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Sorvegliato Speciale

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Soggetto sottoposto a una misura di prevenzione personale perché ritenuto socialmente pericoloso, con obblighi e divieti specifici, come quello di non frequentare persone con precedenti penali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prescrizione del reato: il ricorso inutile costa caro
Il Ricorrente, sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, veniva condannato a sei mesi di arresto per aver guidato un'autovettura nonostante la revoca della patente. L'imputato proponeva ricorso per Cassazione lamentando il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e la mancata declaratoria di estinzione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per la manifesta infondatezza dei motivi. I giudici hanno chiarito che la prescrizione del reato non era maturata prima della sentenza d'appello. Inoltre, l'inammissibilità originaria del ricorso impedisce di rilevare la prescrizione del reato eventualmente maturata successivamente, durante il giudizio di legittimità. Il Ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Sorvegliato speciale non paga la cauzione: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un individuo per il reato di omesso versamento cauzione sorvegliato speciale. L'imputato aveva contestato la sentenza sostenendo di non essere a conoscenza dell'obbligo e di trovarsi in difficoltà economiche, chiedendo inoltre l'applicazione della non punibilità per la lieve entità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendo che la piena consapevolezza dell'obbligo e l'assenza di una prova concreta dell'impossibilità economica fossero state correttamente valutate. La decisione ribadisce che gli obblighi derivanti dalle misure di prevenzione devono essere rispettati rigorosamente.
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Sostituzione Misura Cautelare: No ai domiciliari per chi spaccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo che chiedeva la sostituzione della misura cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. L'uomo, condannato per spaccio di droga, aveva numerosi precedenti penali e aveva ripreso l'attività criminale subito dopo una precedente scarcerazione. I giudici hanno stabilito che la sua elevata pericolosità sociale e la tendenza a delinquere rendevano inadeguata qualsiasi misura meno afflittiva del carcere. La richiesta di sostituzione misura cautelare è stata quindi respinta perché il rischio di reiterazione del reato era troppo elevato, anche se gli arresti domiciliari si fossero svolti in un'altra città.
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Sorveglianza speciale e frequentazione di pregiudicati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo in regime di sorveglianza speciale, condannato per essersi associato a persone con precedenti penali. La sentenza chiarisce che la conoscenza dei precedenti da parte del sorvegliato può essere presunta dal contesto sociale. Inoltre, la ripetuta violazione delle prescrizioni esclude l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la pericolosità sociale del soggetto.
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Confisca per sproporzione: beni intestati ai familiari
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca per sproporzione di beni intestati fittiziamente alla moglie e ai genitori di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale. La decisione si basa sulla significativa sproporzione tra i redditi leciti dichiarati dai familiari e il valore dei beni acquistati, ritenendo provato che le risorse provenissero dall'attività illecita del congiunto.
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Reato continuato: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato a due sentenze. La Corte ha stabilito che la mera ripetizione di reati simili, anche se vicini nel tempo, non è sufficiente a dimostrare un unico disegno criminoso, potendo invece indicare una scelta di vita incline all'illegalità. L'onere di provare il disegno unitario spetta al condannato.
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Sorveglianza speciale e frequentazioni: la Cassazione
Un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale ha impugnato la condanna per aver frequentato persone con precedenti penali. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la conoscenza dei precedenti può essere desunta dal contesto e che la non punibilità per particolare tenuità del fatto non si applica in caso di comportamento abituale. La violazione degli obblighi della sorveglianza speciale è stata quindi ritenuta pienamente configurata.
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Divieto detenzione armi: coltello è arma propria?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione del divieto detenzione armi da parte di un sorvegliato speciale. La Corte ha chiarito che il divieto si applica solo alle 'armi proprie' e non agli strumenti atti a offendere, come un coltello senza punta. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione delle caratteristiche del coltello.
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Divieto uso cellulare e sorveglianza speciale: Cassazione
Un individuo sotto sorveglianza speciale è stato condannato per aver violato la prescrizione che gli imponeva il divieto di uso del cellulare. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, confermando che tale divieto non è una norma incostituzionale, ma una misura discrezionale del giudice della prevenzione, basata sulla pericolosità sociale del soggetto. La Corte ha inoltre ritenuto corretta la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità della violazione.
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