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Spese Di Custodia

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Costi sostenuti per la conservazione e la gestione dei beni sottoposti a sequestro dall'autorità giudiziaria nel corso di un procedimento penale.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Restituzione bene leasing: chi paga le spese di custodia
Una società di leasing risolve un contratto prima del fallimento dell'utilizzatrice e ottiene la restituzione bene leasing tramite domanda di rivendica fallimentare. La concedente evita però di ritirare il bene, un ingombrante stampo nautico, lasciandolo per anni nei capannoni della procedura e invocando una clausola contrattuale che imponeva all'utilizzatrice la consegna a proprie spese. Il fallimento agisce per ottenere il rimborso delle ingenti spese di custodia e sorveglianza. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del fallimento: il contratto era già sciolto prima del crac e le clausole non vincolano la procedura. La società proprietaria deve rimborsare le spese di custodia maturate dal momento della costituzione in mora.
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Impugnazione del patteggiamento e spese: ricorso inammissibile
Un imputato ha concordato una pena davanti al giudice tramite patteggiamento. Successivamente, la difesa ha proposto ricorso per cassazione contestando esclusivamente la condanna al pagamento delle spese processuali e dei costi di custodia per i beni sequestrati. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'impugnazione del patteggiamento è infatti consentita dalla legge solo per motivi tassativi e molto limitati. La contestazione accessoria sulle spese non rientra tra i vizi denunciabili in sede di legittimità se la decisione principale è valida. L'imputato perde la causa e subisce la condanna alle spese del procedimento oltre al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso per cassazione contro patteggiamento: limiti e costi
Due soggetti concordavano l'applicazione della pena mediante patteggiamento per reati contro il patrimonio. Successivamente, entrambi impugnavano la decisione contestando la sussistenza della responsabilità, la qualificazione dei fatti, la confisca del veicolo e l'addebito delle spese di custodia. La Corte di Cassazione ha chiarito che il ricorso per cassazione contro patteggiamento è circoscritto a tassative ipotesi di errore evidente e violazione del consenso. L'esenzione delle spese processuali sotto i due anni non copre i costi di custodia dei beni sequestrati. La Corte ha dichiarato inammissibili le impugnazioni, confermando le statuizioni e condannando i ricorrenti al versamento di tremila euro ciascuno alla Cassa delle Ammende.
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Ricorso personale in Cassazione: il risparmio che costa 3000 euro
Un cittadino ha richiesto l'esonero dal pagamento delle spese di custodia per un bene sequestrato di cui pretendeva la restituzione. Dopo il rifiuto del Tribunale, l'interessato ha presentato un ricorso personale in Cassazione per contestare la decisione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge vieta infatti ai privati cittadini di presentare direttamente ricorsi davanti alla Cassazione, imponendo la firma di un avvocato abilitato. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Patteggiamento: Spese di Custodia da Pagare Anche con Sconto di Pena
La Corte di Cassazione chiarisce un punto importante sul patteggiamento. Un imputato, dopo aver concordato la pena, ha contestato l'addebito delle spese per la custodia dei beni sequestrati. Sosteneva che l'esenzione dalle spese processuali, prevista per pene sotto i due anni, dovesse coprire anche questi costi. La Corte ha respinto il ricorso, stabilendo un principio netto: le spese di custodia nel patteggiamento non rientrano nell'esenzione. Queste, infatti, non sono costi generali del processo, ma oneri direttamente collegati al reato. Pertanto, devono sempre essere pagate dal condannato. L'esenzione riguarda solo le spese processuali in senso stretto.
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Patteggiamento: guida alle sanzioni e spese
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una sentenza di Patteggiamento relativa a un caso di omicidio stradale. L'imputata contestava la mancata motivazione specifica sulla durata della sospensione della patente (fissata in due anni) e l'addebito delle spese di custodia dei beni sequestrati. La Suprema Corte ha chiarito che, nel rito speciale, il giudice non deve motivare analiticamente le sanzioni accessorie se queste sono vicine al minimo edittale. Inoltre, l'esenzione dalle spese processuali prevista per pene inferiori ai due anni non si estende mai alle spese di custodia dei beni, che restano a carico del condannato.
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Spese di custodia patteggiamento: quando si pagano?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22995/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo un patteggiamento, contestava il pagamento delle spese di custodia dei beni sequestrati. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: le spese di custodia patteggiamento non rientrano nell'esenzione prevista per le pene inferiori a due anni. L'obbligo di pagamento sussiste sempre e non è possibile impugnare la sentenza per motivi non previsti dalla legge, come la presunta carenza di motivazione.
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Spese di custodia pignoramento: chi paga per gli animali?
La Corte di Cassazione ha stabilito che le spese di custodia per il mantenimento di animali pignorati sono a carico del creditore procedente, che deve anticiparle. La Corte ha chiarito che queste spese, se necessarie per la sopravvivenza dei beni, non possono essere poste a carico del custode, neanche in assenza di una preventiva autorizzazione del giudice. La decisione del tribunale, che aveva ripartito i costi, è stata cassata.
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