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Servitù Di Passaggio Coattiva

19 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Il diritto, imposto da un giudice, di passare sul terreno di un'altra persona per accedere alla propria proprietà quando non esistono altre vie d'accesso adeguate o quando crearle comporterebbe costi e disagi eccessivi.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Usucapione abbreviata: Cassazione annulla sentenza per mancata analisi atto chiave
Due proprietari hanno chiesto l'estinzione di una servitù di passaggio e la rimozione di opere sul confine, mentre i vicini hanno chiesto un'indennità. La Corte d'Appello ha rigettato la richiesta principale. La Cassazione ha accolto il ricorso dei primi proprietari. La Corte d'Appello aveva interpretato erroneamente gli atti di compravendita, non considerando un atto successivo fondamentale per valutare l'usucapione abbreviata di una striscia di terreno contesa. La Suprema Corte ha annullato la sentenza, richiedendo un nuovo esame dell'atto del 1983 per verificare la sussistenza dei requisiti per l'usucapione abbreviata.
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Fondo Intercluso: Servitù di Passaggio Coattiva se l’Interclusione Preesiste alla Vendita
Un Acquirente ha comprato un immobile che era già un fondo intercluso dal 1999, prima della vendita del 2000, a causa di interventi edilizi. L'unico accesso era tramite un terreno confinante che l'Acquirente affittava. Cessata la locazione, l'Acquirente ha chiesto ai Proprietari Vicini la costituzione di una servitù di passaggio coattiva. I giudici di merito hanno negato, applicando l'Art. 1054 c.c. (interclusione derivante da vendita). La Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che l'Art. 1054 c.c. si applica solo se l'interclusione è *conseguenza diretta* della vendita. Poiché il fondo era già intercluso prima, si deve applicare l'Art. 1051 c.c., che permette la servitù di passaggio coattiva dai vicini. La causa torna in appello per un nuovo esame.
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Servitù di passaggio coattiva negata se esistono altri accessi
Un proprietario ha promosso un'azione di rivendicazione per riottenere il possesso del proprio terreno, illegittimamente occupato da una società confinante. Quest'ultima vi aveva costruito una rampa e una terrazza, invocando la costituzione di una servitù di passaggio coattiva per presunta interclusione del fondo. La Corte di Appello ha accertato che l'immobile della società disponeva già di quattro ingressi carrabili sulla via pubblica e ha ordinato il rilascio del fondo, la demolizione dei manufatti e il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione, rigettando il ricorso della società poiché mancavano i presupposti di legge per imporre il passaggio coattivo.
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Fondo intercluso: Servitù di passaggio coattiva negata dalla Cassazione
Un gruppo di proprietari ha chiesto la costituzione di una **servitù di passaggio coattiva** per il loro fondo, ritenuto intercluso. I giudici di merito hanno respinto la domanda. Hanno stabilito che i tracciati proposti attraversavano proprietà private non citate in giudizio o cortili, e che la via di accesso invocata non era pubblica. I proprietari hanno presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che i ricorrenti non avevano contestato tutte le ragioni della decisione precedente. Non avevano neppure evidenziato un omesso esame di un fatto storico decisivo.
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Servitù di passaggio coattiva: un sentiero stretto non evita l’interclusione
L'Azienda ha chiesto l'accertamento della comproprietà di un cortile o, in subordine, la costituzione di una servitù di passaggio coattiva per il proprio fondo ritenuto intercluso. I giudici di merito hanno rigettato le domande basandosi su risultanze catastali e rilevando un passaggio pedonale di fatto su fondo altrui. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Azienda, stabilendo che la proprietà immobiliare si prova solo con i titoli scritti e non con il catasto. Inoltre, un passaggio di fatto su terreno di terzi, privo di titolo giuridico e di larghezza minima (da 56 a 76 centimetri), non esclude l'interclusione del fondo, poiché non consente il transito ordinario e il trasporto di cose. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Servitù di passaggio coattiva: negata ai genitori, salva la figlia
I Proprietari di un appartamento intercluso chiedevano la costituzione di una servitù di passaggio coattiva su un corridoio del Vicino per raggiungere la via pubblica. Nel giudizio interveniva anche la Figlia Intervenuta, comproprietaria di una scala comune, dichiarandosi non opposta. Il Tribunale e la Corte d'Appello rigettavano la domanda, poiché il percorso coinvolgeva terreni di terzi non chiamati in causa e non rappresentava la via più breve. La Corte d'Appello condannava anche la Figlia Intervenuta alle spese di primo grado. La Cassazione respinge il ricorso dei Proprietari confermando l'insussistenza della servitù di passaggio coattiva, ma accoglie parzialmente il ricorso della Figlia Intervenuta: non avendo il Vicino proposto appello incidentale specifico contro di lei, la sua condanna alle spese di primo grado viene annullata per ultrapetizione.
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Servitù di passaggio coattiva: negata se c’è l’accesso interno
Il Proprietario di un terreno ha richiesto la costituzione di una servitù di passaggio coattiva sul fondo dei Vicini, sostenendo che il proprio terreno fosse intercluso. I giudici di merito hanno respinto la domanda, accertando che il Proprietario poteva accedere al terreno passando all'interno del proprio edificio tramite una scala a chiocciola e un corridoio. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. La Suprema Corte ha chiarito che un fondo non è intercluso se esiste un accesso stradale, anche se indiretto, attraverso una proprietà dello stesso titolare. Inoltre, per ottenere il passaggio coattivo in caso di accesso inadeguato, il richiedente deve dimostrare un concreto progetto di sfruttamento agricolo o industriale del terreno, elemento del tutto mancante nel caso di specie. Il Proprietario perde la causa.
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Servitù di passaggio coattiva: guida legale completa
La Corte d'Appello ha confermato la costituzione di una servitù di passaggio coattiva a favore di fondi interclusi, ribadendo che l'indennizzo va calcolato sul danno attuale e non su future potenzialità edificatorie. Tuttavia, ha accolto il ricorso sul valore della causa ai fini delle spese legali, limitandolo alla porzione di terreno effettivamente occupata.
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Servitù di Passaggio Coattiva: Giudice Distratto, Causa da Rifare
Un proprietario terriero chiede al giudice di riconoscere il suo diritto di passare sul terreno del vicino, sostenendo di averlo acquisito per usucapione o, in alternativa, perché il suo fondo era di difficile accesso. I giudici di merito respingono tutte le richieste. La Corte di Cassazione, però, ribalta la situazione. Pur confermando il no all'usucapione, la Corte rileva un grave errore: i giudici non hanno mai esaminato la specifica richiesta di una servitù di passaggio coattiva per inadeguatezza dell'accesso esistente, diversa dalla totale interclusione. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato da un nuovo giudice, che dovrà obbligatoriamente pronunciarsi su quel punto specifico.
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Servitù di passaggio coattiva: chiede il diritto ma rinuncia in causa
Una proprietaria cita in giudizio il vicino per ottenere una servitù di passaggio coattiva, sostenendo che il suo terreno fosse intercluso e senza accesso alla via pubblica. La sua richiesta era anche di veder riconosciuto un passaggio già esistente per usucapione. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la proprietaria ricorre in Cassazione. A sorpresa, però, rinuncia al ricorso e il vicino accetta la rinuncia. La Corte Suprema, di conseguenza, non decide nel merito della questione, ma si limita a dichiarare l'estinzione del giudizio. La sentenza stabilisce un importante principio procedurale: in caso di rinuncia accettata, non vi è condanna alle spese legali.
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Servitù di passaggio negata: risarcito, ma perdi la proprietà
La Corte di Cassazione ha negato la costituzione di una servitù di passaggio coattiva ai proprietari di alcuni garage rimasti senza accesso alla via pubblica. Il motivo del rigetto è sorprendente: gli stessi proprietari avevano in precedenza fatto causa al Comune per l'occupazione illegittima del loro terreno, scegliendo di accettare un cospicuo risarcimento in denaro invece di chiedere la restituzione dell'area. Secondo la Corte, questa scelta equivale a una rinuncia implicita alla proprietà. Non essendo più formalmente proprietari del fondo da servire, non avevano più il diritto (la 'legittimazione attiva') di chiedere l'imposizione di un passaggio sul terreno dei vicini.
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Vicino blocca l’accesso: condannato al risarcimento da mancato godimento
I proprietari di un appartamento, rimasto senza alcun accesso a seguito di una divisione immobiliare, citano in giudizio il vicino che si rifiuta di concedere il passaggio attraverso il suo pianerottolo. La Corte di Cassazione conferma la condanna del vicino a pagare un risarcimento danno da mancato godimento. Viene stabilito un principio fondamentale: il danno esiste per la sola impossibilità di utilizzare il bene, a prescindere dalla prova di una perdita economica specifica, come un affitto mancato. Il giudice può quantificare questo danno in via equitativa, usando come riferimento il potenziale valore di locazione dell'immobile. Il rifiuto del vicino è la causa diretta del pregiudizio subito dai proprietari.
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Servitù di passaggio coattiva: i limiti del giudice
Un proprietario di un fondo intercluso ha richiesto una servitù di passaggio. La Corte d'Appello ha stabilito il passaggio sul fondo di un vicino, attraversando un'area normalmente protetta come un cortile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro tale decisione, confermando che il giudice di merito ha ampia discrezionalità nel bilanciare gli interessi contrapposti e può imporre una servitù di passaggio coattiva anche su cortili e giardini se l'alternativa è l'isolamento assoluto del fondo.
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Servitù di passaggio coattiva: la rinuncia non vale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29311/2024, ha stabilito che la rinuncia preventiva alla servitù di passaggio coattiva non è valida se l'accesso alla via pubblica, seppur esistente, è talmente disagevole e costoso da configurare un'interclusione relativa. Il caso riguardava due fondi confinanti, originati da una divisione, dove il proprietario di uno dei lotti aveva rinunciato al passaggio sul fondo del fratello. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva negato la servitù, ordinando un nuovo esame che tenga conto della concreta difficoltà di accesso.
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Servitù di passaggio coattiva: sì al cortile
Un proprietario, il cui terreno è divenuto intercluso a seguito di una donazione, ha citato in giudizio un condominio per ottenere una servitù di passaggio coattiva. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei giudici di merito, accordando il diritto di passaggio sul cortile condominiale. La sentenza chiarisce che l'esenzione prevista per cortili e giardini non è assoluta e può essere superata quando non esistono alternative praticabili per accedere al fondo. Inoltre, ha specificato che l'obbligo di passaggio gratuito, previsto in caso di divisione o vendita, non si applica alle donazioni.
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Servitù di passaggio coattiva: i criteri di scelta
Un proprietario, impossibilitato a edificare su un terreno privo di accesso (fondo intercluso), ha ottenuto in tribunale la costituzione di una servitù di passaggio coattiva su un'area cortiliva di un condominio. Quest'ultimo ha impugnato la decisione fino in Cassazione, sostenendo l'esistenza di percorsi alternativi e l'inadeguatezza dell'indennità. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la servitù può gravare anche su cortili se non esistono alternative praticabili. La scelta del percorso spetta al giudice di merito, che deve bilanciare le esigenze del fondo intercluso con il minor aggravio possibile per il fondo servente. L'indennità, inoltre, è stata ritenuta correttamente calcolata, non essendo stati provati ulteriori danni dal condominio.
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Servitù di passaggio coattiva: tutti i vicini in causa
Una società agricola ha citato in giudizio un proprietario terriero per ottenere una servitù di passaggio coattiva per il suo fondo parzialmente intercluso. La Corte di Cassazione ha annullato le decisioni dei giudici di merito, stabilendo che la causa era nulla fin dall'inizio. Il motivo è che l'attore non aveva citato in giudizio tutti i proprietari dei terreni che si frapponevano tra il suo fondo e la via pubblica. Il caso è stato quindi rinviato al tribunale di primo grado per un nuovo processo che includa tutte le parti necessarie.
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Servitù di passaggio: quando ottenerla per la casa
La Corte di Cassazione ha confermato la possibilità di costituire una servitù di passaggio coattiva a favore di un'abitazione che, pur avendo un accesso pedonale, necessita di un accesso carrabile. La decisione si basa sul principio che creare un accesso alternativo comporterebbe un costo sproporzionato rispetto al valore dell'immobile. La Corte ha esteso l'applicazione dell'art. 1052 c.c. per tutelare le moderne esigenze abitative, superando la vecchia visione legata solo a necessità agricole o industriali.
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Servitù di passaggio coattiva per fondo intercluso
Una recente sentenza della Corte d'Appello ha confermato la costituzione di una servitù di passaggio coattiva a favore di un fondo rimasto intercluso. La Corte ha rigettato l'appello del proprietario del fondo servente, stabilendo che il percorso individuato dal tribunale era il più breve e meno dannoso per accedere alla via pubblica, nonostante le alternative proposte dall'appellante.
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