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Sorveglianza Speciale Di Ps

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una misura di prevenzione personale che impone al soggetto una serie di obblighi e limitazioni alla libertà personale, come l'obbligo di soggiorno in un comune, controllata dall'autorità di Pubblica Sicurezza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso contro patteggiamento: quando è inammissibile e costa caro
Un soggetto, condannato con patteggiamento per aver violato la sorveglianza speciale, ha presentato ricorso in Cassazione. Lamentava una pena eccessiva e una scorretta applicazione della legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso contro patteggiamento inammissibile. Dopo una recente riforma, le sentenze di patteggiamento possono essere impugnate solo per motivi molto specifici, tassativamente elencati dalla legge. Non è più possibile contestare l'entità della pena concordata tra le parti o la mancata valutazione di cause di proscioglimento. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato a pagare le spese processuali e una sanzione economica.
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Misure di prevenzione: ricorso inammissibile per Vizio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un provvedimento che applicava misure di prevenzione personali, come la sorveglianza speciale, e patrimoniali, come la confisca di beni. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, focalizzati su presunti vizi di motivazione e sulla valutazione delle prove, non sono ammessi in questa sede, ribadendo i limiti del sindacato di legittimità in materia. La decisione conferma la pericolosità sociale del soggetto e l'origine illecita dei beni confiscati.
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Sorveglianza speciale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale che aveva violato l'obbligo di soggiorno. L'uomo, autorizzato a recarsi in un altro comune fino alle 13:00, vi era stato trovato alle 16:00 senza giustificazione. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano una mera ripetizione di censure già respinte in appello e miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita nel giudizio di legittimità.
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Particolare tenuità del fatto: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione annulla per la seconda volta una sentenza di condanna per violazione della sorveglianza speciale, ribadendo i criteri per l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La sentenza chiarisce che i precedenti penali non bastano a configurare un comportamento abituale se non sono della stessa indole del reato contestato, imponendo al giudice di merito una valutazione più rigorosa e completa.
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Prescrizione reato sorveglianza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato parzialmente una condanna, stabilendo che la violazione degli obblighi della sorveglianza speciale, se commessa dopo la revoca dell'obbligo di soggiorno, costituisce una contravvenzione e non un delitto. Di conseguenza, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, portando alla rideterminazione della pena per i restanti capi d'accusa. La decisione sottolinea l'importanza di qualificare correttamente il reato in base alle specifiche misure preventive in vigore al momento del fatto. La questione centrale è la prescrizione reato sorveglianza.
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Pericolosità sociale: il giudice può cambiarne tipo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un procedimento di prevenzione, il giudice può applicare una misura basata su una categoria di pericolosità sociale diversa da quella inizialmente proposta, a condizione che si fondi sugli stessi fatti e che sia garantito un pieno contraddittorio alla difesa. Il caso riguardava un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, la cui pericolosità era stata riqualificata da specifica a generica. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità del decreto impugnato.
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Pericolosità sociale: detenzione e misure di prevenzione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la valutazione della pericolosità sociale di un individuo ai fini dell'applicazione di una misura di prevenzione, come la sorveglianza speciale, è legittima anche se il soggetto si trova in stato di detenzione per un lungo periodo. La Corte ha chiarito che esistono due momenti di valutazione distinti: uno al momento dell'applicazione della misura e uno, successivo, prima della sua effettiva esecuzione al termine della pena. Pertanto, la detenzione non rende inutile o inammissibile la prima valutazione.
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