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Scorrimento

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Utilizzo di una graduatoria di un concorso pubblico già concluso per coprire posti di lavoro resisi vacanti o disponibili successivamente, assumendo i candidati risultati idonei ma non vincitori, senza indire una nuova selezione.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Stabilizzazione precari: guida ai diritti in graduatoria
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla stabilizzazione per un gruppo di lavoratori precari di un'Amministrazione Centrale, basandosi sullo scorrimento della graduatoria e sul possesso dei requisiti di legge. La decisione chiarisce che il posizionamento utile, derivante anche da rinunce di altri candidati, fa sorgere il diritto all'assunzione. È stata inoltre riconosciuta l'anzianità di servizio maturata durante i contratti a termine, applicando il principio di non discriminazione. Al contrario, è stato respinto il ricorso di un soggetto mai risultato in posizione utile, poiché la semplice partecipazione alla procedura non garantisce l'assunzione automatica.
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Scorrimento graduatoria: regole su inquadramento
La Corte di Cassazione ha stabilito che lo scorrimento graduatoria per l'assunzione nel pubblico impiego non costituisce una prosecuzione della procedura concorsuale originaria. Nel caso esaminato, alcuni dipendenti assunti nel 2019 da una graduatoria del 2009 rivendicavano l'inquadramento nel livello D3 previsto dal bando iniziale. Tuttavia, la Corte ha confermato che l'entrata in vigore del nuovo CCNL nel 2018, che fissa il livello D1 come soglia d'accesso, prevale sulle vecchie disposizioni. Poiché la procedura concorsuale si era conclusa con l'approvazione della graduatoria, lo scorrimento successivo è soggetto alla normativa vigente al momento dell'assunzione effettiva.
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Scorrimento graduatoria: regole su inquadramento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni lavoratori che chiedevano l'inquadramento nel livello D3 a seguito di uno scorrimento graduatoria relativo a un concorso bandito nel 2009. La Corte ha stabilito che l'inquadramento deve seguire le norme vigenti al momento dell'assunzione effettiva, avvenuta nel 2019, e non quelle del bando originario. Poiché nel 2018 è entrato in vigore un nuovo CCNL che prevede l'accesso iniziale al livello D1, l'operato dell'amministrazione è stato ritenuto legittimo.
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Scorrimento graduatoria: regole inquadramento
La Corte di Cassazione ha chiarito che lo scorrimento graduatoria nel pubblico impiego non garantisce l'inquadramento economico previsto dal bando originario se, nel frattempo, è intervenuto un nuovo CCNL. Nel caso di specie, alcuni lavoratori assunti nel 2019 tramite una graduatoria del 2010 pretendevano il livello D3. Tuttavia, la Corte ha stabilito che l'assunzione deve seguire le regole vigenti al momento della firma del contratto, che prevedevano l'ingresso al livello D1. Poiché la procedura concorsuale si era conclusa anni prima con l'approvazione della graduatoria, non era applicabile alcuna clausola di salvaguardia.
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Giurisdizione concorso pubblico: decide il TAR
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto un conflitto negativo di giurisdizione riguardante l'assegnazione delle sedi lavorative in un concorso pubblico nazionale. Alcuni candidati, assunti tramite il primo scorrimento della graduatoria, contestavano la scelta dell'ente di non rendere disponibili sedi in determinate regioni, poi offerte a candidati con punteggio inferiore in scorrimenti successivi. La Corte ha stabilito che la giurisdizione concorso pubblico spetta al giudice amministrativo quando la controversia non riguarda il semplice diritto all'assunzione, ma la legittimità di atti di macro-organizzazione con cui l'amministrazione esercita poteri autoritativi per definire il fabbisogno di personale.
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Scorrimento graduatoria: regole su inquadramento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni dipendenti pubblici assunti tramite scorrimento graduatoria di un concorso bandito nel 2009. I lavoratori contestavano l'inquadramento nella categoria D1 anziché nella D3 prevista dal bando originale. La Corte ha stabilito che, essendo intervenuto un nuovo CCNL prima dell'assunzione e risultando la procedura concorsuale già conclusa con l'approvazione della graduatoria dei vincitori, l'amministrazione ha correttamente applicato il nuovo sistema di classificazione che prevede il livello D1 come unico accesso iniziale per la categoria D.
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Progressione verticale: quando il diritto è acquisito
Un lavoratore vince una selezione interna per una progressione verticale. L'Ente Pubblico si rifiuta di formalizzare il nuovo inquadramento, adducendo nuove normative e limiti finanziari. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del lavoratore, stabilendo che le leggi successive alla procedura non sono retroattive e che i presunti vincoli di bilancio devono essere concretamente provati dall'Amministrazione, non solo affermati.
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Scorrimento graduatoria: quando non è un diritto
Un dirigente biologo, già assunto a tempo determinato da una graduatoria, ha citato in giudizio l'Azienda Sanitaria per non aver continuato con lo scorrimento della graduatoria, preferendo indire un nuovo concorso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la pretesa del lavoratore non configura un diritto soggettivo all'assunzione, ma un interesse legittimo. La decisione della P.A. di bandire un nuovo concorso è un atto amministrativo che il giudice ordinario non può annullare, ma solo disapplicare se lede un diritto soggettivo, cosa che in questo caso non sussiste.
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