LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Sostituto D'Imposta — Anno 2025

Pagina 3 di 3

54 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Sostituto D'Imposta

Provvedimenti

Sottrazione fraudolenta: calcolo del sequestro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 834/2025, interviene sul reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Nel caso esaminato, una società aveva ceduto rami d'azienda a due controllate per sottrarsi a un ingente debito tributario. La Corte ha confermato che tale operazione, sebbene formalmente lecita, può costituire reato. Tuttavia, ha annullato l'ordinanza di sequestro per un valore sproporzionato, stabilendo che il profitto del reato, e quindi l'importo sequestrabile, deve essere commisurato al valore del debito fiscale e non all'intero valore dei beni trasferiti.
Continua »
Ritenute certificate: non basta l’invio telematico
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omesso versamento di ritenute certificate, stabilendo un principio fondamentale: per configurare il reato non basta l'invio telematico della Certificazione Unica all'Agenzia delle Entrate. È necessario che l'accusa provi l'effettiva consegna della certificazione cartacea ai dipendenti. La sentenza sottolinea che l'adempimento telematico e la consegna al lavoratore sono due obblighi distinti e non equipollenti ai fini della responsabilità penale.
Continua »
Vincite al gioco: quando sono tassabili in Italia?
Un giocatore professionista di poker ha contestato l'imposizione fiscale sulle sue vincite ottenute in tornei all'estero. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione d'appello, che aveva erroneamente qualificato le vincite da tornei 'live' come 'online'. La Corte ha ribadito che le vincite al gioco conseguite in casinò autorizzati nell'UE/SEE non sono tassabili in Italia, a differenza di quelle extra-UE. Ha chiarito che spetta al contribuente dimostrare la provenienza delle somme per beneficiare dell'esenzione, rinviando il caso per un nuovo esame di merito.
Continua »
Tassazione TFR estero: la residenza vince
Un lavoratore italiano, residente e impiegato nel Regno Unito per un'azienda italiana, ha richiesto il rimborso delle imposte trattenute sul suo TFR. La Corte di Cassazione ha confermato il suo diritto, chiarendo che, secondo la convenzione contro la doppia imposizione tra Italia e Regno Unito, la tassazione TFR estero spetta esclusivamente al Paese in cui il lavoro è stato svolto e dove il contribuente risiede. La Corte ha inoltre specificato che la prova della residenza estera è sufficiente per il rimborso, anche in assenza di uno specifico certificato dell'autorità fiscale straniera.
Continua »
Rimborso fiscale sisma: a chi spetta? Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15896/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che il diritto al rimborso fiscale sisma, pari al 90% delle imposte versate a seguito del terremoto in Sicilia del 1990, spetta al lavoratore dipendente e non al datore di lavoro che ha agito come sostituto d'imposta. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui la normativa di favore costituisce uno 'ius superveniens' che rende non dovute le somme già pagate, legittimando la richiesta di restituzione da parte del contribuente, quale effettivo soggetto passivo del tributo.
Continua »
Bonus settore finanziario: quando si paga la tassa?
Un dirigente di una società di consulenza finanziaria ha richiesto il rimborso dell'addizionale IRPEF del 10% applicata sul suo bonus per l'anno 2014. Sosteneva che la sua azienda non rientrasse nel 'settore finanziario' e che i requisiti oggettivi per l'applicazione della tassa non fossero soddisfatti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la nozione di 'settore finanziario' deve essere interpretata in senso ampio, includendo tutte le entità le cui attività possono generare rischi sistemici. Inoltre, ha confermato che, dopo la modifica normativa del 2011, l'addizionale sui bonus settore finanziario si applica sulla parte variabile della retribuzione che eccede la parte fissa, senza la necessità che superi anche il triplo di quest'ultima.
Continua »
Restituzione somme: il lavoratore rende solo il netto
Un lavoratore, a seguito della riforma di una sentenza a lui favorevole, è stato condannato a restituire le somme percepite. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha stabilito che la restituzione somme deve riguardare l'importo netto effettivamente incassato e non quello lordo. Inoltre, ha chiarito che sul credito del datore non si applica il cumulo di interessi e rivalutazione previsto per i crediti di lavoro.
Continua »
Bonus settore finanziario: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16275/2025, ha rigettato il ricorso di un dirigente di una società di consulenza finanziaria che chiedeva il rimborso della tassa addizionale sui bonus. La Corte ha confermato la sua interpretazione estensiva del concetto di "bonus settore finanziario", includendovi anche le società di consulenza non soggette a vigilanza. È stata inoltre respinta l'eccezione di giudicato esterno basata su sentenze favorevoli ad altri colleghi, in quanto emesse tra parti diverse.
Continua »
Interposizione manodopera: la legge applicabile
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva erroneamente applicato la normativa successiva (D.Lgs. 276/2003) a un caso di interposizione di manodopera avvenuto nel 2001. La Corte ha stabilito che deve essere applicata la legge vigente all'epoca dei fatti (L. 1369/1960), che pone gli obblighi fiscali, inclusi quelli di sostituto d'imposta, in capo all'utilizzatore effettivo della prestazione lavorativa. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Emolumenti indebiti: tassazione anche se da restituire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che gli emolumenti indebiti, come stipendi percepiti per errore, costituiscono reddito tassabile nell'anno in cui vengono incassati. Il fatto che tali somme debbano essere restituite non ne esclude la tassabilità al momento della percezione. La successiva restituzione potrà essere considerata un onere deducibile solo nell'anno in cui avviene effettivamente, e non retroattivamente. La Corte ha respinto il ricorso di una contribuente che, avendo ricevuto emolumenti non dovuti da un precedente datore di lavoro pubblico, ometteva di dichiararli ritenendoli non tassabili.
Continua »
Onere della prova pagamento: la Cassazione decide
Un professionista ha contestato una Certificazione Unica emessa da una compagnia assicurativa, sostenendo di non aver mai ricevuto i compensi dichiarati. Le corti inferiori hanno respinto la sua domanda, addebitandogli la mancata prova del non-pagamento. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che l'errata applicazione dell'onere della prova pagamento costituisce un errore di merito e non un vizio procedurale, motivo per cui l'appello a una sentenza decisa in equità non era ammissibile. La Corte ha inoltre ribadito che anche un fatto negativo, come un mancato pagamento, può essere provato tramite indizi.
Continua »
Emolumenti indebiti: vanno dichiarati? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che gli emolumenti indebiti, ovvero somme percepite per errore da un datore di lavoro, costituiscono reddito tassabile nell'anno in cui vengono incassati. Il contribuente è tenuto a dichiararli, anche se successivamente dovrà restituirli. La restituzione darà diritto a una deduzione fiscale nell'anno in cui avviene, evitando così una doppia imposizione. Il caso riguardava una dipendente pubblica che aveva continuato a ricevere lo stipendio dal precedente ente anche dopo il trasferimento.
Continua »
Ritenute su interessi: banca collocatrice non è sostituto
Una banca d'investimento, operante come collocatrice di fondi lussemburghesi, è stata assolta dall'obbligo di applicare le ritenute su interessi maturati sui conti di tali fondi. La Cassazione ha chiarito che il ruolo di 'banca corrispondente' non implica automaticamente un intervento nella riscossione degli interessi, presupposto necessario per qualificarsi come sostituto d'imposta ai sensi dell'art. 26, c. 3, d.P.R. 600/1973. La Corte ha inoltre confermato l'esenzione incondizionata prevista dall'art. 11-bis, d.l. 512/1983.
Continua »
Ritenute su interessi: quando la banca non è sostituto
Una società bancaria è stata contestata dall'autorità fiscale per non aver applicato la ritenuta d'imposta sugli interessi maturati da fondi di investimento esteri. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla banca, specificando che il semplice ruolo di distributore delle quote dei fondi non la qualifica automaticamente come sostituto d'imposta. Per applicare le "ritenute su interessi", è necessario un intervento concreto nella riscossione degli stessi, un ruolo distinto da quello di "banca corrispondente".
Continua »