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Somministrazione Irregolare Di Lavoro

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La fornitura di personale a un'azienda utilizzatrice effettuata in violazione delle norme di legge. La sua conseguenza è la costituzione di un rapporto di lavoro diretto con l'azienda che ha effettivamente utilizzato la prestazione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Somministrazione irregolare: Cassazione ribalta sentenze su abuso
Un lavoratore, impiegato per oltre quattro anni tramite contratti di somministrazione a tempo determinato, ha chiesto la trasformazione del rapporto in uno a tempo indeterminato con l'azienda utilizzatrice, sostenendo la somministrazione irregolare di lavoro. I giudici di merito avevano respinto la sua domanda. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore. Ha stabilito che i giudici devono verificare se la reiterazione delle missioni abbia superato una durata "ragionevolmente temporanea", configurando un abuso. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione, in linea con il diritto europeo.
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Finto appalto e somministrazione irregolare di lavoro: condanna
L'Ispettorato del Lavoro ha sanzionato un'imprenditrice per una somministrazione irregolare di lavoro riguardante nove dipendenti. Questi lavoratori erano formalmente assunti da una società terza, ma operavano sotto il controllo esclusivo dell'imprenditrice committente. La Corte d'Appello ha confermato le sanzioni basandosi sulle indagini della Guardia di Finanza e sulle dichiarazioni dei lavoratori. L'imprenditrice ha proposto ricorso in Cassazione, lamentando un'errata inversione dell'onere della prova e contestando la valutazione degli indizi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che l'assenza di potere direttivo in capo alla società formale datrice di lavoro configura un appalto fittizio. Di conseguenza, l'imprenditrice perde la causa e deve pagare le sanzioni amministrative originarie, oltre al raddoppio del contributo unificato.
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Somministrazione irregolare di lavoro: da appalto ad assunzione
Il caso riguarda un lavoratore impiegato come sistemista informatico presso un'azienda assicurativa, ma formalmente assunto da una società terza. Il lavoratore ha chiesto l'accertamento di una somministrazione irregolare di lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rilevando che l'appalto non era genuino poiché l'azienda utilizzatrice esercitava direttamente il potere direttivo, organizzando ferie, turni e formazione del dipendente, mentre l'appaltatore si limitava alla gestione amministrativa. La Suprema Corte ha chiarito che, anche negli appalti tecnologici, la mancanza di autonomia organizzativa dell'appaltatore configura un'interposizione illecita. Inoltre, il licenziamento intimato dall'appaltatore dopo la cessazione dell'appalto non ha effetto estintivo sul rapporto di lavoro con l'utilizzatore effettivo. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso dell'azienda, confermando l'assunzione a tempo indeterminato del lavoratore presso l'utilizzatrice.
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Licenziamento in Appalto non Genuino: Invalido se dal Falso Datore
Un lavoratore, formalmente dipendente di una società subappaltatrice ma di fatto impiegato da un'Azienda Committente, viene licenziato dalla prima. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale sul licenziamento in appalto non genuino: l'atto di recesso è invalido se proviene dal datore di lavoro fittizio (il subappaltatore). Il potere di licenziare spetta esclusivamente al datore di lavoro reale, ovvero l'azienda che ha effettivamente utilizzato e diretto la prestazione lavorativa. Di conseguenza, il licenziamento è stato dichiarato inefficace e il rapporto di lavoro è stato costituito direttamente con l'Azienda Committente, con diritto alla riammissione in servizio e al risarcimento del danno.
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Appalto non genuino: quando è illecito (Cassazione)
La Cassazione chiarisce la differenza tra appalto lecito e appalto non genuino. Se l'appaltatore fornisce solo manodopera senza un'organizzazione propria e potere direttivo, il rapporto di lavoro si costituisce con il committente. L'ordinanza analizza un caso di interposizione fittizia di manodopera, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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