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Stato Di Insolvenza

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228 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Notifica PEC e fallimento: valida all’ultimo indirizzo
Una società, dichiarata fallita dopo aver trasferito la propria sede legale all'estero, ha impugnato la decisione sostenendo la nullità della notifica PEC inviata al vecchio indirizzo italiano. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica PEC è valida se effettuata all'indirizzo risultante dal Registro delle Imprese. La Corte ha ribadito l'obbligo per l'impresa di mantenere attivo tale indirizzo e ha confermato la giurisdizione italiana quando il fallimento viene dichiarato entro un anno dal trasferimento della sede all'estero.
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Bancarotta preferenziale: quando il pagamento è reato?
La Corte di Cassazione annulla una condanna per bancarotta preferenziale e distrattiva, chiarendo i requisiti necessari per la configurabilità dei reati. La sentenza sottolinea l'importanza di una valutazione ex ante dello stato di insolvenza e della prova della lesione della par condicio creditorum. Non basta che la società sia fallita successivamente per provare il reato di bancarotta preferenziale.
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Ricorso per cassazione inammissibile: il caso analizzato
Una società di costruzioni presenta ricorso in Cassazione contro la revoca di una dichiarazione di fallimento da essa stessa promossa. La Suprema Corte dichiara il ricorso per cassazione inammissibile, in quanto volto a un riesame dei fatti già valutati dalla Corte d'Appello, la quale aveva accertato l'assenza dello stato di insolvenza e il mancato superamento della soglia minima di debito. L'ordinanza ribadisce che il giudizio di legittimità non può trasformarsi in un terzo grado di merito.
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Stato di insolvenza: debiti fiscali e sospensione
Una società dichiarata fallita per un'ingente debitoria fiscale ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che un'istanza di sospensione dei pagamenti (ex L. 44/99) avrebbe dovuto bloccare la procedura. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che la valutazione dello stato di insolvenza deve essere complessiva e può fondarsi su debiti, come quelli fiscali, non interessati dalla sospensione.
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Liquidazione Giudiziale: Requisiti e Prova Insolvenza
Una società creditrice ha richiesto l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società debitrice per un credito insoluto. Il Tribunale di Milano ha accolto la richiesta, dichiarando lo stato di insolvenza della debitrice. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione, da parte della debitrice, di essere al di sotto delle soglie dimensionali previste dalla legge, oltre che sulla presenza di ingenti debiti tributari e sull'incapacità strutturale di far fronte alle proprie obbligazioni.
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Liquidazione Giudiziale: quando si apre la procedura?
Il Tribunale di Venezia ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale per una società, su ricorso di un creditore. La decisione si fonda sulla verifica di uno stato di insolvenza irreversibile, provato da un ammontare di debiti scaduti e non pagati, sia verso privati che verso enti previdenziali e fiscali, superiore alla soglia di 30.000 euro, e sulla conseguente incapacità dell'impresa di adempiere regolarmente alle proprie obbligazioni.
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Circostanze attenuanti: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, chiarendo i limiti del giudizio di legittimità. La sentenza sottolinea che la valutazione dei precedenti penali è sufficiente per negare le circostanze attenuanti generiche, qualora indichino una crescente pericolosità sociale dell'imputato, senza che il giudice debba analizzare ogni singolo elemento a favore.
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Bancarotta preferenziale: annullata condanna per pagamenti
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per bancarotta preferenziale a carico dell'amministratore di una S.r.l. La Corte ha ritenuto insufficiente la prova dello stato di insolvenza al momento dei pagamenti contestati a favore di un socio. È stato inoltre criticato il mancato accertamento del reale danno agli altri creditori e della specifica volontà di favorire il socio a loro discapito. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Liquidazione giudiziale: requisiti e apertura procedura
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale di una società commerciale su ricorso della Procura della Repubblica. La decisione si fonda sull'accertamento di un grave stato di insolvenza, evidenziato da un indebitamento superiore a 900.000 euro verso un solo creditore, un patrimonio netto negativo per oltre 2.200.000 euro, pignoramenti immobiliari e la stessa ammissione della società debitrice. La sentenza ha confermato che la presenza di questi elementi dimostra un'incapacità strutturale e definitiva di far fronte alle obbligazioni, giustificando l'avvio della procedura concorsuale.
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Bancarotta preferenziale: pagamenti e compensazioni
Un imprenditore viene condannato per bancarotta preferenziale per aver pagato un creditore tramite compensazione e restituzione di caparre, poco prima del fallimento. La Cassazione ha confermato la condanna, rigettando la tesi difensiva della continuità aziendale e chiarendo che tali pagamenti, se effettuati in stato di insolvenza, violano la par condicio creditorum e integrano il reato.
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Liquidazione giudiziale: i segnali di insolvenza
Il Tribunale di Torino ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società di noleggio veicoli. La decisione si fonda su chiari indicatori di insolvenza, tra cui un debito significativo non onorato, il mancato rispetto di un piano di rientro, ulteriori esposizioni debitorie, la mancata comparizione in udienza e l'assenza di beni liquidabili. La sentenza evidenzia come una pluralità di elementi sintomatici, e non un singolo inadempimento, conduca alla dichiarazione di apertura della procedura concorsuale.
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Fondo Garanzia INPS: liquidazione non basta
Un ex dipendente di una società cooperativa posta in liquidazione ha richiesto il pagamento delle ultime tre mensilità al Fondo di Garanzia INPS. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che la procedura di scioglimento e liquidazione di una cooperativa per cause diverse dall'insolvenza (come previsto dall'art. 2545-septiesdecies c.c.) non è equiparabile a una procedura concorsuale. Pertanto, non sussiste il presupposto dello stato di insolvenza necessario per l'intervento del Fondo Garanzia INPS.
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Liquidazione Giudiziale: prova dell’insolvenza
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società per un credito di lavoro non pagato. La società non si è presentata in giudizio né ha depositato i bilanci. Il Tribunale ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale basandosi su diversi indizi di insolvenza, tra cui il mancato pagamento del debito, un'ingente esposizione debitoria verso l'INPS e la totale inerzia della società, considerati sufficienti a provare l'incapacità di adempiere alle proprie obbligazioni.
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Liquidazione giudiziale: quando si apre la procedura
Un creditore ha richiesto la liquidazione giudiziale di una società debitrice. Quest'ultima non si è costituita in giudizio né ha depositato la documentazione contabile. Il Tribunale, sulla base di prove acquisite d'ufficio, come ingenti debiti erariali e previdenziali, un protesto e il mancato deposito dei bilanci, ha dichiarato lo stato di insolvenza della società, aprendo la procedura di liquidazione giudiziale e nominando un curatore.
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Liquidazione giudiziale: quando si dichiara?
Un creditore, titolare di un credito da lavoro, ha richiesto con successo la liquidazione giudiziale di una società. Il Tribunale ha dichiarato lo stato di insolvenza sulla base di molteplici indicatori, tra cui ingenti debiti previdenziali, la mancata presentazione dei bilanci e l'esito negativo di precedenti azioni esecutive. La mancata costituzione in giudizio della società debitrice è stata un fattore decisivo, poiché non ha fornito la prova contraria sull'assoggettabilità alla procedura.
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Liquidazione giudiziale: i criteri per l’apertura
Il Tribunale di Monza ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale di una ditta individuale a seguito del ricorso di un creditore. La decisione si fonda sulla conclamata insolvenza del debitore, provata da molteplici debiti (verso il creditore, Fisco e enti previdenziali) e dalla sua mancata costituzione in giudizio, che ha impedito la verifica delle soglie di fallibilità.
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Liquidazione giudiziale: quando si dichiara aperta?
A seguito del ricorso del Pubblico Ministero, il Tribunale di Monza ha dichiarato aperta la liquidazione giudiziale di una società commerciale. La decisione si fonda sull'accertato stato di insolvenza, evidenziato da ingenti debiti tributari e previdenziali e dal superamento delle soglie di legge. La società, pur regolarmente notificata, non si è costituita in giudizio, un comportamento che ha ulteriormente rafforzato la convinzione del Tribunale.
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Delegazione di pagamento: quando non esclude il credito
La Corte di Cassazione ha confermato la dichiarazione di fallimento di una società, rigettando la tesi difensiva basata su una presunta delegazione di pagamento. Un'altra società fallita aveva chiesto il fallimento della prima sulla base di un credito di 145.000 euro, usati per estinguere un leasing immobiliare. La ricorrente sosteneva che i fondi, sebbene prelevati dal conto dell'altra società, fossero stati da lei forniti e che l'operazione fosse una semplice delegazione di pagamento. La Corte ha stabilito che i fondi su un conto corrente si presumono di proprietà dell'intestatario e che la delegazione deve essere provata concretamente, cosa non avvenuta nel caso di specie. È stata inoltre confermata la competenza territoriale del tribunale e lo stato di insolvenza della società.
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Liquidazione giudiziale società cancellata: il caso
Il Tribunale di Brescia ha dichiarato l'apertura della liquidazione giudiziale nei confronti di una società cancellata dal registro delle imprese. La decisione si fonda sulla sussistenza di un'ingente esposizione debitoria residua (oltre 350.000 euro) e sul fatto che l'istanza è stata presentata entro il termine annuale dalla cancellazione, come previsto dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (CCII). La sentenza chiarisce che la cancellazione formale non estingue l'insolvenza se permangono debiti significativi, rendendo possibile la liquidazione giudiziale della società cancellata.
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Stato di insolvenza: i criteri per la valutazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro la sua liquidazione giudiziale. Viene confermato che, per la valutazione dello stato di insolvenza, non è sufficiente la mera contestazione di un credito, se altri elementi dimostrano l'incapacità strutturale dell'impresa di adempiere alle proprie obbligazioni.
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