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Scriminante — Anno 2026

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140 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Scriminante

Provvedimenti

Stato di necessità: guida con patente sospesa
La Corte di Cassazione ha analizzato i limiti dello stato di necessità invocato da un conducente sorpreso alla guida con patente sospesa per soccorrere un familiare. La Corte ha confermato la sanzione poiché l'azione non era inevitabile, vista la distanza dal luogo dell'emergenza e la presenza di soccorsi già attivati. Tuttavia, è stato accolto il ricorso sulle spese di lite: la PA non può ottenere il rimborso degli onorari se difesa da un proprio funzionario.
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Diritto di cronaca: limiti e verità delle notizie
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento danni per diffamazione proposta da un alto magistrato contro un quotidiano. Il caso riguardava un articolo che riportava un'indagine per corruzione a carico dell'attore. La Suprema Corte ha stabilito che il diritto di cronaca è stato legittimamente esercitato poiché i fatti erano veri, di interesse pubblico e l'esposizione è stata civile, senza insinuazioni colpevoliste o accostamenti suggestivi a vicende estranee.
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Divieto di reingresso: validità e sanzioni penali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un cittadino straniero condannato per aver violato il divieto di reingresso. Nonostante la difesa invocasse il diritto al ricongiungimento familiare e la particolare tenuità del fatto, i giudici hanno ribadito che l'allontanamento forzato prevale sugli interessi privati in presenza di precedenti penali e mancanza di autorizzazioni amministrative.
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Calunnia e diritto di difesa: i limiti alla menzogna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imputato che, esercitando la propria difesa, ha accusato falsamente un ispettore di polizia di aver falsificato un verbale. Il caso analizza il delicato equilibrio tra calunnia e diritto di difesa, stabilendo che la facoltà di mentire non permette di coinvolgere persone innocenti in accuse specifiche e circostanziate. La Corte ha ribadito che l'esimente della necessità di salvataggio non si applica al reato di calunnia.
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Sequestro di persona estorsivo: la prova del reo
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare per un indagato accusato di sequestro di persona estorsivo legato a un traffico di stupefacenti. Nonostante le eccezioni della difesa su un errore materiale nell'ordinanza e l'invocazione dello stato di necessità, i giudici hanno ritenuto solidi gli indizi basati su intercettazioni e riconoscimenti vocali.
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Attenuanti generiche: quando non vengono concesse
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un cittadino condannato per violazione delle misure di prevenzione. Il fulcro della decisione riguarda le attenuanti generiche: la Corte ha chiarito che l'assenza di precedenti non garantisce più automaticamente lo sconto di pena, specie se il profilo dell'imputato presenta elementi negativi.
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Occupazione abusiva e stato di necessità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per occupazione abusiva di un immobile, rigettando la tesi difensiva dello stato di necessità. I giudici hanno stabilito che l'esimente non è applicabile se l'imputato ha rifiutato l'assistenza offerta dai servizi sociali, rendendo l'occupazione una scelta non obbligata.
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Occupazione abusiva: quando non c’è necessità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da due soggetti condannati per occupazione abusiva. Gli imputati invocavano lo stato di necessità, ma i giudici hanno rilevato che la lunga durata dell'occupazione e la possibilità di percorsi alternativi, come l'alloggio popolare o la locazione, escludono l'applicazione della scriminante.
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Stato di necessità: limiti nell’occupazione abusiva
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da una cittadina condannata per l'occupazione abusiva di un immobile. La difesa aveva invocato lo stato di necessità, sostenendo la condizione di bisogno abitativo. Tuttavia, i giudici hanno ribadito che tale esimente richiede un pericolo imminente e inevitabile, requisiti incompatibili con un'occupazione che si protrae nel tempo e che non presenta i caratteri dell'eccezionalità e dell'urgenza.
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Occupazione abusiva immobile e stato di necessità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per l'occupazione abusiva immobile di proprietà di un ente pubblico. La difesa invocava lo stato di necessità ex art. 54 c.p., sostenendo che l'atto fosse dettato dal bisogno di un alloggio. La Suprema Corte ha però ribadito che tale scriminante richiede un pericolo attuale e transitorio di danno grave alla persona, e non può essere utilizzata per risolvere stabilmente una carenza abitativa personale.
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Diffamazione social e limiti alla critica politica
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione social nei confronti di un utente che aveva pesantemente insultato un assessore comunale tramite Facebook e un blog. I giudici hanno stabilito che l'uso di epiteti volgari e umilianti supera il limite della continenza, rendendo inapplicabile l'esimente del diritto di critica politica poiché l'attacco era diretto alla sfera personale e non all'operato amministrativo.
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Traffico illecito di rifiuti: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per traffico illecito di rifiuti e gestione di una discarica abusiva. Un imputato, avendo concordato la pena in appello, ha visto dichiarato inammissibile il proprio ricorso su quasi tutti i motivi. Per il coimputato, la difesa basata sull'occasionalità e sulla necessità economica è stata respinta grazie a prove video che hanno dimostrato un'attività organizzata e continuativa su un'ampia area di 3.000 metri quadrati.
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Diffamazione social network: offese e critica politica
La Cassazione chiarisce i confini della diffamazione social network. Un commento con epiteti come 'bastardo' e 'farabutto' su Facebook, anche in un contesto di dissenso politico, non rientra nel diritto di critica e configura diffamazione aggravata, portando all'annullamento dell'assoluzione per i soli effetti civili.
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Utilizzo indebito carta: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per l'utilizzo indebito di una carta di credito rubata da un complice. La Corte ha stabilito che il reato sussiste anche se si agisce credendo di avere il consenso, poiché la norma non protegge solo il patrimonio del titolare, ma anche la sicurezza delle transazioni commerciali, un bene collettivo indisponibile. L'erronea convinzione di agire lecitamente costituisce un irrilevante errore di diritto.
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Furto di energia: la Cassazione sulla responsabilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per furto di energia. La Corte ha stabilito che per la configurazione del reato è sufficiente la consapevolezza di usufruire di energia elettrica non pagata, anche se l'allaccio abusivo è stato realizzato da terzi. L'imputata, intestataria del contratto di fornitura, non poteva non sapere di consumare elettricità senza che venisse contabilizzata. Rigettate anche le difese basate sulla mancanza di dolo e sullo stato di necessità.
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Calunnia e diritto di difesa: la Cassazione annulla
Un agente di polizia, condannato per resistenza a pubblico ufficiale e calunnia contro i colleghi, ha impugnato la seconda accusa. Sosteneva di aver denunciato un pestaggio reale subito dopo essere stato immobilizzato. La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per calunnia, affermando che l'elemento psicologico (dolo) non è stato adeguatamente valutato. Il giudice di rinvio dovrà riesaminare se l'agente stesse consapevolmente muovendo una falsa accusa o se stesse esercitando il proprio diritto di difesa, tenendo conto delle lesioni documentate. Il principio chiave è la distinzione tra un'accusa deliberatamente falsa (calunnia) e la percezione soggettiva di un'ingiustizia.
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Corruzione modico valore: è reato? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per corruzione di due dipendenti di un'agenzia funebre che avevano pagato 50 euro a un operatore di obitorio per la vestizione delle salme. La Corte ha stabilito che anche la corruzione per modico valore costituisce reato, poiché il danno è arrecato all'imparzialità e al prestigio della pubblica amministrazione, indipendentemente dall'entità della somma. Il codice di comportamento dei dipendenti pubblici, che consente regali di piccolo valore, non può giustificare un pagamento effettuato come corrispettivo per un atto d'ufficio.
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Diritto di cronaca: limiti e verità giudiziaria
La Corte di Cassazione ha annullato, ai soli fini civili, l'assoluzione di un giornalista dall'accusa di diffamazione. La Corte ha stabilito che il diritto di cronaca non può essere invocato quando un articolo definisce una persona 'capomafia' ignorando una precedente e definitiva sentenza di assoluzione per lo stesso fatto. La verità del fatto narrato è un presupposto essenziale della scriminante, e la verità giudiziaria non può essere omessa.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e ripetitivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per resistenza a pubblico ufficiale. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano meramente ripetitivi di censure già valutate e miravano a una nuova valutazione dei fatti, compito che esula dalle competenze della Cassazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Guida senza patente: stato di necessità escluso
Un giovane, condannato per guida senza patente, aveva impugnato la sentenza sostenendo di aver agito in stato di necessità per portare il figlio neonato in ospedale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna. La motivazione risiede nel fatto che il pericolo non era 'altrimenti inevitabile', dato che la moglie era stata accompagnata dal padre in ospedale. La Corte ha inoltre escluso l'applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto a questa specifica fattispecie di reato.
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