LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Speciale Tenuità Del Danno

44 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una circostanza attenuante che si applica quando il danno patrimoniale causato dal reato è di minima entità. La valutazione considera non solo il valore economico, ma il pregiudizio complessivo per la vittima.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto con destrezza: 90 euro rubati ma il ricorso è respinto
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la condanna per furto di un portafogli. La difesa contestava la sussistenza dell'aggravante del furto con destrezza, sostenendo che l'accusa si basasse su mere congetture. La difesa richiedeva inoltre il riconoscimento dell'attenuante per la speciale tenuità del danno, dato il ridotto valore del contante sottratto pari a novanta euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'aggravante risulta provata dalla testimonianza attendibile della persona offesa. Inoltre, l'attenuante economica non si applica, poiché oltre alle banconote il portafogli conteneva due carte bancomat e due libretti di assegni. L'Imputato è stato quindi condannato al pagamento delle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Furto consumato o tentato: quando basta spostare la barca a mare
Un uomo ha forzato la catena e il lucchetto di una barca ormeggiata sulla spiaggia, spingendola in mare per sottrarla al proprietario. La difesa ha sostenuto che la condotta integrasse un semplice tentativo, non avendo l'agente acquisito un dominio duraturo sul bene. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso e ha confermato la condanna per furto consumato con l'aggravante della violenza sulle cose. I giudici hanno chiarito che il delitto di furto consumato si perfeziona nell'istante in cui la cosa viene rimossa dal luogo originario ed esce dalla sfera di disponibilità della persona offesa. La durata del possesso e il successivo recupero della refurtiva da parte delle forze dell'ordine non trasformano l'illecito in tentato.
Continua »
Danno lieve o grave? La Cassazione nega la speciale tenuità del danno
Un Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione contro la sua condanna per furto ed estorsione, chiedendo l'applicazione della circostanza attenuante della speciale tenuità del danno. La Corte d'Appello aveva già negato questa attenuante. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che il danno non era di speciale tenuità, considerando il valore complessivo del pregiudizio e le condizioni della vittima, una persona anziana e invalida che viveva di pensione. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
Continua »
Bancarotta semplice documentale: senza libri il danno resta tenue
L'Imprenditore è stato condannato per il reato di bancarotta semplice documentale a causa dell'omessa tenuta dei libri contabili nei tre anni precedenti al fallimento. Il Giudice di Appello ha negato il riconoscimento dell'attenuante della speciale tenuità del danno, ritenendo che la mancanza dei registri impedisse la ricostruzione del patrimonio e evidenziasse un'elevata intensità del dolo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'imputato, annullando la sentenza con rinvio. La Suprema Corte ha stabilito che l'assenza di contabilità non esclude automaticamente la tenuità del danno. Il giudice di merito deve valutare l'effettiva incidenza economica della condotta sulla massa dei creditori, prendendo in considerazione indicatori oggettivi quali le dimensioni dell'impresa, il movimento degli affari e la consistenza reale del passivo.
Continua »
Speciale tenuità del danno: 700 euro non riducono la pena
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa a carico di un soggetto che chiedeva la concessione di una riduzione di pena. La difesa sosteneva che la sottrazione di 700 euro integrasse la speciale tenuità del danno patrimoniale. I giudici hanno invece ribadito che tale somma non può considerarsi di valore modesto o irrisorio per la vittima. La valutazione sulla congruità della sanzione e sul riconoscimento delle attenuanti rientra nell'insindacabile potere discrezionale dei giudici di merito, purché sorretta da motivazione logica e priva di vizi. L'imputato perde il ricorso, con conseguente obbligo di pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
Continua »
Tentato furto aggravato: no al riesame dei fatti in Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di tentato furto aggravato. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti effettuata nei precedenti gradi di giudizio, la mancata concessione dell'attenuante per la presunta tenuità del danno economico e la mancata prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva. La Suprema Corte ha dichiarato la causa inammissibile. I giudici hanno chiarito che in sede di legittimità non è consentito richiedere un nuovo giudizio sui fatti. Inoltre, il valore del bene coinvolto non era irrilevante e la motivazione della sentenza impugnata sul diniego dei benefici appariva del tutto congrua. Il condannato è stato quindi obbligato al pagamento delle spese del processo e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Reato di estorsione: la violenza cancella la tesi della truffa
Un uomo ha costretto un giovane e la madre a consegnargli somme di denaro continuative e a intestargli un'autovettura attraverso schiaffi, violenze fisiche e pesanti minacce legate al proprio status criminale. La difesa sosteneva che la condotta configurasse una semplice truffa con danno economico di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile e confermando in via definitiva la condanna per il reato di estorsione. I giudici hanno stabilito che la violenza fisica e psicologica esercitata sulle vittime ha annullato la loro libertà negoziale, escludendo qualsiasi dazione spontanea del denaro o dei beni.
Continua »
Possesso di merce rubata: niente attenuanti senza spiegazioni
L'Imputata è stata fermata e trovata in possesso di vari beni commerciali del valore complessivo di circa trecento euro. La merce conservava ancora il cartellino con il prezzo ed è risultata rubata in diversi negozi. L'Imputata non ha fornito alcuna spiegazione valida sull'origine degli oggetti. I giudici di merito l'hanno condannata per il reato di ricettazione. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna e ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il semplice possesso di merce rubata privo di giustificazioni trasforma la detenzione in ricettazione. La Suprema Corte ha inoltre negato sia l'attenuante del danno lieve sia il beneficio della sospensione condizionale della pena.
Continua »
Furto in esercizi commerciali: negozi ricchi ma condanna piena
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi presentati da tre imputate, condannate per plurimi episodi di furto in esercizi commerciali con l'aggravante della recidiva reiterata. I difensori contestavano l'applicazione della recidiva, il mancato riconoscimento dell'attenuante per danno di speciale tenuità, il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti e la misura della pena inflitta. I giudici supremi hanno dichiarato inammissibili tutte le impugnazioni. La Corte ha chiarito che l'attenuante del danno lievissimo richiede un valore economico irrisorio e non dipende dalla solidità finanziaria dell'attività commerciale derubata. La sentenza d'appello risulta pienamente motivata ed esente da vizi logici. Le ricorrenti hanno subito la condanna definitiva e l'obbligo di pagare le spese legali, oltre a una sanzione di tremila euro ciascuna alla Cassa delle ammende.
Continua »
Bancarotta fraudolenta: esclusa la speciale tenuità del danno
Un amministratore è stato condannato per bancarotta fraudolenta patrimoniale. La Corte di Cassazione aveva annullato la precedente sentenza, chiedendo di rivalutare la durata delle pene accessorie e la possibile applicazione della circostanza della speciale tenuità del danno nella bancarotta. La Corte d'Appello, nel giudizio di rinvio, ha rideterminato le pene accessorie ma ha escluso la speciale tenuità, ritenendo il danno ai creditori (circa 108.000 euro su un passivo di 142.000 euro) non tenue. La Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'imputato e ribadendo che la valutazione del danno deve avvenire al momento del fallimento.
Continua »
Reato di rapina ed esercizio arbitrario: la Cassazione conferma
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione per contestare la condanna ricevuta in appello. La difesa richiedeva la riqualificazione del fatto da rapina a esercizio arbitrario delle proprie ragioni e l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Le motivazioni difensive erano generiche e si limitavano a riprodurre argomenti già esaminati e respinte nei precedenti gradi di giudizio. Le testimonianze della persona offesa, i filmati delle telecamere e le intercettazioni telefoniche hanno confermato la sussistenza della condotta violenta e la corretta qualificazione nel reato di rapina ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni escluso.
Continua »
Bancarotta fraudolenta e speciale tenuità del danno: la condanna
Un imprenditore è stato condannato per bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale dopo aver sottratto merci, denaro contante e beni aziendali, azzerando la contabilità prima del fallimento. La difesa ha richiesto l'applicazione dell'attenuante per la bancarotta fraudolenta e speciale tenuità del danno, sostenendo il ridotto impatto economico della sottrazione rispetto al passivo societario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tenuità del danno va misurata sulla diminuzione della massa attiva sottratta ai creditori e non sull'ammontare globale dei debiti. Inoltre, l'occultamento delle Scritture contabili ha impedito l'esercizio delle azioni a tutela dei creditori, escludendo qualsiasi beneficio sanzionatorio. L'imprenditore è stato condannato in via definitiva.
Continua »
Furto di energia elettrica con magnete: scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un imputato per furto di energia elettrica aggravato. L'uomo alterava il contatore della propria abitazione mediante l'apposizione di un magnete per azzerare i consumi. I giudici hanno respinto il ricorso e hanno chiarito due principi essenziali. Risponde del furto aggravato anche chi sfrutta consapevolmente una manomissione o un allaccio abusivo realizzato da terzi. L'attenuante del danno di speciale tenuità non spetta all'autore del reato. L'illecito prelievo di corrente avviene infatti a flusso continuo e si protrae per tutto il periodo di occupazione dell'immobile, causando una sottrazione non trascurabile. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Danno lieve e rapina: no a circostanze attenuanti generiche
Un imputato, condannato per il reato di rapina aggravata, ha presentato ricorso per Cassazione contestando il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e l'eccessiva severità della sanzione inflitta. Il ricorrente ha sostenuto che l'esiguità del danno economico provocato alla vittima avrebbe dovuto giustificare un ulteriore sconto di pena. La Suprema Corte ha respinto le tesi difensive, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il diniego delle circostanze attenuanti generiche è pienamente legittimo quando mancano elementi positivi specifici e che la tenuità del danno non può essere valutata due volte per concedere ulteriori benefici. L'imputato è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Tentata rapina violenta: negata l’attenuante del danno lieve
L'Imputato ha commesso una tentata rapina e la difesa ha richiesto l'applicazione dell'art. 62 n. 4 del codice penale per ridurre la pena. La Corte d'Appello ha respinto la richiesta a causa della rilevante violenza fisica esercitata durante l'azione criminosa. L'interessato ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, lamentando il mancato riconoscimento dello sconto sanzionatorio. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile perché le argomentazioni difensive si limitavano a riprodurre tesi già respinte, senza dimostrare l'effettiva lievità del danno. La Suprema Corte ha confermato che l'attenuante del danno di speciale tenuità non spetta in presenza di aggressioni violente e ha condannato il ricorrente alle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »
Rapina impropria: valore basso ma la condanna resta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico di un individuo per il reato di rapina impropria aggravata e porto abusivo di oggetti atti a offendere. Il ricorrente contestava la configurazione della rapina impropria, sostenendo la mancanza di immediata contestualità tra la sottrazione della merce e la violenza esercitata dal complice contro gli addetti alla vigilanza. La difesa chiedeva inoltre il riconoscimento del concorso anomalo e dell'attenuante del danno di speciale tenuità per il modesto valore dei beni. I giudici supremi hanno dichiarato inammissibile il ricorso: la violenza successiva conserva l'unitarietà dell'azione criminosa, la prevedibilità della reazione esclude il concorso anomalo e la lesione alla persona impedisce la concessione dell'attenuante economica.
Continua »
Furto pluriaggravato: confermata la condanna per catalizzatori
L'Imputato ha asportato quattro catalizzatori da altrettante automobili parcheggiate sulla pubblica via ed è stato condannato per il reato di furto pluriaggravato. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'insussistenza dell'aggravante della violenza sulle cose, la speciale tenuità del danno economico e l'eccessività della pena. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile: lo smontaggio dei componenti altera la funzionalità del mezzo e i costi di ripristino non sono mai irrisori. L'Imputato perde definitivamente la causa, deve scontare la condanna e versare tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Reato di ricettazione: respinto il ricorso sui fatti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da un imputato condannato per il reato di ricettazione. Il ricorrente ha contestato la qualificazione giuridica del fatto e la mancata concessione della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità. I giudici supremi hanno chiarito che le censure relative alla ricostruzione del fatto non possono trovare ingresso in sede di legittimità, in quanto riservate al giudice di merito. La Suprema Corte ha inoltre ritenuto la motivazione della sentenza d'appello pienamente logica e coerente sul trattamento sanzionatorio, confermando la condanna definitiva dell'imputato e imponendogli il pagamento delle spese di giudizio e una sanzione di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
Continua »
Pistola alla tempia e bottino: niente attenuanti per la rapina
L'imputato ha pianificato una rapina a mano armata ai danni di un'attività commerciale, puntando una pistola alla tempia della commessa per sottrarre l'incasso e provocando nella vittima gravi traumi psicologici. Condannato per rapina aggravata, l'autore ha proposto ricorso denunciando l'eccessiva severità della pena e il mancato riconoscimento della speciale tenuità del danno e delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dichiarandolo inammissibile. I giudici hanno chiarito che le circostanze attenuanti generiche richiedono la prova concreta di elementi positivi e non spettano a chi compie atti di spiccata pericolosità sociale. L'imputato deve versare le spese e una sanzione.
Continua »
Bancarotta fraudolenta patrimoniale: condanna e danno globale
Un imprenditore ha impugnato la sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta patrimoniale, contestando la valutazione delle prove e chiedendo il riconoscimento dell'attenuante per danno di speciale tenuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha precisato che il giudizio di legittimità non consente una nuova lettura dei fatti già accertati nei precedenti gradi. Inoltre, i giudici hanno ribadito che la speciale tenuità del danno non si calcola su singoli atti, ma deve essere quantificata rispetto alla complessiva diminuzione sofferta dal patrimonio destinato ai creditori. L'imprenditore ha perso il ricorso ed è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
Continua »