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Spaccio Di Stupefacenti

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169 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Spaccio di stupefacenti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un uomo condannato per spaccio di stupefacenti. Il soggetto era stato trovato in possesso di cocaina pura sufficiente per 70 dosi, una bilancia di precisione, contanti e un'agenda con nomi e cifre. La Suprema Corte ha confermato l'esclusione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, sottolineando che la gravità della condotta e i precedenti penali del ricorrente impediscono l'applicazione dell'art. 131-bis c.p. La decisione ribadisce che il controllo di legittimità non può trasformarsi in un nuovo esame dei fatti già accertati nei gradi precedenti.
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Spaccio di stupefacenti: i criteri per la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di un soggetto trovato in possesso di circa 10 grammi di cocaina. La difesa sosteneva l'uso personale e la violazione del principio del ne bis in idem. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, precisando che il possesso di bilancini e strumenti di confezionamento prova la destinazione alla vendita. Inoltre, è stato chiarito che un semplice avviso di conclusione indagini non preclude un nuovo procedimento e che l'incensuratezza non garantisce automaticamente le attenuanti generiche.
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Spaccio di stupefacenti: il ruolo della vedetta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per spaccio di stupefacenti e favoreggiamento. Il primo deteneva cocaina per uso non personale, mentre il secondo fungeva da vedetta, tentando di disperdere la sostanza durante un controllo di polizia. La Suprema Corte ha confermato la validità delle testimonianze dei pubblici ufficiali e la legittimità del diniego delle attenuanti generiche nella loro massima estensione, data la presenza di precedenti penali specifici e la mancanza di un reale pentimento.
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Spaccio di stupefacenti: aggravante vicino alle scuole
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti avvenuto in prossimità di istituti scolastici e universitari. La difesa ha contestato l'identità dell'agente sotto copertura e l'applicabilità dell'aggravante per la vicinanza alle scuole. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità penale per la maggior parte dei capi d'accusa, ribadendo che l'aggravante si applica anche alle aree esterne di transito frequentate da studenti. Tuttavia, ha annullato senza rinvio la condanna per un episodio specifico per intervenuta prescrizione e ha revocato l'obbligo di pagamento delle spese di mantenimento in carcere, poiché l'imputato non era mai stato sottoposto a custodia cautelare.
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Spaccio di stupefacenti: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputati condannati per spaccio di stupefacenti in concorso. I giudici hanno confermato la validità della sentenza di appello, evidenziando come la varietà delle sostanze rinvenute (crack, eroina e cocaina) e il tentativo di disfarsi della droga durante la perquisizione escludano la qualificazione del fatto come di lieve entità. La decisione ribadisce che, in presenza di una doppia conforme, il ricorso non può limitarsi a richiedere una nuova valutazione dei fatti, ma deve contestare vizi logici specifici della motivazione.
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Spaccio di stupefacenti: prova e uso personale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di un uomo trovato in possesso di 77,88 grammi di cocaina. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché le doglianze erano generiche e miravano a una rilettura dei fatti già accertati nei gradi di merito. La Corte ha sottolineato che l'ingente quantitativo di droga, unito allo stato di indigenza dell'imputato, rende logicamente insostenibile la tesi dell'uso personale.
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Spaccio di stupefacenti: quando scatta la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di due imputati sorpresi con cocaina ed eroina suddivise in dosi. I giudici hanno rigettato la richiesta di riqualificazione del reato in 'lieve entità', valorizzando la pluralità delle sostanze e l'organizzazione dello spaccio. È stato inoltre chiarito che il trasporto consapevole della droga in auto non costituisce mera connivenza, ma un effettivo apporto causale al reato, specialmente in presenza di segni di nervosismo al controllo.
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Spaccio di stupefacenti: i criteri della condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di un imputato trovato in possesso di circa 10 grammi di hashish. La difesa sosteneva l'uso personale, ma i giudici hanno ritenuto determinanti le modalità di occultamento della droga all'interno di una radio portatile e il ritrovamento di un manoscritto con nomi e cifre riconducibili alla vendita. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché riproponeva censure già vagliate nel merito e non forniva elementi per la particolare tenuità del fatto o per le attenuanti generiche.
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Spaccio di stupefacenti: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di due imputati, dichiarando inammissibili i ricorsi presentati. La decisione si fonda sulla validità delle intercettazioni ambientali e telefoniche utilizzate per l'identificazione dei responsabili e sulla disponibilità di veicoli impiegati per l'attività illecita. La Suprema Corte ha negato la riqualificazione del fatto come di lieve entità, evidenziando la stabilità dell'inserimento nel mercato della droga e il quantitativo non trascurabile di cocaina sequestrata. È stato inoltre ribadito che l'incensuratezza non costituisce di per sé un elemento sufficiente per il riconoscimento delle attenuanti generiche.
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Spaccio di stupefacenti: i limiti della tenuità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti di lieve entità. La decisione conferma che elementi come il possesso di un bilancino di precisione, il frazionamento della sostanza e l'occultamento in diversi luoghi provano la finalità di vendita. La Corte ha inoltre escluso l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa del quantitativo non esiguo e della condotta post-delittuosa del soggetto.
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Spaccio di stupefacenti: prova della colpevolezza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti a carico di un soggetto che deteneva hashish, marijuana e coltivava canapa. La decisione si fonda sul rinvenimento di strumenti per il confezionamento, sull'elevato numero di dosi ricavabili e sulle frequenti telefonate da parte di clienti, elementi che hanno escluso l'ipotesi dell'uso esclusivamente personale.
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Spaccio di stupefacenti: rigetto delle attenuanti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti nei confronti di un soggetto trovato in possesso di quasi un chilo di hashish e strumenti per il confezionamento. La sentenza ribadisce che la gravità del fatto, unita ai precedenti penali e all'assenza di segni di pentimento, giustifica il diniego delle attenuanti generiche e una pena superiore al minimo edittale.
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Spaccio di stupefacenti e lieve entità: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti, rigettando la tesi della lieve entità a causa dell'organizzazione strutturata dell'attività illecita. Il caso coinvolge un imputato che gestiva la vendita di cocaina con sistemi di videosorveglianza e ha causato lesioni a un pubblico ufficiale durante il tentativo di fuga su un tetto. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile, confermando la pena detentiva e la sanzione pecuniaria.
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Spaccio di stupefacenti e uso di droni carcerari
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti nei confronti di un uomo sorpreso vicino a un carcere con droga e un drone. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché i motivi erano generici e non giustificavano la deroga per la lieve entità del fatto.
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Spaccio di stupefacenti: criteri di prova
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di stupefacenti nei confronti di un soggetto trovato in possesso di droga in una nota zona di spaccio. La decisione si fonda sul superamento della soglia per uso personale, l'assenza di redditi leciti e il possesso di denaro contante. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con conseguente condanna al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Spaccio di stupefacenti: rigetto della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di stupefacenti dopo il ritrovamento di circa 500 grammi di cocaina nel suo camion. La difesa sosteneva un ritrovamento fortuito, ma i giudici hanno ritenuto tale tesi inverosimile data la quantità e le modalità di occultamento della droga durante un trasporto merci.
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spaccio di stupefacenti: quando scatta il concorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per due soggetti accusati di spaccio di stupefacenti in concorso. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché la Corte territoriale ha correttamente motivato la partecipazione del proprietario dell'immobile all'attività illecita. Il rinvenimento di eroina e cocaina nella sua camera da letto, unitamente a un libro mastro, prova la sua consapevolezza e agevolazione del reato.
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Spaccio di stupefacenti: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulla natura professionale dell'attività, evidenziata dalla presenza di un sistema di videosorveglianza, dalla varietà delle sostanze e da una notevole somma di denaro sproporzionata ai redditi. Il ricorso è stato giudicato una mera riproposizione di censure già respinte in appello, confermando così la condanna, la pena e la confisca del denaro.
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Spaccio di stupefacenti: ricorso generico inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di stupefacenti. I giudici hanno ritenuto il ricorso generico, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso l'uso personale basandosi sulla quantità della droga, le dosi ricavabili e le astute modalità di occultamento in un'area condominiale.
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Spaccio di stupefacenti: inammissibile il ricorso
Un uomo, condannato per concorso in acquisto e trasporto di cocaina ai fini di spaccio di stupefacenti, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che il suo ruolo è quello di giudice di legittimità e non può riesaminare i fatti del caso. L'imputato, infatti, si limitava a riproporre le stesse censure già valutate e respinte nei gradi di merito, tentando di ottenere una terza valutazione sulla sua colpevolezza. La condanna è stata quindi confermata, insieme al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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