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Sospensione Feriale

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339 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sospensione feriale: no a controversie di lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un appello in una causa di lavoro perché depositato tardivamente. La Corte ha ribadito che la sospensione feriale dei termini processuali non si applica alle controversie di lavoro, anche quando la pretesa economica, pur derivando da un precedente rapporto di impiego, viene azionata dopo la sua cessazione. La natura della controversia, radicata nel contratto di lavoro, prevale, escludendo la sospensione estiva dei termini.
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Errore di fatto: Cassazione revoca la sua sentenza
La Corte di Cassazione ha revocato una propria precedente sentenza a causa di un 'errore di fatto' nel calcolo del termine per l'impugnazione. La Corte aveva erroneamente ritenuto tardivo un ricorso, non considerando che la scadenza cadeva di domenica e andava prorogata. Riaperto il caso, la Cassazione ha accolto il ricorso originale, dichiarando inammissibile l'appello di un Comune per mancata prova della notifica, con conseguente passaggio in giudicato della sentenza di primo grado favorevole al contribuente.
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Sospensione feriale: calcolo del termine di riassunzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che nel calcolo del termine semestrale per la riassunzione del giudizio tributario deve essere sempre considerata la sospensione feriale dei termini. Un ricorso, inizialmente dichiarato tardivo, è stato ritenuto tempestivo perché il giudice di merito non aveva aggiunto i 31 giorni di sospensione estiva al termine di sei mesi, commettendo un errore di calcolo.
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Confisca di prevenzione: i termini per la decisione
La Corte di Cassazione ha annullato una confisca di prevenzione disposta nei confronti di due soggetti, poiché la Corte d'Appello ha depositato il suo decreto motivato oltre il termine perentorio di un anno e sei mesi previsto dalla legge. La sentenza chiarisce che tale termine decorre dal deposito dell'appello fino al deposito della decisione motivata e non è soggetto alla sospensione feriale dei termini, in quanto è un adempimento a carico del giudice e non delle parti. Di conseguenza, il superamento del termine comporta l'inefficacia della confisca e la restituzione dei beni sequestrati.
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Ricorso inammissibile tardività: le conseguenze
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per tardività. L'imputato, condannato per vendita di prodotti con segni mendaci, ha presentato l'impugnazione ben oltre il termine legale, calcolato tenendo conto anche della sospensione feriale. La decisione comporta la condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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Sovraindebitamento L. 3/2012: nuove norme non retroattive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia di sovraindebitamento L. 3/2012. La Corte ha stabilito che la sospensione feriale dei termini si applica a tali procedure e che le modifiche legislative successive non possono essere invocate se il termine procedurale cui si riferiscono (l'udienza di omologazione) è già decorso al momento della loro entrata in vigore, negando così la possibilità di presentare una nuova proposta di accordo.
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Calcolo termini processuali: la Cassazione chiarisce
La Cassazione chiarisce il corretto calcolo termini processuali per l'appello. Un ricorso, inizialmente dichiarato tardivo, è stato ritenuto tempestivo perché il termine annuale si calcola 'ex nominatione dierum' e si proroga al primo giorno feriale se scade di sabato.
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Costi di sponsorizzazione: deducibilità e inerenza
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti di deducibilità dei costi di sponsorizzazione. Con l'ordinanza n. 10665/2025, ha stabilito che la presunzione legale di deducibilità si applica solo alle sponsorizzazioni verso enti sportivi dilettantistici. Per le sponsorizzazioni verso società commerciali, l'azienda deve dimostrare l'inerenza e la congruità della spesa. Nel caso di specie, una società di ingegneria aveva dedotto costi ritenuti sproporzionati per la sponsorizzazione di una scuderia automobilistica. La Corte ha annullato la decisione precedente, rinviando il caso per una nuova valutazione basata sui corretti principi di inerenza del costo all'attività d'impresa.
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Svalutazione crediti: legittima senza prova definitiva
La Cassazione ha respinto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una compagnia assicurativa, confermando la legittimità della svalutazione crediti basata su un rischio prevedibile di inesigibilità, senza attendere la perdita definitiva. L'ordinanza chiarisce anche l'interazione tra sospensione dei termini per definizione agevolata e sospensione feriale, ritenendo tempestivo l'appello della società.
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Sospensione feriale: ricorso tardivo inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso riguardante un'opposizione all'esecuzione, poiché notificato oltre i termini di legge. La decisione ribadisce un principio fondamentale: la sospensione feriale dei termini processuali non si applica a questa tipologia di cause. Il caso di specie originava dalla contestazione di un mutuo ipotecario, ma la Suprema Corte si è fermata alla questione procedurale della tardività, senza entrare nel merito della controversia.
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Notifica appello: vale la data di spedizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, ai fini della tempestività, la notifica dell'appello si considera perfezionata al momento della spedizione dell'atto e non al momento della sua ricezione da parte del destinatario. La Corte ha cassato una sentenza che aveva dichiarato inammissibile un appello dell'Ente di Riscossione perché consegnato dopo la scadenza, pur essendo stato spedito l'ultimo giorno utile. Questo conferma la piena applicabilità del principio di scissione degli effetti della notifica nel processo tributario.
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Cumulo sospensioni termini: COVID e liti fiscali
La Cassazione stabilisce il principio del cumulo sospensioni termini processuali. La sospensione per emergenza COVID si aggiunge a quella prevista per la definizione agevolata delle liti fiscali, rendendo tempestivo un appello altrimenti tardivo. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia Fiscale, cassando la decisione di merito che aveva erroneamente escluso la cumulabilità.
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Termine perentorio ricorso: appello tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro una cartella di pagamento dell'Agenzia delle Entrate. La decisione si fonda sulla tardività dell'impugnazione, notificata un solo giorno oltre il termine perentorio ricorso, calcolato tenendo conto delle sospensioni dei termini processuali per il periodo feriale e per l'emergenza sanitaria da Covid-19.
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Termine impugnazione: no alla doppia sospensione
Un contribuente ha visto il suo ricorso dichiarato inammissibile per tardività. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione speciale di nove mesi del termine impugnazione, prevista per le liti pendenti, non si cumula con la sospensione feriale. Secondo la Corte, una 'doppia sospensione' non è ammissibile in assenza di una specifica previsione normativa, rendendo così tardivo il ricorso presentato oltre la scadenza calcolata senza il cumulo.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in quanto tardivo. L'ordinanza chiarisce che il termine di 60 giorni per il deposito delle motivazioni della sentenza non è soggetto a sospensione feriale, un principio che determina la decorrenza dei termini per impugnare e rende il ricorso tardivo se non rispettato.
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Inammissibilità ricorso tardivo: no al cumulo sospensioni
La Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso tardivo presentato dall'Agenzia delle Entrate. La decisione si fonda sul consolidato principio che vieta il cumulo tra la sospensione feriale dei termini e la sospensione straordinaria per la definizione delle liti tributarie, quando i due periodi si sovrappongono. Il ricorso, notificato oltre il termine calcolato correttamente, è stato ritenuto inammissibile con condanna al pagamento di una sanzione per abuso del processo.
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Ingiusta detenzione: sì alla sospensione feriale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25010/2025, ha stabilito che il termine biennale per presentare la domanda di riparazione per ingiusta detenzione è soggetto alla sospensione feriale. La Corte ha annullato l'ordinanza di un tribunale inferiore che aveva dichiarato tardiva una richiesta, affermando che, essendo l'azione giudiziaria l'unico rimedio per tutelare il diritto all'indennizzo, il relativo termine di decadenza ha natura processuale e va quindi sospeso durante il periodo estivo.
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Termini impugnazione penale: quando il ricorso è tardivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile un ricorso poiché depositato oltre i termini di impugnazione penale. Il provvedimento chiarisce il calcolo del termine di 45 giorni per l'impugnazione, specificando che il termine per il deposito della sentenza non è soggetto alla sospensione feriale. La tardività del ricorso ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Reclamo non impugnabile: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato contro un'ordinanza del Tribunale. Quest'ultima aveva rigettato un reclamo contro un decreto di archiviazione. La Suprema Corte ha ribadito che la decisione sul reclamo non impugnabile ai sensi dell'art. 410-bis c.p.p. non può essere oggetto di ricorso per cassazione, neanche per denunciare vizi procedurali come l'erroneo calcolo dei termini.
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Pignoramento comunione legale: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 11481/2025, ha rigettato il ricorso di una moglie la cui quota di un immobile in pignoramento in comunione legale era stata assegnata ai suoi creditori personali. La Corte ha chiarito che, sebbene la notifica al coniuge non debitore sia di norma una semplice comunicazione ('denuntiatio'), può trasformarsi in un vero e proprio atto di pignoramento, rendendolo 'esecutato'. Tuttavia, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenze procedurali, in quanto la ricorrente non ha fornito gli atti necessari a dimostrare la natura della notifica ricevuta, impedendo alla Corte di valutare il caso nel merito.
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