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Spese Straordinarie

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Costituiscono spese straordinarie quelle che, per la loro rilevanza, imprevedibilità e imponderabilità, esulano dall'ordinario regime di vita dei figli, non essendo ricomprese nell'assegno di mantenimento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Spese straordinarie di mantenimento: precetto senza nuova causa
Il Padre ha proposto ricorso contro La Madre contestando la validità dell'ordinanza di separazione come titolo esecutivo per il recupero delle spese scolastiche e mediche straordinarie anticipate per le figlie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che le spese straordinarie di mantenimento (scolastiche e mediche), se caratterizzate da ordinarietà e prevedibilità, integrano l'assegno periodico. Di conseguenza, il genitore che le anticipa può agire direttamente in via esecutiva per ottenere il rimborso della quota spettante all'altro coniuge, senza dover richiedere un nuovo provvedimento al giudice. Il Padre è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Compensi intercettazioni: la Cassazione rinvia il caso
Una società che fornisce apparecchiature per intercettazioni ha citato in giudizio il Ministero della Giustizia per interessi di mora, sostenendo che il loro rapporto costituisse una transazione commerciale. I tribunali di grado inferiore hanno respinto tale tesi, classificando i compensi come "spese giudiziarie straordinarie". La Corte di Cassazione, rilevando una procedura di infrazione dell'UE contro l'Italia per i ritardi nei pagamenti per questi servizi, ha ordinato un'udienza pubblica per decidere sulla questione dei compensi intercettazioni, evidenziando la complessità e le implicazioni del diritto europeo.
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Spese straordinarie figli: quando serve l’accordo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19532/2023, ha stabilito che le spese per l'alloggio universitario dei figli rientrano tra le spese straordinarie. Se il provvedimento di divorzio le subordina a un accordo preventivo tra i genitori, la semplice conoscenza della scelta universitaria da parte di un genitore non è sufficiente a far sorgere l'obbligo di rimborso in assenza di un consenso esplicito sulle spese.
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Spese straordinarie figli: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7169/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di spese straordinarie per i figli di genitori separati. Il caso riguardava la richiesta di rimborso da parte di una madre per le ingenti spese universitarie e altre sostenute per il figlio. La Corte d'Appello le aveva negate, ritenendole prevedibili dato l'alto status socio-culturale dei genitori. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, chiarendo che la prevedibilità di una spesa va valutata al momento in cui l'assegno di mantenimento è stato originariamente determinato (nel caso di specie, molti anni prima), e non in un momento successivo. Pertanto, costi significativi e non ipotizzabili all'epoca, come l'iscrizione a un'università privata fuori sede, costituiscono spese straordinarie da ripartire tra i genitori.
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Spese straordinarie figli: quando serve l’accordo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17017/2025, interviene sul tema delle spese straordinarie per i figli di genitori separati. La Corte ha stabilito che alcune spese, come i corsi di lingua inglese, pur essendo straordinarie, rispondono a esigenze educative ormai consolidate e non necessitano del preventivo consenso dell'altro genitore, in quanto preminente è l'interesse del minore. La sentenza del Tribunale, che aveva negato il rimborso di tali spese, è stata cassata con rinvio.
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Spese straordinarie figlio: no rimborso per auto costosa
Una madre richiedeva al padre il rimborso del 50% del costo di un'auto acquistata per il figlio maggiorenne, ma non ancora autosufficiente, qualificando la spesa come straordinaria. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta. La decisione si fonda sul fatto che l'acquisto, avvenuto senza il consenso del padre, era sproporzionato rispetto alle reali esigenze del ragazzo (un'auto da oltre 22.000 euro per un breve tragitto casa-lavoro) e la necessità è sorta mesi dopo l'acquisto. La Corte ha quindi riqualificato l'operazione non come una spesa straordinaria necessaria, ma come una 'donazione di fatto' della madre verso il figlio, escludendo l'obbligo di rimborso per l'altro genitore.
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