Un automobilista investe e uccide un pedone che attraversa fuori dalle strisce in una zona con segnaletica stradale contraddittoria (cartello di attraversamento presente, ma strisce assenti in quel punto). I giudici di merito condannano il conducente per omicidio colposo ma stabiliscono un concorso di colpa del pedone pari al 50%, sostenendo che la vittima, conoscendo bene la zona, avrebbe dovuto ignorare il cartello ingannevole. La Corte di Cassazione annulla questa decisione, definendo illogico pretendere che un cittadino debba interpretare e correggere la segnaletica stradale difettosa. Il caso viene rinviato alla Corte d'Appello civile per rideterminare le responsabilità e il risarcimento.
Continua »