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Sezioni Unite

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1069 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Appello penale: l’obbligo di elezione di domicilio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, confermando che l'atto di appello penale deve contenere l'elezione di domicilio o un riferimento specifico a una precedente dichiarazione. La Corte ha chiarito che tale onere formale sussiste anche se l'impugnazione è proposta unicamente dal difensore, in quanto l'obbligo si riferisce alla parte processuale (l'imputato). La recente abrogazione della norma non ha efficacia retroattiva.
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Inammissibilità appello: domicilio mancante, Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità di un appello in materia di bancarotta fraudolenta. La causa dell'inammissibilità dell'appello risiede nella mancata allegazione della dichiarazione o elezione di domicilio dell'imputato, un requisito formale richiesto dalla legge in vigore al momento del deposito dell'atto. La Corte ha stabilito che la successiva abrogazione della norma non sana il vizio originario, applicando il principio 'tempus regit actum'. La semplice indicazione della residenza nella procura non è stata ritenuta sufficiente a soddisfare il requisito.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
Un detenuto si è visto negare un permesso premio e ha presentato personalmente un ricorso per cassazione. La Corte Suprema lo ha dichiarato inammissibile, ribadendo che, a seguito della riforma del 2017, tale atto deve essere obbligatoriamente sottoscritto da un avvocato abilitato al patrocinio dinanzi alle giurisdizioni superiori. La mancanza della firma del difensore costituisce un vizio insanabile che impedisce l'esame nel merito della questione.
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Decadenza compenso custode: la Cassazione è divisa
La Corte di Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sulla applicabilità del termine di decadenza di 100 giorni per la richiesta di compenso da parte del custode giudiziario. Il caso nasce dal ricorso del Ministero della Giustizia contro un'ordinanza che aveva escluso tale decadenza per un custode di veicoli sequestrati. Data la divergenza interpretativa tra le sezioni civili (favorevoli all'applicazione della decadenza) e quelle penali (contrarie), la Corte ha ritenuto necessario un intervento nomofilattico per risolvere il contrasto e garantire la certezza del diritto riguardo la decadenza compenso custode.
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Indennità custodia giudiziaria: caso alle Sezioni Unite
Una società di logistica portuale, custode di container sequestrati per oltre 2000 giorni, ha richiesto un'indennità per il servizio svolto. Il tribunale ha accolto la richiesta, ma il Ministero ha impugnato la decisione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su una questione analoga, ritenuta fondamentale per definire il diritto all'indennità per custodia giudiziaria.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito la stretta sui ricorsi basati sull'estratto di ruolo. Analizzando il caso di una società, la Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo. La decisione si allinea ai recenti interventi normativi e alle sentenze delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale, che hanno drasticamente limitato questa pratica per evitare un'eccessiva proliferazione del contenzioso tributario.
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Risarcimento per trattenimento illegittimo: cosa fare
Un cittadino straniero, il cui trattenimento in un centro di identificazione era stato prorogato senza garantirgli il diritto di essere ascoltato, ha ottenuto in primo e secondo grado il risarcimento del danno. Lo Stato, ricorrendo in Cassazione, ha sostenuto che il cittadino avrebbe dovuto prima impugnare i provvedimenti di proroga e solo dopo chiedere i danni. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'importanza e la novità della questione, ha trasmesso il caso alle Sezioni Unite per decidere se l'esaurimento dei rimedi specifici sia un presupposto indispensabile per l'azione di risarcimento per trattenimento illegittimo.
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Rottamazione quater: Cassazione rinvia alle Sezioni Unite
Una società cooperativa ha presentato ricorso in Cassazione avverso una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. Durante il procedimento, ha aderito alla definizione agevolata (c.d. rottamazione quater), chiedendo la sospensione del giudizio. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione specifica sulla rottamazione è già stata rimessa alle Sezioni Unite con una precedente ordinanza, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa della decisione del massimo consesso.
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Definizione agevolata: rinvio alle Sezioni Unite
Una società, parte di un contenzioso tributario con un Ente Locale, ha aderito alla definizione agevolata delle liti pendenti, nota come 'rottamazione Quater'. La Corte di Cassazione, rilevando che la questione giuridica sugli effetti di tale adesione è già stata rimessa alle Sezioni Unite con un'altra ordinanza, ha deciso di non pronunciarsi sul merito e ha rinviato la causa a nuovo ruolo, in attesa della decisione nomofilattica.
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Definizione agevolata: rinvio alle Sezioni Unite
In un contenzioso tributario, i contribuenti hanno aderito alla definizione agevolata (c.d. rottamazione) mentre il loro ricorso era pendente in Cassazione. La Corte, rilevando che la questione generale sugli effetti di tale adesione è stata rimessa alle Sezioni Unite, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa della decisione del massimo organo nomofilattico.
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Prescrizione e Legge Orlando: quando si sospende?
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso sulla prescrizione del reato di guida in stato di ebbrezza. Il caso chiarisce l'applicazione della Legge Orlando, confermando che il termine di prescrizione si sospende tra la sentenza di primo e secondo grado, anche per i reati commessi prima delle riforme più recenti. La Corte ha stabilito che la prescrizione non era maturata, applicando un periodo di sospensione specifico.
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Legittimazione passiva sanità: a chi chiedere i pagamenti
Una struttura sanitaria privata ha ottenuto in appello la condanna di un'ASL al pagamento di prestazioni. L'ASL ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che la legittimazione passiva sanità spetti alla Regione. La Suprema Corte, rilevando che la questione è stata rimessa alle Sezioni Unite, ha sospeso la decisione in attesa del loro verdetto, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Elezione di domicilio: basta il richiamo nell’atto?
La Cassazione annulla una sentenza che dichiarava inammissibile un appello per mancata allegazione della dichiarazione di domicilio. Secondo la Corte, per le impugnazioni antecedenti al 24 agosto 2024, è sufficiente il richiamo espresso nell'atto di appello a una precedente elezione di domicilio già presente agli atti, senza necessità di un nuovo deposito materiale.
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Giurisdizione contributi pubblico impiego: la Cassazione
L'ente previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi per rapporti di lavoro con enti pubblici cessati prima del 1998. La Cassazione, confermando le decisioni precedenti, ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la giurisdizione sui contributi del pubblico impiego in questi casi spetta al giudice amministrativo, poiché è necessario accertare la natura del rapporto di lavoro, una questione devoluta a tale giurisdizione per il periodo in esame.
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Giudicato penale e tasse: stop della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un accertamento fiscale a carico di una socia di una S.r.l. La questione centrale riguarda l'efficacia di un giudicato penale favorevole nel bloccare la pretesa del Fisco. In attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite su questo tema di massima importanza, il caso è stato rinviato a nuovo ruolo, evidenziando il legame indissolubile tra il processo penale e quello tributario in determinate circostanze.
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Porto d’armi: manganello in auto, quando è reato?
Un individuo è stato condannato per il reato di porto d'armi abusivo per aver trasportato un manganello telescopico nell'auto che stava guidando. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna, respingendo le argomentazioni della difesa relative alla prescrizione, all'inutilizzabilità delle dichiarazioni e alla presunta inconsapevolezza della presenza dell'arma. Secondo la Corte, la visibilità del manganello sul sedile del passeggero è stata decisiva per dimostrare la colpevolezza, rendendo irrilevante la proprietà del veicolo.
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Estinzione giudizio tributario: la Cassazione rinvia
Un'impresa ha chiesto l'estinzione del giudizio tributario pendente dopo aver aderito alla definizione agevolata con pagamento rateale. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione. Poiché i pagamenti non sono ancora stati completati e la questione è stata rimessa alle Sezioni Unite per la sua importanza, il caso è stato rinviato in attesa di una pronuncia definitiva sulla possibilità di estinguere il giudizio in pendenza di rateizzazione.
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Prescrizione rimborso Irpeg: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14532/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto di un istituto di credito al rimborso di un'eccedenza Irpeg del 1985. Il caso verteva sulla prescrizione del diritto al rimborso. La Corte ha stabilito che la Legge 350/2003 ha imposto all'Agenzia un obbligo di non eccepire la prescrizione per i crediti sorti da dichiarazioni presentate fino al 30 giugno 1997, facendo decorrere un nuovo termine decennale dal 1° gennaio 2004. L'istanza del contribuente, presentata nel 2009, è stata quindi ritenuta tempestiva, interrompendo efficacemente la nuova prescrizione rimborso Irpeg.
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Sospensione della prescrizione: la Cassazione chiarisce
Le Sezioni Unite Penali della Cassazione intervengono per dirimere un complesso contrasto giurisprudenziale sulla disciplina della sospensione della prescrizione. La Corte ha stabilito che le norme introdotte dalla Riforma Orlando (L. 103/2017) continuano ad applicarsi ai reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019. Le successive riforme, inclusa la Riforma Cartabia, hanno creato un regime distinto e non retroattivo, valido solo per i reati commessi a partire dal 1° gennaio 2020, coesistente con l'istituto dell'improcedibilità.
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Coltivazione di stupefacenti: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per la coltivazione di 136 piante di cannabis. La Corte ha ribadito che il reato di coltivazione di stupefacenti sussiste quando la pianta ha la potenzialità di produrre un effetto drogante, indipendentemente dalla quantità di principio attivo presente al momento del sequestro. La vicinanza della coltivazione all'abitazione dell'imputato e la sua stessa ammissione sono state considerate prove decisive.
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