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24 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rimborso sisma 1990: diritto per i dipendenti
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di una contribuente al Rimborso sisma 1990 per l'IRPEF versata nel triennio 1990-1992. L'Amministrazione Finanziaria aveva negato il rimborso sostenendo che solo il datore di lavoro fosse legittimato a richiederlo. I giudici hanno invece stabilito che il lavoratore dipendente, in quanto soggetto passivo sostanziale, può richiedere la restituzione del 90% delle imposte, anche se già versate tramite ritenute alla fonte, in linea con la natura indennitaria della normativa speciale.
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Cartella di pagamento: validità senza accertamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cartella di pagamento notificata al socio di una società a ristretta base è legittima anche se l'avviso di accertamento prodromico è stato notificato solo alla società. Nel caso di ritenute non operate e non versate, esiste una solidarietà tributaria tra sostituto e sostituito che si attiva nella fase della riscossione. Il contribuente può comunque difendersi contestando il merito dell'accertamento direttamente impugnando la cartella di pagamento.
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Responsabilità solidale sostituito: quando è esclusa
Una professionista si è vista negare un rimborso IRPEF perché i suoi clienti (sostituti d'imposta), pur avendo operato le ritenute d'acconto sui suoi compensi, non le avevano versate all'Erario. L'Agenzia delle Entrate invocava la responsabilità solidale del sostituito. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo un principio fondamentale: la responsabilità solidale del sostituito sorge solo se la ritenuta non viene operata. Se il professionista subisce la trattenuta, ha pieno diritto a scomputarla dalle proprie imposte, indipendentemente dall'effettivo versamento da parte del sostituto.
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Ritenute certificate: non basta l’invio telematico
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per omesso versamento di ritenute certificate, stabilendo un principio fondamentale: per configurare il reato non basta l'invio telematico della Certificazione Unica all'Agenzia delle Entrate. È necessario che l'accusa provi l'effettiva consegna della certificazione cartacea ai dipendenti. La sentenza sottolinea che l'adempimento telematico e la consegna al lavoratore sono due obblighi distinti e non equipollenti ai fini della responsabilità penale.
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