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Specimen

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Campione di firma che il titolare di un conto corrente deposita in banca al momento dell'apertura del rapporto, utilizzato come modello di confronto per verificare l'autenticità delle firme sugli assegni.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Assegni con firma falsa: banca colpevole ma risarcimento a metà
Un imprenditore e la moglie citavano in giudizio la banca per ammanchi di quarantamila euro, provocati da un collaboratore tramite reiterate operazioni e assegni con firma falsa. I giudici hanno ravvisato la colpa dell'operatore bancario per non aver colto l'evidente contraffazione grafica. Allo stesso tempo, i magistrati hanno applicato il concorso di colpa del cinquanta per cento a carico dei correntisti, rimasti del tutto inerti per oltre due anni e mezzo senza verificare estratti conto o scritture aziendali. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente questo riparto di responsabilità, dichiarando inammissibile l'impugnazione dei clienti. L'istituto di credito versa solo la metà dell'importo indebitamente sottratto, mentre i correntisti sopportano la restante perdita a causa dell'omesso controllo.
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Assegno di traenza non trasferibile: niente rimborso senza colpa
Una compagnia assicurativa ha chiesto il risarcimento dei danni per l'incasso di un assegno di traenza non trasferibile pagato da un intermediario a un presunto truffatore. L'assicurazione sosteneva la responsabilità oggettiva dell'ente pagatore. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che l'intermediario risponde del pagamento solo se agisce con negligenza. Se il nome sul titolo coincide con il documento esibito e l'alterazione non è visibile ad occhio nudo, la responsabilità è esclusa. Il cassiere non deve essere un perito grafologo né deve richiedere due documenti d'identità. La compagnia assicurativa ha perso la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese legali.
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Assegno di traenza: quando la verifica del documento non basta
Un truffatore ha incassato un **assegno di traenza** con clausola di non trasferibilità presentandosi presso un ufficio postale con documenti falsi, dove ha aperto contestualmente un libretto di risparmio. La compagnia assicurativa che aveva emesso il titolo ha richiesto il risarcimento del danno per difetto di diligenza. L'ente negoziatore ha ricorso in Cassazione sostenendo di aver identificato correttamente il cliente tramite patente e codice fiscale. La Suprema Corte ha respinto il ricorso e ha confermato la responsabilità dell'operatore. Nel caso dell'**assegno di traenza**, l'assenza di un campione di firma impone verifiche approfondite sugli elementi di contorno. L'operatore non può limitarsi al controllo formale dei documenti quando sussistono anomalie operative ed era stata persino diffusa una circolare interna su recenti truffe identiche.
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Responsabilità della Banca: Assegni Firmati da Non Autorizzati
Un Consorzio ha citato in giudizio una Banca per aver pagato assegni firmati da soggetti non autorizzati, violando le norme statutarie. I giudici di merito avevano respinto la domanda di risarcimento danni, sostenendo che il Consorzio non aveva provato che le somme fossero state usate per scopi estranei all'ente. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Consorzio, ha cassato la sentenza. Ha stabilito che la responsabilità della banca per assegni pagati con firme non conformi al *specimen* (modello di firma) è configurabile, anche se i firmatari non autorizzati appartenevano all'ente. La banca ha il dovere di verificare la legittimazione del soggetto e la corrispondenza della firma.
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Sottoscrizione dello specimen e contratti bancari nulli senza firma
Il Correntista ha richiesto la nullità del contratto di conto corrente per mancanza di forma scritta, non avendo firmato il modulo contrattuale principale. La banca sosteneva che la firma apposta sullo specimen fosse sufficiente a dimostrare la volontà di concludere il contratto. La Corte d'Appello ha dato ragione alla banca, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. I giudici di legittimità hanno stabilito che la semplice sottoscrizione dello specimen non soddisfa il requisito della forma scritta richiesto dalla legge per i contratti bancari. Lo specimen ha infatti la sola funzione di verificare l'autenticità delle firme e non può sostituire il contratto vero e proprio, né informare il cliente sulle condizioni economiche. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Responsabilità della banca per bonifico falso: vince il cliente
Un correntista subisce un danno di 259.000 dollari a causa di quattro bonifici abusivi eseguiti dalla propria banca con firme palesemente falsificate. La Corte d'Appello attribuisce un concorso di colpa del 30% al cliente per non aver custodito con cura il proprio codice identificativo. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso degli eredi del cliente e rigetta quello della banca. I giudici di legittimità chiariscono che la responsabilità della banca per bonifico falso sussiste pienamente se l'istituto non dimostra la colpa del cliente. La banca non ha provato che il codice cliente fosse necessario per l'operazione né che il correntista lo avesse diffuso. Inoltre, il contratto di conto corrente non impone un obbligo di custodia analogo a quello del deposito. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Patente di guida falsa: la Cassazione chiarisce
Un uomo viene condannato per aver utilizzato una patente di guida falsa di origine albanese. La Corte di Cassazione conferma la condanna per il reato, chiarendo che la prova della falsità può basarsi su database specializzati della polizia. Tuttavia, annulla la parte della sentenza d'appello che aveva revocato la sospensione condizionale della pena, stabilendo che il giudice non può prendere tale decisione di sua iniziativa, ma solo se specificamente richiesto in un motivo di impugnazione.
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Pagamento assegno falso: la negligenza della banca
Un istituto di credito ha effettuato il pagamento di numerosi assegni con firme palesemente false, attribuite al coniuge della correntista. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità della banca per negligenza professionale, sottolineando che il suo dovere di verifica prevale su ogni altra circostanza. La Corte ha stabilito che la palese difformità della firma rispetto allo specimen depositato rende la banca l'unica responsabile del danno, respingendo la tesi del concorso di colpa del cliente.
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Responsabilità della banca: assegni falsi e diligenza
Una società ha citato in giudizio il proprio istituto di credito per il pagamento di numerosi assegni con firma falsa, incassati da una dipendente infedele. Dopo due sentenze sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, riaffermando i principi sulla responsabilità della banca. L'ordinanza chiarisce che la banca ha l'onere di dimostrare di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando la firma sullo specimen, e che la familiarità con il portatore del titolo non attenua questo dovere. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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