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Art. 315-bis Codice Civile

17 provvedimenti

Azione revocatoria e trasferimenti immobiliari
La Corte di Cassazione ha confermato l'efficacia di un'azione revocatoria promossa dal fisco contro un padre che aveva trasferito immobili alle figlie in sede di separazione. Nonostante l'atto fosse inserito in un accordo solutorio, la Corte lo ha qualificato come gratuito, poiché il mantenimento era già garantito da assegni mensili, rendendo l'atto aggredibile dai creditori.
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Valutazione redditi genitori: obbligo per il giudice
Un atleta professionista chiede la riduzione dell'assegno di mantenimento per la figlia a causa di una contrazione dei suoi guadagni e della nascita di un secondo figlio. I tribunali di merito respingono la richiesta. La Corte di Cassazione, invece, accoglie il ricorso, stabilendo che la decisione è illegittima perché non ha operato la necessaria valutazione redditi genitori, omettendo di indagare sulla situazione economica e patrimoniale della madre. Il caso viene rinviato alla Corte d'Appello per una nuova e completa valutazione.
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Vaccinazione figli: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un padre contro la decisione che autorizzava la madre a procedere alla vaccinazione dei figli minori contro il Covid-19. La Corte ha stabilito che tali provvedimenti, emessi in caso di disaccordo genitoriale, rientrano nella volontaria giurisdizione e non hanno carattere decisorio su diritti soggettivi, pertanto non sono impugnabili con ricorso straordinario. L'unica parte potenzialmente impugnabile, quella sulle spese legali, è stata comunque rigettata nel merito.
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Spese straordinarie figli: quando serve l’accordo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19532/2023, ha stabilito che le spese per l'alloggio universitario dei figli rientrano tra le spese straordinarie. Se il provvedimento di divorzio le subordina a un accordo preventivo tra i genitori, la semplice conoscenza della scelta universitaria da parte di un genitore non è sufficiente a far sorgere l'obbligo di rimborso in assenza di un consenso esplicito sulle spese.
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Consenso del minore: quando è necessario per la paternità
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nelle azioni per la dichiarazione giudiziale di paternità, il consenso del minore che ha compiuto 14 anni è una condizione imprescindibile per la prosecuzione del giudizio. In un caso in cui una minore ha raggiunto tale età prima del ricorso in Cassazione, i giudici hanno annullato la decisione d'appello, rimandando il caso al giudice del merito affinché acquisisca il necessario consenso del minore, ritenendolo un requisito di procedibilità che deve essere verificato d'ufficio.
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Diritto dei nonni: l’interesse del minore prevale
In un caso di forte conflittualità familiare, i nonni e lo zio paterni si erano rivolti al tribunale per vedere i nipoti minori, ostacolati dai genitori. La Corte d'Appello aveva concesso gli incontri basandosi sulla mera assenza di pregiudizio per i bambini. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2881/2023, ha annullato questa decisione. Ha stabilito che il 'diritto dei nonni' non è incondizionato, ma subordinato al 'superiore interesse del minore'. Il giudice non deve solo escludere un danno, ma deve accertare in positivo il concreto beneficio che il rapporto porterebbe alla crescita del bambino, tenendo conto del contesto conflittuale e della volontà del minore stesso.
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Assegnazione casa coniugale: quando si perde il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19602/2023, ha confermato la revoca del provvedimento di assegnazione casa coniugale a una madre. La decisione si basa sull'accertata intenzione della donna di trasferirsi in un altro immobile, facendo venire meno il presupposto fondamentale della tutela dell'habitat domestico dei figli. La Corte ha chiarito che la valutazione di tale intenzione è una questione di merito, non sindacabile in sede di legittimità se logicamente motivata.
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Ricorso ex art. 708 c.p.c.: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 19375/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza della Corte d'Appello emessa in sede di reclamo. Il caso conferma che il ricorso ex art. 708 c.p.c. avverso provvedimenti provvisori in materia di famiglia non è impugnabile in Cassazione, poiché tali misure mancano del carattere della definitività richiesto dall'art. 111 della Costituzione.
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Affido esclusivo: quando è legittimo secondo la Cassazione
Un padre ricorre in Cassazione contro la decisione di affidare il figlio in via esclusiva alla madre. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. Il giudizio si è basato su una perizia tecnica (CTU) che ha evidenziato l'inidoneità genitoriale del padre. La Corte ribadisce che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di giudicare la corretta applicazione della legge, confermando la legittimità dell'affido esclusivo quando è nel preminente interesse del minore.
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Danno endofamiliare: risarcimento e prova presuntiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24719/2025, si è pronunciata su un caso di danno endofamiliare richiesto da un figlio nei confronti del padre assente. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che il danno derivante dalla violazione dei doveri genitoriali, pur non essendo 'in re ipsa', può essere provato tramite presunzioni. La prolungata e consapevole assenza di un genitore è un fatto notorio sufficiente a far presumere un'alterazione pregiudizievole nella vita del figlio, semplificando così l'onere della prova per la vittima.
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Pensione di reversibilità: no se manca la prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un figlio che chiedeva la pensione di reversibilità del padre. La decisione si fonda sulla mancata prova della vivenza a carico, ovvero della dipendenza economica dal genitore defunto. I giudici hanno ribadito che la Cassazione non può riesaminare nel merito le prove, soprattutto in presenza di una 'doppia conforme', cioè due sentenze di grado inferiore con lo stesso esito. La pronuncia sottolinea l'onere probatorio a carico di chi richiede la prestazione.
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Competenza territoriale minore: la residenza prevale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 14121/2024, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra tribunali, affermando un principio fondamentale: per le cause che coinvolgono un minore, la competenza territoriale minore spetta al giudice del luogo di residenza abituale del bambino. Questa scelta, basata sul principio di prossimità, prevale su altri criteri come il luogo di nascita o di registrazione dell'atto, poiché garantisce una migliore valutazione degli interessi e delle esigenze del minore.
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Incapacità a testimoniare della madre: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7171/2024, ha stabilito che la madre non è affetta da incapacità a testimoniare nella causa promossa dalla figlia maggiorenne contro il padre biologico per il risarcimento dei danni derivanti dal tardivo riconoscimento. La Corte ha chiarito che l'interesse della madre è solo di fatto e non giuridico, non potendo essere chiamata a rispondere in solido per la violazione di obblighi che, nel caso specifico, erano contestati solo al padre. Di conseguenza, è stata cassata la sentenza d'appello che aveva escluso la testimonianza della madre, con rinvio per un nuovo esame del merito.
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Spese straordinarie figli: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7169/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di spese straordinarie per i figli di genitori separati. Il caso riguardava la richiesta di rimborso da parte di una madre per le ingenti spese universitarie e altre sostenute per il figlio. La Corte d'Appello le aveva negate, ritenendole prevedibili dato l'alto status socio-culturale dei genitori. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, chiarendo che la prevedibilità di una spesa va valutata al momento in cui l'assegno di mantenimento è stato originariamente determinato (nel caso di specie, molti anni prima), e non in un momento successivo. Pertanto, costi significativi e non ipotizzabili all'epoca, come l'iscrizione a un'università privata fuori sede, costituiscono spese straordinarie da ripartire tra i genitori.
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Legittimazione madre: assegno al figlio maggiorenne
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimazione della madre a costituirsi parte civile nel processo penale contro l'ex coniuge per il mancato versamento dell'assegno di mantenimento destinato alla figlia maggiorenne ma non economicamente autosufficiente. Secondo la Corte, il genitore convivente che provvede materialmente alle esigenze del figlio subisce un danno diretto dal reato, acquisendo un diritto autonomo e concorrente a quello del figlio a ricevere il contributo.
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Confisca di prevenzione: il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da un professionista e dai suoi familiari avverso un decreto di confisca di prevenzione. La Corte ha confermato la pericolosità sociale del soggetto, sia generica che qualificata per legami con la criminalità organizzata, e ha ritenuto legittima la confisca estesa ai beni intestati a terzi, inclusi familiari, data la sproporzione tra i loro redditi e il valore dei beni, e le prove che dimostravano la riconducibilità di tali patrimoni al soggetto principale.
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Danno endofamiliare: risarcimento per abbandono
Un genitore assente viene condannato per danno endofamiliare dal Tribunale di Firenze. La sentenza riconosce un cospicuo risarcimento alla figlia per il grave danno psicologico (disturbo borderline) causato dall'abbandono materno e un risarcimento al padre per la violazione del dovere di cooperazione genitoriale. Viene invece respinta la richiesta del padre per perdita di chance professionale per mancanza di prove concrete.
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