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Somministrazione Di Lavoro

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164 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Risarcimento danno pubblico impiego: la Cassazione
L'appello di un ente comunale contro una sentenza che dichiarava illegittimi dei contratti di lavoro somministrato è stato respinto. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del lavoratore al risarcimento danno pubblico impiego, basato sulla L. 183/2010, specificando che si tratta di un danno presunto. La successiva assunzione a tempo indeterminato del lavoratore non annulla il diritto al risarcimento per i precedenti contratti irregolari.
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Decadenza contratti a termine: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29581/2023, chiarisce un punto cruciale sulla decadenza contratti a termine. In un caso di contratti di somministrazione succedutisi nel tempo e conclusi con un recesso anticipato, la Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'ultimo atto (il licenziamento) non è idonea a interrompere i termini di decadenza per i contratti precedenti. Ogni singolo contratto deve essere contestato entro il termine di 60 giorni, poiché costituisce un'entità autonoma. La sentenza di merito, che aveva considerato la contestazione del recesso come valida per l'intera serie contrattuale, è stata cassata con rinvio.
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Risarcimento danno somministrazione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10575/2024, ha respinto il ricorso di un Comune, confermando la condanna al risarcimento del danno in favore di una lavoratrice per l'illegittimo utilizzo di contratti di somministrazione a termine. La Corte ha ribadito che, nel pubblico impiego, pur non essendo possibile la conversione del rapporto in tempo indeterminato, spetta al lavoratore un danno presunto, con valenza sanzionatoria, in linea con la normativa nazionale ed europea. L'illegittimità derivava dalla genericità della causale apposta ai contratti.
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Progressione economica somministrati: la Cassazione decide
Una lavoratrice impiegata per sette anni presso un ente pubblico tramite contratti di somministrazione ha visto riconosciuto dalla Corte di Cassazione il suo diritto alla progressione economica. La Corte ha stabilito che, in caso di utilizzo illegittimo della somministrazione, il principio di non discriminazione impone di garantire al lavoratore lo stesso trattamento economico dei dipendenti di ruolo, inclusa la progressione economica somministrati, pur escludendo la conversione del rapporto a tempo indeterminato.
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Solidarietà somministrazione: la responsabilità dell’ente
La Cassazione chiarisce i limiti della solidarietà somministrazione per un ente pubblico. La responsabilità per contributi e sanzioni INPS del committente dipende dal periodo temporale, distinguendo tra prima e dopo la riforma del 2012, indipendentemente dalla regolarità del DURC.
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Assunzione in società pubblica: no conversione senza concorso
La Corte di Cassazione ha stabilito che la violazione della regola del concorso pubblico per l'assunzione in società pubblica determina la nullità del contratto di lavoro. Di conseguenza, anche in presenza di un utilizzo abusivo di contratti a termine, non è possibile la conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato. Questa decisione ribadisce la natura imperativa delle norme sul reclutamento nel settore pubblico allargato, finalizzate a garantire trasparenza e imparzialità.
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Risarcimento pubblico impiego: danno senza prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 12705/2024, ha confermato il diritto al risarcimento del danno per un lavoratore somministrato presso un ente pubblico a causa dell'illegittimità del contratto a termine. Anche in assenza di conversione del rapporto, spetta un'indennità onnicomprensiva che non richiede una specifica prova del danno subito, configurando un'ipotesi di danno presunto. La Corte ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, che contestava la liquidazione del danno, ribadendo i principi sul risarcimento pubblico impiego stabiliti dalle Sezioni Unite.
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Decadenza somministrazione lavoro: la forma scritta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13671/2024, ha stabilito un principio cruciale in tema di decadenza somministrazione lavoro. Ha chiarito che il termine di 60 giorni per impugnare un contratto di somministrazione irregolare si applica anche all'ipotesi di nullità per mancanza di forma scritta, ai sensi del D.Lgs. 81/2015. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva escluso tale termine, affermando la necessità di un'interpretazione sistematica delle norme che non lascia spazio a eccezioni per il vizio formale.
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Appalto di servizi: quando è lecito e quando no?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un lavoratore che chiedeva di riconoscere un rapporto di lavoro diretto con la società committente, ritenendo legittimo l'appalto di servizi in essere. La Corte ha chiarito che, per la liceità dell'appalto, è fondamentale l'autonomia organizzativa dell'appaltatore, che deve gestire in proprio i lavoratori, anche se questi operano all'interno del ciclo produttivo del committente. La decisione sottolinea che l'onere di provare la natura fraudolenta dell'appalto spetta al lavoratore e ribadisce i limiti del giudizio di Cassazione, che non può riesaminare i fatti.
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Inquadramento PA: no a declassifica post concorso
Una lavoratrice del settore pubblico, precedentemente impiegata con contratti di somministrazione e poi a termine, ha contestato il suo inquadramento professionale, ritenuto inferiore, al momento della stabilizzazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che la partecipazione al concorso pubblico, che definiva l'inquadramento, e la successiva stabilizzazione hanno un effetto sanante, rendendo non contestabile la qualifica assegnata. La Corte ha inoltre chiarito che il servizio prestato in somministrazione non fonda un diritto all'inquadramento nei confronti della Pubblica Amministrazione.
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Lavoro in somministrazione: onere della prova e quote
La Corte di Cassazione conferma la trasformazione di un contratto di lavoro in somministrazione in un rapporto a tempo indeterminato. La società utilizzatrice non ha fornito la prova del rispetto dei limiti quantitativi (quote) imposti dal contratto collettivo nazionale, un onere che ricade interamente su di essa. La sentenza sottolinea che la data di stipula del contratto individuale è decisiva per determinare la normativa applicabile.
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Fatture per operazioni inesistenti: il caso del lavoro
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo per reati fiscali, chiarendo che l'uso di fatture per operazioni inesistenti si configura anche quando un contratto di appalto di servizi maschera una mera somministrazione di manodopera. La sentenza sottolinea che la divergenza tra la natura giuridica dell'operazione dichiarata in fattura e quella effettiva è sufficiente a integrare il reato, poiché finalizzata a ottenere indebiti vantaggi fiscali come la detrazione dell'IVA. La Corte ha rigettato il ricorso di una società, ritenendo irrilevante l'effettiva esistenza delle cooperative emittenti le fatture, data la natura fittizia dell'operazione contrattuale rappresentata.
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Fatture false per manodopera: la Cassazione conferma
Un imprenditore è stato posto agli arresti domiciliari per un'evasione basata su fatture false per manodopera. Un'azienda principale utilizzava fatture di cooperative controllate per mascherare una fornitura illecita di lavoro come appalto di servizi. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che, anche se le cooperative esistono, le fatture sono false perché rappresentano un'operazione giuridicamente diversa da quella reale, configurando così il reato fiscale.
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Somministrazione di lavoro: quando è legittima?
Una lavoratrice ha impugnato la sentenza che rigettava la sua richiesta di trasformare il rapporto di lavoro in somministrazione in un contratto a tempo indeterminato. La Corte d'Appello ha confermato la decisione, ritenendo che la successione di numerosi contratti a termine, per una durata complessiva di circa 14 mesi, non violasse il principio di temporaneità della somministrazione di lavoro, date le specifiche esigenze produttive del settore e i limiti più ampi previsti dalla contrattazione collettiva. L'appello è stato rigettato.
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Nullità contratto somministrazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che contestava la nullità di numerosi contratti di somministrazione per difetto di forma scritta. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi di ricorso, ritenuti generici e confusi, e ribadisce un principio fondamentale: anche la nullità del contratto di somministrazione è soggetta ai termini di decadenza per l'impugnazione, che devono essere rispettati a pena di improcedibilità dell'azione.
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Genuinità dell’appalto: la formazione non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la genuinità dell'appalto di servizi in un caso in cui due lavoratori contestavano la natura del loro rapporto. Anche se la società committente aveva fornito la formazione iniziale e, temporaneamente, alcuni strumenti di lavoro, la Corte ha ritenuto decisivi l'assunzione del rischio d'impresa e l'organizzazione autonoma da parte della società appaltatrice, rigettando il ricorso dei lavoratori che chiedevano di essere riconosciuti come dipendenti diretti della committente.
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Somministrazione di lavoro: limiti e abusi
Un lavoratore contesta la legittimità di un contratto di somministrazione di lavoro, ma la Cassazione rigetta il ricorso. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, escludendo l'abuso del diritto e sottolineando l'inammissibilità del riesame dei fatti in presenza di una 'doppia conforme'.
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Anzianità pre-ruolo: Sì al riconoscimento per i somministrati
Una lavoratrice impiegata per anni presso un'agenzia pubblica tramite contratti di somministrazione ha ottenuto il riconoscimento della sua anzianità pre-ruolo. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in base al principio di non discriminazione, il servizio prestato deve essere pienamente valorizzato ai fini sia economici che di progressione di carriera, anche se il rapporto di lavoro non può essere convertito in un contratto a tempo indeterminato con la Pubblica Amministrazione.
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Onere prova contratto a termine: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda contro la conversione di un contratto a termine in uno a tempo indeterminato. La sentenza ribadisce che l'onere della prova contratto a termine grava interamente sul datore di lavoro, il quale deve dimostrare con elementi specifici e concreti, e non con prove testimoniali generiche, le ragioni che giustificano l'apposizione del termine. La Corte ha confermato la decisione di merito che aveva ritenuto le prove dell'azienda tautologiche e insufficienti.
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Distacco infragruppo: legittimo se c’è interesse
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un appalto di servizi e di un successivo distacco infragruppo di una lavoratrice. L'ordinanza chiarisce che l'appalto è valido quando l'appaltatore mantiene l'organizzazione dei mezzi e il rischio d'impresa. Per quanto riguarda il distacco tra società dello stesso gruppo, la Corte ha ribadito che l'interesse del datore di lavoro distaccante può coincidere con l'interesse economico e organizzativo del gruppo stesso, escludendo l'ipotesi di una mera fornitura illecita di manodopera.
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