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Sine Titolo

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Situazione in cui un soggetto detiene un bene senza un valido contratto o titolo giuridico che ne giustifichi il possesso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Fungibilità: quando si scomputa la pena già scontata
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso riguardante la fungibilità delle pene per reati permanenti. Il ricorrente chiedeva il computo di un periodo di carcerazione sofferto senza titolo prima che la condotta associativa fosse cessata. La Suprema Corte ha ribadito che, ai sensi dell'art. 657 c.p.p., il periodo di detenzione può essere scomputato solo se sofferto dopo la consumazione del reato, che nei reati permanenti coincide con la fine della condotta illecita.
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Fungibilità delle pene e reato continuato: le regole.
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione della fungibilità delle pene per un periodo di detenzione relativo a un reato associativo. Il ricorrente sosteneva che, data la natura permanente del reato di associazione mafiosa e il riconoscimento della continuazione, l'intera carcerazione precedente dovesse essere detratta dalla nuova pena. La Suprema Corte ha invece ribadito che, ai sensi dell'art. 657 c.p.p., la detrazione è possibile solo se il periodo di detenzione è successivo alla commissione del reato. Nel caso di reati permanenti, se la condotta prosegue dopo la scarcerazione, il periodo sofferto non può essere scomputato dalla pena relativa a quel medesimo reato.
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Fungibilità delle pene e reato permanente: la guida
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo alla fungibilità delle pene per un condannato per associazione mafiosa. Il ricorrente chiedeva di scomputare dalla pena attuale un periodo di detenzione sofferto tra il 2005 e il 2012. La Suprema Corte ha stabilito che, nei reati permanenti, la detenzione sofferta prima della cessazione della permanenza non può essere detratta. La decisione ribadisce l'obbligo di scindere i reati in continuazione per verificare il nesso temporale tra la commissione del fatto e il periodo di carcerazione da recuperare.
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Fungibilità della pena e reati permanenti: la guida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto che chiedeva l'applicazione della **fungibilità della pena** per periodi di detenzione precedenti alla commissione di nuovi reati associativi. Il ricorrente sosteneva che, a seguito dell'unificazione dei reati sotto il vincolo della continuazione, i periodi di carcerazione sofferti dovessero essere detratti dalla pena complessiva. La Suprema Corte ha invece chiarito che, ai sensi dell'art. 657 c.p.p., la detrazione è ammessa solo se il periodo di detenzione è successivo alla commissione del reato per cui si deve eseguire la pena. Nel caso di reati permanenti come l'associazione mafiosa, se la condotta criminosa prosegue oltre il periodo di detenzione, quest'ultimo non può essere considerato 'successivo' e quindi non è computabile.
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Violazione di domicilio: i chiarimenti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violazione di domicilio aggravata nei confronti di due soggetti che avevano scardinato la porta di un alloggio popolare già occupato da terzi. Il ricorso, volto a riqualificare il fatto come invasione di edifici, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha chiarito che l'ingresso forzato in un'abitazione altrui senza consenso integra pienamente la violazione di domicilio, specialmente in assenza di opere permanenti che caratterizzerebbero invece l'invasione di edifici.
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Occupazione illegittima: guida al risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società al risarcimento per occupazione illegittima di un immobile commerciale. A seguito della risoluzione per mutuo consenso del contratto di locazione principale, la sublocazione è cessata automaticamente ai sensi dell'art. 1595 c.c. La società subconduttrice, avendo continuato a occupare i locali senza stipulare un nuovo accordo con i nuovi proprietari, è stata dichiarata detentrice sine titolo. La Suprema Corte ha stabilito che l'azione intrapresa dai proprietari è di natura personale (restitutoria) e non reale (rivendica), esonerandoli dall'onere probatorio tipico della proprietà e confermando il risarcimento calcolato sulla base dei canoni di mercato precedentemente pattuiti.
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Fungibilità della pena e reati permanenti
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un condannato che richiedeva l'applicazione della fungibilità della pena per un periodo di detenzione sofferto precedentemente. Il ricorrente, condannato per associazione finalizzata allo spaccio, sosteneva che la sua partecipazione al sodalizio fosse cessata al momento del primo arresto. Tuttavia, i giudici hanno accertato che la condotta criminosa era proseguita anche dopo la scarcerazione, configurando un reato permanente. La Corte ha stabilito che non è possibile scomputare periodi di detenzione se la permanenza del reato si protrae oltre la carcerazione stessa, per evitare la creazione di una riserva di impunità.
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