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Soglia Reddituale

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un limite di reddito annuale al di sotto del quale possono applicarsi regole diverse, come l'esenzione da certi obblighi contributivi per attività occasionali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Obbligo contributivo gestione separata: INPS perde su reddito occasionale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando che una professionista, avvocato non iscritta alla Cassa Forense, non doveva versare l'Obbligo contributivo gestione separata per i redditi professionali del 2009. Il suo reddito era inferiore alla soglia di 5.000 euro prevista per i lavoratori occasionali. L'INPS non ha dimostrato l'abitualità della sua attività. La sentenza ribadisce che l'onere della prova sull'abitualità spetta all'Istituto, e il solo reddito basso non esclude l'obbligo se l'attività è abituale.
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Reddito Basso vs. Obbligo Contributivo Gestione Separata: La Cassazione Chiarisce
Un Lavoratore, avvocato iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, non ha versato i contributi alla Gestione Separata INPS per un reddito professionale del 2010 inferiore a 5.000 euro. L'Ente Previdenziale ha contestato questa decisione, sostenendo l'obbligo contributivo. La Corte di Cassazione ha confermato che l'obbligo contributivo alla Gestione Separata INPS per i professionisti senza cassa dipende dall'abitualità dell'attività, valutata 'ex ante' (ad esempio, dall'iscrizione all'albo o partita IVA), non solo dall'ammontare del reddito. Il ricorso dell'Ente Previdenziale è stato dichiarato inammissibile, confermando che il Lavoratore non doveva versare i contributi.
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Obbligo contributivo Gestione Separata: esente l’Avvocato con reddito minimo
La Corte di Cassazione ha confermato che un Avvocato, iscritto all'Albo ma non alla Cassa Forense, non deve versare l'Obbligo contributivo Gestione Separata INPS se il suo reddito professionale è inferiore alla soglia di 5.000 euro e l'attività non è abituale. Nel caso specifico, l'Avvocato aveva dichiarato un reddito di 2.065 euro. L'Ente Previdenziale non ha dimostrato l'abitualità dell'attività. La sentenza ribadisce che il reddito esiguo è un indizio di occasionalità, ma l'abitualità va accertata in concreto.
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Patrocinio a spese dello Stato: reddito falso e reato penale
Un cittadino ha richiesto l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato autocertificando un reddito pari a zero. Il giorno successivo, durante l'interrogatorio di garanzia, l'uomo ha invece ammesso di lavorare nell'edilizia percependo compensi non dichiarati per circa 500 o 600 euro al mese. I giudici di merito lo hanno condannato per false dichiarazioni. L'imputato ha presentato ricorso sostenendo che i guadagni effettivi rientravano comunque entro i limiti di legge per ottenere il beneficio economico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Il reato si perfeziona con la semplice falsità o omissione dei dati reddituali nella domanda, indipendentemente dal fatto che il reddito reale consenta o meno di accedere all'assistenza legale gratuita.
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Patrocinio a spese dello Stato: redditi di anni diversi non si sommano
Un cittadino si vede negare il gratuito patrocinio perché il giudice somma erroneamente redditi percepiti in due anni diversi: il reddito di cittadinanza di un anno e la pensione dell'anno successivo. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: il calcolo reddito patrocinio a spese dello Stato deve basarsi sui redditi di una singola e specifica annualità fiscale. È illegittimo cumulare entrate di periodi d'imposta differenti per creare un reddito 'artificiale' superiore alla soglia di legge. La Corte ha quindi dato ragione al cittadino, imponendo un nuovo esame della sua richiesta.
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Soglia reddituale e spese legali: sì all’aumento
Un pensionato è stato condannato a pagare le spese legali dopo aver perso una causa contro un ente previdenziale, poiché il suo reddito superava di poco il limite per l'esenzione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la soglia reddituale per l'esenzione dalle spese nelle controversie di previdenza deve essere aumentata per ogni familiare convivente. Questa decisione estende una tutela fondamentale, basata su principi di solidarietà sociale, per evitare che l'onere finanziario di una causa ricada sull'intero nucleo familiare.
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