Due vicini di casa sono stati condannati per aver ignorato una sentenza civile, alterando i confini del proprio terreno per inglobare una porzione di fondo che avrebbero dovuto restituire ai legittimi proprietari. I due hanno presentato ricorso in Cassazione, contestando la ricostruzione dei fatti già accertata nei precedenti gradi di giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, poiché i motivi presentati riguardavano valutazioni di fatto non consentite nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, la Corte ha confermato la responsabilità penale per la mancata esecuzione di un provvedimento del giudice, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende, respingendo al contempo la richiesta di rimborso spese della parte civile poiché le sue memorie non hanno influito sulla decisione.
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