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Sostituto D'Imposta

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492 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rientro dei cervelli: sì al bonus anche senza richiesta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15234/2025, ha stabilito che il beneficio fiscale per il cosiddetto 'Rientro dei cervelli' può essere richiesto direttamente nella dichiarazione dei redditi, anche in assenza di una preventiva istanza formale al datore di lavoro. Il caso riguardava un cittadino statunitense a cui l'Agenzia delle Entrate aveva negato un rimborso. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo sufficiente la richiesta in dichiarazione e considerando provati i requisiti sostanziali attraverso il contratto di lavoro.
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Sisma Sicilia residenza: la Cassazione nega il rimborso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale riguardo le agevolazioni fiscali per il sisma in Sicilia del 1990. La Corte ha chiarito che il requisito della residenza in uno dei comuni del cratere sismico è tassativo per i lavoratori dipendenti che richiedono il rimborso Irpef. A differenza degli imprenditori, il cui danno è legato all'attività economica svolta nel territorio, per i dipendenti il beneficio è concesso solo se residenti nelle aree colpite. Pertanto, il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato accolto, negando il rimborso a un lavoratore che, pur operando in un'azienda situata nel cratere, risiedeva altrove.
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Sottrazione fraudolenta: le ritenute d’acconto contano
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27710/2025, ha stabilito che il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (art. 11, D.Lgs. 74/2000) si configura anche per il mancato versamento delle ritenute d'acconto, in quanto queste rientrano nel concetto di "imposte sui redditi". La Corte ha inoltre confermato la possibilità di concorso tra questo reato e quello di bancarotta fraudolenta, poiché tutelano beni giuridici diversi. La maggior parte dei ricorsi è stata dichiarata inammissibile, confermando le condanne, mentre per una posizione è stato disposto l'annullamento con rinvio per la sola valutazione delle attenuanti e della sospensione della pena.
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Rimborso sisma 1990: la Cassazione conferma il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto di un lavoratore dipendente a ottenere il rimborso Irpef per gli anni 1990-1992. Il caso riguarda le agevolazioni fiscali per le vittime del terremoto in Sicilia del 1990. La Corte ha stabilito che il diritto al rimborso sisma 1990 spetta al lavoratore (sostituito) e non al datore di lavoro (sostituto d'imposta), e che la domanda, presentata nel 2008, era tempestiva in quanto il termine di decadenza decorreva dal 1° marzo 2008, come stabilito da una specifica norma di interpretazione autentica.
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Rimborso imposte su somme restituite: la Cassazione
Un contribuente ha richiesto il rimborso delle imposte versate su somme pensionistiche che ha dovuto poi restituire. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al rimborso sorge immediatamente quando viene accertato l'obbligo di restituzione, senza dover attendere l'effettivo pagamento rateale del debito all'ente erogatore. La Corte ha accolto il ricorso, affermando che condizionare il rimborso all'effettiva restituzione è illegittimo e che il contribuente ha piena facoltà di scegliere la via del rimborso diretto.
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Confisca reati tributari: obbligatoria e non discrezionale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di un Tribunale che, pur condannando l'amministratrice di una società per l'omesso versamento di ritenute fiscali, aveva omesso di disporre la confisca del profitto del reato. La Suprema Corte ha ribadito che la confisca reati tributari, ai sensi dell'art. 12-bis del D.Lgs. 74/2000, è un atto dovuto e non discrezionale per il giudice in caso di condanna, annullando la decisione sul punto e rinviando al Tribunale per la sua applicazione.
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Rimborso sisma: legittimo anche per i dipendenti
Un lavoratore dipendente, vittima del sisma che ha colpito la Sicilia nel 1990, ha richiesto un rimborso per le imposte IRPEF versate dal suo datore di lavoro. L'Agenzia delle Entrate si è opposta, ma la Corte di Cassazione ha confermato il diritto del lavoratore a ricevere il rimborso sisma. La sentenza chiarisce che il beneficio spetta anche a chi ha già pagato le imposte e che il legittimo richiedente è il dipendente (soggetto passivo sostanziale dell'imposta), non il datore di lavoro. Inoltre, la Corte ha validato la tempestività della domanda, calcolando il termine di decadenza a partire dalle proroghe legislative successive.
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Sostituto d’imposta: obbligo anche post-licenziamento?
Due lavoratori, licenziati illegittimamente da un ente pubblico, si vedono riconosciuto un risarcimento. Nasce una controversia sul calcolo dell'importo: deve essere versato al lordo o al netto delle ritenute fiscali? I tribunali di merito sostengono l'obbligo per l'ente di agire come sostituto d'imposta e versare il netto. La Corte di Cassazione, rilevando orientamenti giurisprudenziali non univoci sulla persistenza di tale obbligo dopo la cessazione del rapporto di lavoro, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, rinviando la decisione a un'udienza pubblica per un esame più approfondito della questione.
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Rimborso sostituto d’imposta: diritto al recupero
Un istituto di credito, in qualità di sostituto d'imposta, ha versato ritenute per un dipendente su una somma poi risultata non dovuta. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto della banca a richiedere il rimborso sostituto d'imposta direttamente all'Amministrazione Finanziaria, indipendentemente dalla restituzione della somma lorda da parte del dipendente. Il diritto al rimborso sorge autonomamente nel momento in cui l'obbligazione tributaria viene meno.
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Presunzione distribuzione utili: i limiti del Fisco
Una società a ristretta base partecipativa, i cui soci erano altre tre società di capitali, ha visto annullare un avviso di accertamento per utili extracontabili. I giudici hanno stabilito che la presunzione di distribuzione degli utili ai soci persone fisiche non opera automaticamente in caso di assetto societario indiretto. Il Fisco avrebbe dovuto provare l'abuso dello schermo societario. Il procedimento si è poi estinto per rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate a seguito di adesione della contribuente a una definizione agevolata.
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Pagamento TFR Fondo Garanzia: No alla doppia imposta
Un lavoratore ha richiesto il pagamento del suo TFR al netto dall'INPS. L'ente ha erroneamente trattato tale somma come lorda, applicando una seconda ritenuta fiscale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, stabilendo che in caso di richiesta netta per il pagamento TFR Fondo Garanzia, l'istituto deve ricalcolare il lordo corrispondente e applicare le imposte una sola volta, garantendo al lavoratore la somma netta corretta e impedendo una illegittima doppia imposizione.
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Rimborso ritenute indebite: diritto pieno e immediato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6208/2025, ha stabilito che un contribuente, tenuto a restituire somme precedentemente percepite e tassate, ha diritto al rimborso delle ritenute indebite versate. Tale diritto sorge nel momento in cui viene accertato l'obbligo di restituzione delle somme lorde e non è subordinato all'effettiva restituzione rateale. Il contribuente può scegliere tra la deduzione dell'onere e l'azione diretta di rimborso, senza che la prima opzione precluda la seconda.
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Presunzione percezione interessi: La Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di investimenti assimilabili a un mutuo oneroso, opera una presunzione percezione interessi ai fini fiscali. Spetta al contribuente, che sostiene di non aver ricevuto i proventi, ad esempio a causa di una truffa, fornire la prova contraria. In assenza di tale prova, l'accertamento fiscale è legittimo.
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Addizionale bonus dirigenti: la Cassazione chiarisce
Un dirigente del settore finanziario ha richiesto il rimborso dell'addizionale bonus dirigenti, sostenendo che non fosse dovuta poiché il suo bonus non superava il triplo della retribuzione fissa. Le corti di merito gli hanno dato ragione. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, chiarendo che la riforma del 2011 ha tacitamente abrogato la soglia del triplo. Di conseguenza, l'imposta si applica su tutta la parte variabile che eccede quella fissa.
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Doppia trattenuta fiscale TFR: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità della prassi di un ente previdenziale di applicare una seconda trattenuta fiscale sul TFR e sulle ultime mensilità erogate dal Fondo di Garanzia, quando i lavoratori avevano già ottenuto un titolo esecutivo per le somme nette. Secondo la Corte, l'ente, pur essendo sostituto d'imposta, deve calcolare le imposte sul valore lordo della prestazione, evitando una illegittima doppia imposizione a danno del lavoratore.
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Rilascio Certificazioni Uniche: basta il cassetto fiscale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5020/2025, ha rigettato il ricorso di un imprenditore accusato di omesso versamento di ritenute. Il punto cruciale della decisione riguarda il concetto di "rilascio certificazioni uniche" ai dipendenti. La Corte ha stabilito che, ai fini della configurabilità del reato, non è necessaria la consegna materiale del documento. L'inserimento della Certificazione Unica nel cassetto fiscale del lavoratore, consultabile sul sito dell'Agenzia delle Entrate, è considerato una prova idonea e sufficiente del suo rilascio, integrando così il presupposto del reato.
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Omesso versamento ritenute: la crisi non è scusa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imprenditore per omesso versamento di ritenute, stabilendo che la crisi di liquidità aziendale non costituisce una scusante valida. Per escludere la responsabilità penale, l'imputato deve dimostrare di aver affrontato una situazione di forza maggiore, imprevedibile e insuperabile, e di aver tentato ogni azione possibile per adempiere al debito tributario, anche attingendo al proprio patrimonio personale. La Corte ha inoltre precisato che, ai fini della condanna, è necessaria la prova dell'avvenuto rilascio delle certificazioni ai sostituiti, non bastando la sola dichiarazione fiscale.
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Sottrazione fraudolenta: calcolo del sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 834/2025, interviene sul reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Nel caso esaminato, una società aveva ceduto rami d'azienda a due controllate per sottrarsi a un ingente debito tributario. La Corte ha confermato che tale operazione, sebbene formalmente lecita, può costituire reato. Tuttavia, ha annullato l'ordinanza di sequestro per un valore sproporzionato, stabilendo che il profitto del reato, e quindi l'importo sequestrabile, deve essere commisurato al valore del debito fiscale e non all'intero valore dei beni trasferiti.
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Ritenute certificate: non basta l’invio telematico
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omesso versamento di ritenute certificate, stabilendo un principio fondamentale: per configurare il reato non basta l'invio telematico della Certificazione Unica all'Agenzia delle Entrate. È necessario che l'accusa provi l'effettiva consegna della certificazione cartacea ai dipendenti. La sentenza sottolinea che l'adempimento telematico e la consegna al lavoratore sono due obblighi distinti e non equipollenti ai fini della responsabilità penale.
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Vincite al gioco: quando sono tassabili in Italia?
Un giocatore professionista di poker ha contestato l'imposizione fiscale sulle sue vincite ottenute in tornei all'estero. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, che aveva erroneamente qualificato le vincite da tornei 'live' come 'online'. La Corte ha ribadito che le vincite al gioco conseguite in casinò autorizzati nell'UE/SEE non sono tassabili in Italia, a differenza di quelle extra-UE. Ha chiarito che spetta al contribuente dimostrare la provenienza delle somme per beneficiare dell'esenzione, rinviando il caso per un nuovo esame di merito.
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