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Sopraelevazione

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141 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Trasformazione tetto in terrazzo: quando è illegittima
Un condomino proprietario dell'ultimo piano trasforma il tetto comune in un terrazzo ad uso esclusivo. La Corte di Cassazione conferma l'illegittimità dell'opera, stabilendo che la trasformazione tetto in terrazzo è vietata quando lede il decoro architettonico e supera i limiti dell'uso della cosa comune. L'intervento è stato ritenuto una modifica sostanziale e non un uso più intenso del bene.
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Distanze tra costruzioni: DM 1444/68 prevale sempre
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che aveva realizzato una sopraelevazione senza rispettare le normative nazionali sulle distanze tra costruzioni. L'ordinanza chiarisce che il D.M. 1444/68, che impone una distanza minima di 10 metri tra pareti finestrate, ha efficacia di legge dello Stato e si applica direttamente nei rapporti tra privati, sostituendo automaticamente eventuali regolamenti comunali meno restrittivi, anche se successivi. Di conseguenza, è stata confermata la demolizione dell'opera.
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Distanze tra costruzioni: deroghe e demolizione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, sospende la decisione su un caso di violazione delle distanze tra costruzioni. Una proprietaria, condannata in appello alla demolizione di una sopraelevazione costruita a meno di dieci metri dal confine, ha impugnato la sentenza. La Corte, prima di decidere sulla legittimità di una deroga prevista dal regolamento edilizio locale, ha ordinato l'acquisizione della normativa urbanistica del Comune per valutarne la conformità alla legge nazionale.
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Diritto di veduta: chi non rispetta la distanza perde
In una controversia ventennale, la Corte di Cassazione ha negato a una proprietaria la demolizione della sopraelevazione del vicino. Il motivo risiede nel fatto che la stessa proprietaria non aveva rispettato le distanze legali per il proprio balcone, non avendo quindi mai acquisito un valido diritto di veduta. La Corte ha stabilito che per esigere il rispetto delle distanze dal vicino, è necessario prima aver rispettato la legge nella creazione della propria veduta.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione chiarisce
In una controversia su una sopraelevazione edilizia, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulle distanze tra costruzioni nei centri storici (Zone A). La Corte ha chiarito che le normative urbanistiche speciali, che impongono il mantenimento delle distanze preesistenti, prevalgono sulla norma generale del Codice Civile. Di conseguenza, in caso di violazione, l'unica tutela ammessa è la demolizione (riduzione in pristino) dell'opera illegittima e non il semplice risarcimento del danno.
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Distanze tra costruzioni: Cassazione su scala e muro
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia immobiliare riguardante il rispetto delle distanze tra costruzioni. Il caso verteva sull'illegittimità di una scala esterna e di una sopraelevazione. La Corte ha rigettato sia il ricorso principale, che contestava l'ordine di arretramento della scala, sia quello incidentale, relativo alla sopraelevazione su un muro ritenuto comune. L'ordinanza chiarisce che anche le strutture accessorie come le scale rientrano nel calcolo delle distanze e che il permesso edilizio non sana eventuali violazioni delle norme civilistiche.
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Ordine di demolizione, anche con condono pendente?
La Corte di Cassazione ha confermato un ordine di demolizione per la sopraelevazione abusiva di un immobile, nonostante per i piani inferiori fosse pendente da decenni una domanda di condono. La Corte ha stabilito che la sopraelevazione costituisce un nuovo reato e rende l'intero immobile insanabile, rendendo di fatto irrilevante la vecchia istanza di condono e legittimando la demolizione.
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Responsabilità art. 1669 c.c.: non per vizi lievi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che lamentava difetti post-sopraelevazione. Secondo la Corte, la responsabilità art. 1669 c.c. del costruttore e del progettista non sussiste se i vizi, come le fessurazioni, derivano da un fisiologico assestamento della struttura e non compromettono la stabilità o il godimento essenziale dell'immobile, non configurandosi quindi come "gravi difetti".
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Deroga contrattuale distanze: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha impugnato in Cassazione la sentenza della Corte d'Appello che le ordinava di arretrare una sopraelevazione costruita in violazione delle distanze legali. Il caso verte sulla possibilità di una deroga contrattuale a tali norme. Con un'ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha rinviato la decisione, prendendo atto della volontà delle parti di raggiungere un accordo transattivo per definire la controversia, evidenziando il ruolo della conciliazione anche in fase di legittimità.
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Violazione distanze legali: no a risarcimento
Una proprietaria ha citato in giudizio la vicina per una sopraelevazione che non rispettava le distanze minime tra edifici. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali di merito, ordinando la demolizione dell'opera. Il caso stabilisce un principio fondamentale sulla violazione distanze legali: il rimedio è la riduzione in pristino (demolizione) e non il risarcimento monetario, poiché la tutela del diritto reale esige la completa rimozione del fatto lesivo.
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Molestia possessoria e distanze: quando conta?
La Suprema Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3700/2025, ha stabilito un importante principio in materia di molestia possessoria. Il caso riguardava una sopraelevazione di un edificio di soli 9 cm, contestata dal vicino. La Corte ha confermato che una violazione minima delle distanze legali non è sufficiente per configurare una molestia possessoria. È necessario che l'intervento edilizio provochi una 'apprezzabile modificazione o limitazione dell'esercizio del possesso'. Di conseguenza, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, poiché mirava a una revisione dei fatti già accertati in appello, ribadendo che non ogni irregolarità edilizia giustifica un'azione a tutela del possesso.
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Ristrutturazione tetto distanze: quando è nuova opera?
La Corte di Cassazione affronta il tema della ristrutturazione tetto distanze legali. A seguito di un contenzioso tra vicini per l'invasione di un tetto ristrutturato, la Corte rileva un contrasto giurisprudenziale. Non è chiaro se per definire una 'nuova costruzione' sia sufficiente un aumento di volume o se sia necessario un innalzamento del colmo del tetto. Data l'incertezza, la Corte ha rimesso la questione a una pubblica udienza per una decisione definitiva, senza risolvere il caso specifico.
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Sopraelevazione e distanze: le regole da seguire
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sopraelevazione, ovvero l'aggiunta di un piano a un edificio esistente, deve essere considerata a tutti gli effetti una nuova costruzione. Di conseguenza, deve rispettare le normative sulle distanze legali vigenti al momento della sua realizzazione, e non quelle in vigore all'epoca della costruzione originaria. In questo caso, i proprietari che avevano innalzato il loro immobile sono stati condannati ad arretrarlo per non aver rispettato la distanza minima dal confine stabilita dal regolamento urbanistico locale. La Corte ha rigettato le difese basate sul principio di prevenzione e sulla presunta natura emulativa dell'azione legale dei vicini, riaffermando che la tutela del diritto di proprietà e il rispetto delle distanze prevalgono.
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Distanze sopraelevazione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che una sopraelevazione va considerata come una nuova costruzione e deve rispettare le normative nazionali sulle distanze minime tra edifici (D.M. 1444/1968). Tali norme si applicano automaticamente, sostituendo quelle locali se mancanti o meno restrittive. Il caso riguarda una disputa tra proprietari confinanti in cui le corti di merito avevano inizialmente respinto la domanda di ripristino, basandosi su una perizia tecnica. La Cassazione ha annullato la decisione, affermando che il giudice deve applicare d'ufficio la legge nazionale prevalente, a prescindere dal contenuto della concessione edilizia.
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Sopraelevazione in aderenza: la Cassazione decide
Una controversia tra vicini per una sopraelevazione in aderenza arriva in Cassazione. La Corte Suprema cassa la decisione d'appello che aveva erroneamente applicato un regolamento edilizio del 1996 a una costruzione del 1994. Il principio chiave affermato è che la legittimità di un'opera si valuta in base alle norme vigenti al momento della sua realizzazione, non a quelle successive. Il caso viene rinviato per un nuovo esame.
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Distanze tra costruzioni: limiti del giudice d’appello
Una controversia sulle distanze tra costruzioni a seguito di una sopraelevazione. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello che ordinava l'arretramento dell'intero edificio, anziché della sola sopraelevazione. La decisione è stata motivata dal fatto che il giudice d'appello aveva ecceduto i limiti della domanda, violando il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, dato che la parte avversa non aveva impugnato la sentenza di primo grado, più favorevole al costruttore.
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Sopraelevazione antisismica: quando è presunta pericolosa
La Corte di Cassazione conferma la demolizione di una veranda considerata una sopraelevazione antisismica realizzata in zona ad alto rischio. L'ordinanza ribadisce che, in assenza di conformità alle normative tecniche, opera una presunzione legale di pericolosità che non può essere superata da un'autorizzazione postuma, specialmente se basata su presupposti errati. La Corte sottolinea che la verifica di sicurezza deve riguardare l'intero edificio, non solo la nuova struttura.
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Indennità di sopraelevazione: quando è dovuta?
Il proprietario di un lastrico solare realizza una sopraelevazione, e la proprietaria dei piani inferiori agisce in giudizio per ottenere l'indennità di sopraelevazione e il risarcimento di vari danni. La Cassazione, accogliendo parzialmente il ricorso incidentale, cassa la sentenza di merito per motivazione apparente sulla quantificazione del danno per la violazione delle distanze legali, specificando che la liquidazione equitativa deve essere motivata con criteri concreti e non può essere arbitraria. Viene inoltre confermata la debenza dell'indennità, non ravvisando una rinuncia implicita in un precedente atto di donazione.
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Distanze legali: demolizione per il nuovo proprietario
La Corte di Cassazione ha confermato che l'obbligo di ripristinare le distanze legali tra costruzioni ricade sull'attuale proprietario dell'immobile, anche se la violazione è stata commessa dal precedente titolare. Il caso riguardava una sopraelevazione e un ampliamento che violavano le norme del piano regolatore. La Corte ha rigettato i ricorsi, stabilendo che l'azione per il rispetto delle distanze è di natura reale e segue il bene, rendendo l'attuale proprietario l'unico soggetto tenuto alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi.
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Muro di confine: quando si può sopraelevare?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19606/2025, interviene su una lite tra vicini relativa alla proprietà e sopraelevazione di un muro di confine. La Corte ha cassato la decisione d'appello, stabilendo che il diritto di sopraelevare un muro comune è la regola, a meno che non si provi la sua funzione di contenimento di un terrapieno artificiale. Ha inoltre ribadito che anche un gazebo stabile è una 'costruzione' soggetta alle distanze legali e che le autocertificazioni non hanno valore di prova nelle cause tra privati.
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