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Sinallagma Contrattuale

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110 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Specificità della riserva: obbligo di quantificazione
Una società costruttrice ha perso il diritto a un compenso extra per lavori di bonifica da ordigni bellici perché la sua richiesta iniziale mancava di specificità. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che la "specificità della riserva" contrattualmente prevista imponeva non solo di contestare tempestivamente, ma anche di quantificare l'importo richiesto. La quantificazione, avvenuta due anni dopo, è stata ritenuta tardiva, causando la decadenza dal diritto.
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Riduzione canone locazione: No in automatico per Covid
In un caso riguardante una locazione commerciale, la Corte di Cassazione ha stabilito che le restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19 non conferiscono al conduttore il diritto automatico a una riduzione del canone locazione. L'ordinanza chiarisce che, sebbene l'inadempimento possa essere giustificato, la modifica del contratto non può essere imposta dal giudice ma resta legata ai rimedi generali come la risoluzione per eccessiva onerosità sopravvenuta, che la controparte può evitare offrendo una modifica equa.
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Produzione nuovi documenti in appello: la Cassazione
La Corte di Cassazione si pronuncia sull'ammissibilità della produzione nuovi documenti in appello, ex art. 345 c.p.c. (ratione temporis). Il caso riguarda la risoluzione di un contratto preliminare di usufrutto per la mancata cancellazione di un'ipoteca. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva ritenuto inammissibile un documento probatorio, sottolineando che il giudice d'appello avrebbe dovuto valutarne l'indispensabilità ai fini della decisione, considerando l'intera evoluzione processuale della causa.
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Sfratto Covid: la Cassazione sui canoni non pagati
Un locatore ha richiesto lo sfratto per morosità a causa di canoni non pagati tra aprile e settembre 2020. La Corte d'Appello aveva ritenuto l'inadempimento non grave, giustificandolo con la crisi pandemica. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che la giustificazione per il mancato pagamento legata alla normativa emergenziale sullo sfratto Covid è presunta solo per il periodo di lockdown effettivo (fino al 18 maggio 2020). Per i mesi successivi, il conduttore ha l'onere di provare il nesso causale tra la crisi e la propria impossibilità di pagare, e il giudice deve sempre bilanciare gli interessi di entrambe le parti.
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Interpretazione clausola contrattuale: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di un'acquirente immobiliare che lamentava la mancata ultimazione dei lavori di ristrutturazione. La controversia verteva sull'interpretazione di una clausola contrattuale di manleva. La Corte ha stabilito che l'interpretazione fornita dai giudici di merito, secondo cui la manleva copriva solo le pretese economiche aggiuntive dell'appaltatore e non la mancata esecuzione delle opere, era plausibile e non censurabile in sede di legittimità. Di conseguenza, la corretta interpretazione della clausola contrattuale è stata decisiva per respingere le pretese dell'acquirente.
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Garanzia per evizione: colpa del venditore irrilevante
Una coppia acquista un immobile con un sottotetto che si rivela essere di proprietà condominiale. La loro richiesta di garanzia per evizione contro i venditori viene inizialmente respinta perché i venditori non erano ritenuti in colpa. La Corte di Cassazione ribalta questa decisione, affermando che la garanzia per evizione è una responsabilità oggettiva che prescinde dalla colpa del venditore e sorge per il solo fatto della perdita del diritto da parte dell'acquirente.
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Riconoscimento sentenza straniera: limiti e ordine pubblico
Una società ha impugnato il riconoscimento in Italia di una sentenza canadese che rendeva esecutivo un Memorandum of Understanding per l'acquisto di quote societarie, lamentando la violazione dell'ordine pubblico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che il controllo per il riconoscimento di una sentenza straniera non riesamina il merito della causa né l'applicazione del diritto estero, ma si limita a verificare che gli effetti della pronuncia non contrastino con i principi fondamentali dell'ordinamento italiano. La Corte ha ritenuto che la procedura canadese garantisse un risultato equivalente alle tutele previste dalla legge italiana.
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Moratoria mutuo interessi: come si calcolano?
Una società ha contestato il calcolo degli interessi da parte della banca durante la sospensione del mutuo prevista dal Decreto Cura Italia. La Corte d'Appello di Torino ha stabilito che è legittimo calcolare gli interessi sull'intero capitale residuo al tasso contrattuale per tutta la durata della moratoria. Questa pratica, secondo i giudici, non costituisce un "nuovo o maggiore onere" vietato dalla legge, ma rappresenta la naturale conseguenza dell'allungamento del piano di rimborso, preservando l'equilibrio originario del contratto. La decisione conferma quindi che la moratoria mutuo interessi comporta un allungamento del piano di ammortamento con il ricalcolo degli interessi sul debito rimanente.
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Inadempimento Locazione: quando i vizi non bastano
La Corte d'Appello di Venezia ha respinto il ricorso di un'azienda conduttrice, confermando la risoluzione del contratto per inadempimento locazione. La sentenza ha chiarito che i vizi dell'immobile, se non impediscono totalmente il godimento del bene, non legittimano la sospensione totale del pagamento del canone, specialmente se il conduttore ha continuato a utilizzare e persino a sublocare i locali. La condotta del conduttore è stata ritenuta contraria a buona fede e la sua inadempienza nel pagamento del canone è stata giudicata grave.
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Recesso per gravi motivi: quando è legittimo?
Una società esercitava il recesso per gravi motivi da un contratto di locazione di un magazzino, dopo aver ceduto il ramo d'azienda del supermercato a cui il locale era funzionale. La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, stabilendo che la cessione volontaria dell'attività non costituisce un grave motivo oggettivo e imprevedibile richiesto dalla legge, ma una mera scelta di convenienza imprenditoriale. Di conseguenza, il recesso è stato dichiarato illegittimo.
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