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Sert

6 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Servizio per le Dipendenze Patologiche delle ASL. È una struttura pubblica che offre percorsi di cura e riabilitazione per persone con problemi di dipendenza (es. da sostanze o gioco d'azzardo).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Uso personale di stupefacenti: quando il reddito smentisce la difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di droga. La difesa sosteneva l'uso personale di stupefacenti, ma i giudici hanno respinto la tesi a causa della quantità e varietà delle sostanze sequestrate (hashish e cocaina). Inoltre, il reddito minimo dichiarato dal soggetto è stato ritenuto incompatibile con l'acquisto di un simile quantitativo. Anche la certificazione del Sert è stata giudicata irrilevante, poiché attestava solo un uso occasionale e non una dipendenza grave. Infine, la Corte ha negato l'attenuante della collaborazione attiva poiché le informazioni fornite erano inutili. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Evasione dagli arresti domiciliari: condanna anche senza fuga
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo che ha violato gli obblighi della detenzione. L'imputato, autorizzato a recarsi unicamente presso il servizio per le tossicodipendenze (SERT), è stato controllato in un luogo diverso. La Corte ha stabilito che per configurare il reato di evasione dagli arresti domiciliari è sufficiente trovarsi in un luogo non autorizzato, a prescindere da altre circostanze, come la compagnia di persone con precedenti penali. Il tentativo della difesa di offrire una diversa valutazione dei fatti è stato respinto, poiché la violazione era oggettiva. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva e aggiungendo il pagamento di una sanzione.
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Pericolosità Sociale: Terapia Volontaria Non Basta, Serve Obbligo
Un uomo, condannato per falsificazione di documenti e con un vizio parziale di mente, viene sottoposto a libertà vigilata a causa della sua accertata pericolosità sociale. L'imputato fa ricorso, sostenendo che la misura sia inutile perché già seguito volontariamente da un servizio per le dipendenze (SERT). La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici chiariscono un principio fondamentale: la terapia volontaria non basta a escludere la pericolosità sociale. Anzi, la misura di sicurezza serve proprio a rendere obbligatorio e costante il percorso di cura, che altrimenti rischierebbe di essere interrotto, lasciando intatto il rischio di nuovi reati.
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Spaccio di droga: condannato nonostante il certificato del Sert
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per spaccio di droga nei confronti di un uomo, nonostante fosse iscritto al Sert (Servizio per le Dipendenze). L'imputato era stato trovato in possesso di una modica quantità di oppiacei, per cui era in cura, ma anche di un ingente quantitativo di hashish, pari a 278 dosi. Secondo i giudici, il certificato del Sert per una dipendenza da oppiacei non giustifica il possesso di una così grande quantità di un'altra sostanza. La finalità di spaccio di droga è stata dedotta dal dato ponderale (la quantità) e dalla mancata dimostrazione di una capacità economica sufficiente a sostenere un tale acquisto per solo uso personale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, rendendo la condanna definitiva.
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Tossicodipendenza: quando il carcere non si evita
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un detenuto che chiedeva la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari per seguire un programma di recupero. Il fulcro della decisione riguarda la prova della tossicodipendenza: la Corte ha stabilito che una singola positività alla cocaina, accertata tramite esame del capello, non è sufficiente a dimostrare lo stato patologico richiesto dalla legge. I giudici hanno chiarito che esiste una netta distinzione tra uso abituale di droghe e tossicodipendenza cronica, e che il magistrato ha il potere di sindacare le certificazioni mediche se queste non sono supportate da un'analisi critica e completa del quadro clinico del soggetto.
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Affidamento in prova: i limiti della concessione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di affidamento in prova terapeutico avanzata da un soggetto con gravi precedenti penali. Il Tribunale di Sorveglianza aveva motivato il diniego basandosi sulla pericolosità sociale del ricorrente, che aveva continuato a delinquere anche durante la detenzione domiciliare. Inoltre, il programma terapeutico presentato è stato giudicato generico e inidoneo a prevenire nuovi reati, specialmente a seguito di una recente positività alla cocaina segnalata dal SERT. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'affidamento in prova richiede un percorso rieducativo concreto e individualizzato.
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