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Scriminante — Anno 2025

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85 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Scriminante

Provvedimenti

Critica politica: limiti e diffamazione online
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per diffamazione per l'espressione 'donna senza onore' usata su un social network, ritenendola un attacco personale che travalica i limiti della critica politica. La Corte ha invece annullato con rinvio la condanna per minaccia, giudicando le frasi utilizzate come ambigue e non inequivocabilmente intimidatorie, richiedendo quindi un nuovo esame da parte della Corte d'Appello.
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Stato di necessità: non basta il disagio abitativo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per occupazione abusiva di un immobile. La Corte chiarisce che lo stato di necessità non può essere invocato sulla base del solo disagio economico o della generica esigenza abitativa, ma richiede la prova di un pericolo attuale, grave e inevitabile per la persona, che nel caso di specie non è stata fornita.
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Stato di necessità: non giustifica l’occupazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per occupazione abusiva di immobile. L'imputato invocava lo stato di necessità per la sua esigenza abitativa, ma la Corte ha ribadito che tale giustificazione è valida solo per pericoli attuali e transitori, non per risolvere problemi di alloggio permanenti. Altri motivi, come la particolare tenuità del fatto, sono stati respinti perché non proposti nel precedente grado di giudizio.
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Stato di necessità abitativo: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due persone condannate per occupazione abusiva di un immobile. Gli imputati avevano invocato lo stato di necessità abitativo come giustificazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che non può rivalutare le prove e che lo stato di necessità è applicabile solo a pericoli attuali e transitori, non per risolvere in via definitiva un problema di alloggio.
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Stato di necessità arma: quando è escluso dalla Cassazione
Un uomo, agli arresti domiciliari, esce di casa armato in seguito all'aggressione subita dalla sorella da parte del convivente. La situazione degenera con l'omicidio di suo fratello. L'uomo viene condannato per porto abusivo d'arma. La Cassazione conferma la condanna, escludendo lo stato di necessità arma perché l'imputato aveva intenti vendicativi e avrebbe potuto chiamare la polizia, non trovandosi in una situazione di pericolo attuale e imminente.
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Occupazione abusiva: inammissibile ricorso Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per il reato di occupazione abusiva di un immobile. La Corte ha ribadito che la successiva regolarizzazione dell'assegnazione dell'alloggio non elimina retroattivamente il reato già commesso. I motivi del ricorso, inclusi lo stato di necessità e il diritto all'abitazione, sono stati giudicati generici e ripetitivi, mentre la censura sulla pena è stata ritenuta manifestamente infondata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Critica politica: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione a carico di un individuo che aveva pubblicato sui social network una serie di accuse false contro un sindaco. La sentenza sottolinea che il diritto di critica politica non può mai prescindere da un nucleo di verità e non deve tradursi in attacchi personali e campagne di disinformazione. La Corte ha ritenuto legittima la pena detentiva data l'eccezionale gravità della condotta, volta a screditare l'avversario politico agli occhi dell'opinione pubblica attraverso la menzogna.
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Pene sostitutive: la Cassazione apre alla retroattività
Un uomo è stato condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni aggravate. La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato la sentenza, stabilendo che le nuove e più favorevoli norme sulle pene sostitutive devono essere applicate retroattivamente. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto, confermando nel resto la condanna.
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Invasione arbitraria: reato e limiti dello stato necessità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di invasione arbitraria a carico di una coppia che aveva occupato abusivamente cinque alloggi popolari. La Corte ha stabilito che lo stato di necessità non può giustificare un'occupazione prolungata per anni, configurando in tal caso un reato di natura permanente e rendendo irrilevante la particolare tenuità del fatto.
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Stato di necessità: non vale per problemi economici
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una persona condannata per occupazione abusiva di un immobile. La Corte ha ribadito che lo stato di necessità non può essere invocato per risolvere problemi abitativi derivanti da difficoltà economiche, in quanto tale condizione non integra il requisito del 'pericolo imminente' richiesto dalla legge.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e ripetitivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per furto aggravato. La decisione si fonda sulla genericità e sulla natura ripetitiva dei motivi presentati, che non costituivano una critica argomentata alla sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Stato di necessità: non giustifica l’occupazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo condannato per occupazione abusiva. La Corte ribadisce che lo stato di necessità non può essere invocato per giustificare l'occupazione di un immobile a causa di difficoltà economiche permanenti, poiché tale scriminante richiede un pericolo imminente di danno grave alla persona, non una situazione di disagio abitativo cronico.
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Diritto di critica e diffamazione: limiti e tutele
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un magistrato che accusava di diffamazione un noto critico d'arte per un articolo. La Corte ha stabilito che il diritto di critica prevale quando si basa su un fatto vero (un'intervista del magistrato), ha interesse pubblico e, sebbene aspra, la critica rimane nei limiti della continenza verbale, criticando un'opinione e non attaccando la persona.
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Diritto di critica vs diffamazione: il caso accademico
Un professore universitario ha citato in giudizio una collega per diffamazione a causa di un'email critica inviata ad altri docenti. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta, riconoscendo l'esercizio del diritto di critica. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile in quanto mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. Il ricorrente è stato inoltre condannato per lite temeraria.
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Inammissibilità ricorso: i motivi per la Cassazione
Quattro individui ricorrono in Cassazione contro una condanna per rissa aggravata e violenza. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per tutti. Le motivazioni si basano sulla manifesta infondatezza di alcune censure, sulla presentazione di motivi nuovi non sollevati in appello e sulla genericità delle argomentazioni. Di conseguenza, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Particolare tenuità del fatto: no se il reato è abituale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per tentato furto di generi alimentari. I giudici hanno confermato che la particolare tenuità del fatto non si applica in presenza di numerosi precedenti penali, i quali indicano un'abitualità nel commettere reati. Respinte anche le attenuanti generiche e la scriminante dello stato di necessità.
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Diritto di critica: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che, pur prosciogliendo un'imputata per diffamazione a mezzo stampa per la particolare tenuità del fatto, l'aveva condannata al risarcimento del danno. L'imputata aveva pubblicato post critici verso un sindaco. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito non ha adeguatamente analizzato il contesto, né verificato se le espressioni rientrassero nel legittimo esercizio del diritto di critica, omettendo di valutare la veridicità dei fatti e il requisito della continenza. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Ricorso per legittima difesa: quando è inammissibile
Due individui, condannati per lesioni personali aggravate, hanno presentato ricorso in Cassazione sostenendo di aver agito per legittima difesa. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per legittima difesa inammissibile, poiché i motivi presentati erano una mera riproposizione di questioni di fatto già correttamente valutate e respinte nei precedenti gradi di giudizio. La Corte ha confermato che la valutazione dei giudici di merito, che avevano escluso la scriminante per sproporzione e non inevitabilità della reazione, era adeguatamente motivata.
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Spaccio per necessità: non è stato di necessità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8739/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ribadito che lo 'spaccio per necessità', motivato da uno stato di indigenza, non costituisce una valida causa di giustificazione (stato di necessità), poiché esistono alternative lecite per far fronte al bisogno economico.
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Stato di necessità: no alla scriminante per occupazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per l'occupazione abusiva di un immobile. La Corte ribadisce che per invocare lo stato di necessità non è sufficiente una generica esigenza abitativa, ma è necessario provare un pericolo attuale e grave alla persona, requisiti non dimostrati nel caso di specie. L'ordinanza sottolinea come la mera ripetizione di argomentazioni già respinte in appello renda il ricorso non specifico e quindi inammissibile.
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