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Simulazione Assoluta Del Contratto

9 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Simulazione assoluta del contratto: le regole della Cassazione
Un ex coniuge contesta la compravendita immobiliare conclusa tra la moglie e i propri familiari, chiedendo di accertare la simulazione assoluta del contratto. L'uomo, titolare di una sola quota minoritaria dell'immobile, sostiene di non aver partecipato all'atto e di dover essere qualificato come terzo. La Corte d'Appello rigetta la richiesta considerandolo parte dell'accordo simulato e negandogli la prova presuntiva per mancanza di una controdichiarazione scritta. La Corte di Cassazione annulla la sentenza di secondo grado per motivazione apparente. La Suprema Corte chiarisce che i vincoli di parentela o la comproprietà non bastano a trasformare un soggetto estraneo al rogito in parte contrattuale. La causa viene rinviata per un nuovo esame.
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Simulazione assoluta del contratto: la finta vendita perde
Il caso nasce dalla richiesta di due acquirenti di trascrivere una compravendita immobiliare. L'Azienda venditrice si oppone, eccependo la simulazione assoluta del contratto e chiedendo la restituzione del bene e un'indennità di occupazione. Il Tribunale e la Corte d'Appello accolgono la tesi dell'Azienda, dichiarando il contratto simulato. L'Acquirente ricorre in Cassazione, contestando la regolarità dell'autorizzazione a stare in giudizio dell'Azienda (sottoposta a misure di prevenzione) e i limiti di prova della simulazione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso: chiarisce che la regolarizzazione del difetto di rappresentanza ha effetto retroattivo (ex tunc) e dichiara inammissibili gli altri motivi per mancanza di specificità. L'Acquirente perde definitivamente la causa.
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Simulazione assoluta del contratto: negato il rimborso IVA
Una società editoriale, cessionaria di un credito IVA, ha impugnato il rifiuto dell'Amministrazione finanziaria di rimborsare l'imposta derivante dalla vendita di una testata giornalistica. L'ufficio tributario ha negato il rimborso ritenendo l'operazione inesistente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali hanno accertato la simulazione assoluta del contratto di cessione. Tale conclusione si basa su molteplici indizi, tra cui il mancato pagamento del prezzo, la mancata registrazione del passaggio di proprietà e la cessazione dell'attività. Di conseguenza, il credito d'imposta è stato dichiarato fittizio e il ricorso della società è stato rigettato.
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Simulazione assoluta del contratto: il piazzale resta al compratore
La Società Immobiliare vende un piazzale alla Società Intermediaria, la quale lo rivende subito a una Catena di Supermercati. Successivamente, la Società Immobiliare chiede al giudice di dichiarare la simulazione assoluta del contratto per annullare le vendite. La Corte d'Appello respinge la richiesta interpretando una scrittura privata coeva. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano che l'interpretazione dei contratti spetta esclusivamente al giudice di merito. Di conseguenza, la Catena di Supermercati vince la causa e mantiene la proprietà del piazzale, mentre la Società Immobiliare perde definitivamente e deve pagare le spese legali.
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Simulazione assoluta del contratto: vendita finta, casa persa
Una creditrice agisce in giudizio per far dichiarare la nullità di una compravendita immobiliare, sostenendo si tratti di una simulazione assoluta del contratto architettata dal suo debitore e da una finta acquirente per sottrarre i beni alla sua garanzia. La finta acquirente si oppone, affermando la regolarità della vendita. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, dichiarando inammissibile il suo ricorso. La Corte ha ritenuto che la presunta compratrice non abbia fornito prove sufficienti del pagamento del prezzo, come l'assenza di disponibilità economica sui suoi conti correnti. Di conseguenza, la vendita è stata considerata fittizia e quindi nulla, con condanna della ricorrente al pagamento delle spese legali.
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Simulazione assoluta del contratto: vendita finta tra coniugi
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di vendita immobiliare tra coniugi. Il curatore del fallimento dell'azienda del marito ha contestato l'atto, sostenendo fosse fittizio. La moglie non è riuscita a dimostrare in modo convincente l'effettivo pagamento del prezzo, fornendo prove deboli e contraddittorie. I giudici hanno confermato che la mancanza di una prova chiara del pagamento, unita ad altri indizi come il rapporto tra le parti e la tempistica sospetta, costituisce un quadro probatorio sufficiente per dichiarare la nullità dell'atto. La sentenza stabilisce un importante principio sulla prova della simulazione assoluta del contratto, che viene annullato perché considerato inesistente nella realtà.
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Credito Finto, Debito Annullato: La Simulazione Assoluta Vince
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando la richiesta di pagamento di un creditore. La vicenda riguardava un credito derivante dalla vendita di un immobile, successivamente ceduto. I giudici hanno stabilito che la cessione del credito era una finzione, ovvero una simulazione assoluta del contratto, provata da un accordo segreto (controdichiarazione). Poiché il contratto di cessione era nullo, il creditore non aveva alcun titolo per pretendere il pagamento. La Corte ha ribadito che la nullità per simulazione può essere rilevata dal giudice in ogni fase del processo, in quanto vizio insanabile che rende l'atto privo di qualsiasi effetto giuridico.
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Simulazione Assoluta del Contratto: Finta Vendita a Parente Annullata
Un acquirente si vede scavalcare da un secondo contratto preliminare, stipulato dai venditori con un loro parente per lo stesso immobile. L'acquirente originario agisce in giudizio sostenendo che la seconda vendita è una finzione. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, riconoscendo la simulazione assoluta del contratto. La Corte stabilisce che la mancanza di prove certe sul pagamento del prezzo e le incongruenze nelle dichiarazioni, unite al rapporto di parentela, costituiscono indizi sufficienti a dimostrare che le parti non volevano realmente concludere l'accordo. Di conseguenza, il secondo contratto è dichiarato nullo e l'acquirente originario vince la causa.
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Simulazione assoluta del contratto: come smascherare atti fittizi
Un ente locale è intervenuto in un giudizio civile per denunciare la simulazione assoluta del contratto di enfiteusi centennale stipulato tra una società debitrice e una privata cittadina. L'ente, creditore per imposte non pagate, sosteneva che l'atto servisse solo a rendere l'immobile invendibile e sottrarlo all'esecuzione forzata. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici di legittimità hanno stabilito che la Corte d'Appello ha errato nel valutare gli indizi in modo isolato anziché globale. Elementi come il canone irrisorio, l'insolvenza della società e la mancanza di mezzi economici dell'acquirente devono essere letti insieme per dimostrare l'intento simulatorio.
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