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Salto D'Imposta

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un meccanismo elusivo che si verifica quando un reddito viene trasferito da un soggetto tassato a uno esente, causando una perdita di gettito per lo Stato. In questo caso, il coniuge erogante deduce il costo, mentre il percipiente non viene tassato sulla somma rimborsata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Incasso giuridico addio: la Cassazione salva il socio dal fisco
Una società riceveva un finanziamento da una consociata estera. Successivamente, la società controllante, divenuta creditrice, rinunciava al diritto di ricevere gli interessi maturati. Per prudenza, la società debitrice versava la ritenuta fiscale del ventisei per cento ipotizzando un incasso giuridico (la finzione per cui la rinuncia equivale a un pagamento). Successivamente, chiedeva il rimborso di tale somma, ma l'Amministrazione Finanziaria rifiutava. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società. I giudici hanno stabilito che, dopo la riforma fiscale del duemilaquindici, la teoria dell'incasso giuridico non è più applicabile. La riforma ha infatti risolto l'asimmetria fiscale tassando direttamente la sopravvenienza attiva in capo alla società. Di conseguenza, la società ha diritto al rimborso delle ritenute versate per errore.
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Autonoma organizzazione IRAP: socio escluso dal Fisco
Un professionista, socio di una grande società di consulenza, ha richiesto il rimborso dell'IRAP versata, sostenendo la mancanza del requisito dell'autonoma organizzazione. L'Amministrazione Finanziaria si è opposta, ritenendo che l'utilizzo della struttura societaria fosse sufficiente a integrare il presupposto impositivo. La Corte di Cassazione ha dato ragione al contribuente, stabilendo che l'organizzazione appartiene alla società, ente giuridico distinto e unico soggetto passivo IRAP, e non al singolo socio. Pertanto, in assenza di una propria autonoma organizzazione IRAP, il professionista non è tenuto al pagamento dell'imposta.
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Deducibilità assegno divorzile: la Cassazione decide
Un contribuente deduce dal reddito le somme versate all'ex coniuge per coprire le tasse sull'assegno di mantenimento. L'Amministrazione Finanziaria contesta la deduzione, sostenendo che solo l'assegno periodico è deducibile. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ritiene la questione sulla deducibilità dell'assegno divorzile estesa a tali somme di rilevante importanza e rinvia la causa alla pubblica udienza per una decisione di principio.
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Tassazione assegno divorzile: deducibili le imposte?
Un contribuente chiedeva la deducibilità delle somme versate all'ex coniuge per coprire le imposte sull'assegno di divorzio. Dopo due sentenze favorevoli nei gradi di merito, l'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione. La Corte, riconoscendo la rilevanza della questione sulla tassazione assegno divorzile e la mancanza di precedenti recenti, ha rinviato la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Deducibilità assegno divorzile: le tasse si scaricano?
Un ex coniuge, obbligato a pagare le imposte sull'assegno di mantenimento per conto dell'altro, ne chiedeva la deduzione fiscale. Le corti di merito accoglievano la richiesta, ma l'Agenzia delle Entrate si opponeva. La Corte di Cassazione, vista la particolare rilevanza della questione sulla deducibilità dell'assegno divorzile e la mancanza di precedenti recenti, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza quindi risolvere la controversia nel merito.
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