassazione fa chiarezza
Un istituto di credito si è visto negare lo status di credito prededucibile per una somma vantata verso un'impresa in amministrazione straordinaria. Il credito era sorto durante una precedente fase di amministrazione giudiziaria antimafia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della banca, stabilendo che non esiste continuità tra le due procedure, che hanno finalità diverse. Pertanto, lo status di credito prededucibile non si trasferisce automaticamente dall'una all'altra, e in assenza di un esplicito subentro del commissario nel contratto, il credito resta chirografario.
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