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Rivelazione Di Segreti D'Ufficio

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Reato previsto dall'art. 326 del Codice Penale, commesso dal pubblico ufficiale o dall'incaricato di un pubblico servizio che rivela notizie d'ufficio che devono rimanere segrete, o ne agevola la conoscenza.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Prescrizione del reato: Rivelazione segreti d’ufficio e ricorso inammissibile
Un Lavoratore, condannato per rivelazione di segreti d'ufficio, ha presentato ricorso in Cassazione. Ha sostenuto che il reato fosse caduto in prescrizione del reato, contestando il calcolo dei periodi di sospensione e la data di consumazione del fatto. Ha anche impugnato la severità della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto le argomentazioni sulla prescrizione manifestamente infondate e le censure sulla pena generiche. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Rivelazione di Segreti d’Ufficio: Condanna Confermata per Direttrice
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una direttrice di un istituto di medicina legale per il reato di Rivelazione di segreti d'ufficio. La donna aveva informato un giornalista dell'esito di un'autopsia giudiziaria, rivelando che la morte non era naturale ma per strangolamento. Il giornalista aveva poi pubblicato la notizia. La difesa aveva contestato l'utilizzabilità delle dichiarazioni del giornalista, ma la Suprema Corte ha ritenuto che la condanna fosse fondata su un solido quadro probatorio indipendente da tali dichiarazioni, basato su altri elementi di prova.
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Rivelazione di segreti d’ufficio: Funzionario vince, atti già noti
Un Funzionario comunale è stato indagato per rivelazione di segreti d'ufficio per aver consegnato atti di indagine preliminare, coperti da segreto, al difensore di una Sindaca indagata. Il Tribunale aveva confermato una misura interdittiva. Il Funzionario ha contestato, sostenendo che la Sindaca era già a conoscenza degli atti per il suo ruolo. La Corte di Cassazione ha stabilito che il reato di rivelazione di segreti d'ufficio non sussiste se la notizia è rivelata a chi ne era già a conoscenza, purché non si superi il limite della conoscenza pregressa. La Cassazione ha annullato l'ordinanza e la misura cautelare, riconoscendo la vittoria del Funzionario.
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Corruzione d’ufficio: quando il favore tra amici non è reato
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un Magistrato accusato di corruzione d'ufficio e rivelazione di segreti d'ufficio. L'accusa si basava sul presunto tentativo di ottenere atti riservati in cambio di un soggiorno in albergo pagato da un Imprenditore. La Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna per corruzione, stabilendo che un semplice tentativo di contatto telefonico non andato a buon fine non costituisce un atto d'ufficio penalmente rilevante. Riguardo alla rivelazione di segreti d'ufficio per la diffusione di un esposto anonimo, la Corte ha invece annullato la sentenza con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello, poiché i giudici di merito non avevano adeguatamente valutato se il documento fosse già di pubblico dominio.
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Rivelazione di segreti d’ufficio: no ai domiciliari senza profitto
Un funzionario pubblico è stato accusato di rivelazione di segreti d'ufficio per aver svelato a un privato l'esistenza di un'indagine antimafia. Il Giudice per le indagini preliminari aveva disposto gli arresti domiciliari, ma il Tribunale del Riesame ha annullato la misura. Il Pubblico Ministero ha tentato di modificare l'accusa contestando l'utilizzo economico delle informazioni per mantenere la misura cautelare. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Pubblico Ministero, confermando che la semplice rivelazione non consente l'arresto e che l'accusa non può essere ampliata durante il riesame per giustificare la custodia. Vince il funzionario, per il quale viene confermata la revoca degli arresti domiciliari.
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Rivelazione di segreti d’ufficio: condannato il carabiniere
Un appartenente alle forze dell'ordine ha stretto un accordo illecito con un collaboratore privato. Il militare trasmetteva i dati riservati di persone coinvolte in incidenti stradali in cambio di una percentuale sui futuri risarcimenti gestiti dall'agenzia del privato. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per corruzione e per il reato di rivelazione di segreti d'ufficio. I giudici hanno respinto la tesi della difesa, che chiedeva di applicare il solo reato di utilizzazione di segreti d'ufficio ritenendolo speciale rispetto alla corruzione. La Corte ha chiarito che la corruzione e la rivelazione di segreti d'ufficio concorrono formalmente, poiché tutelano beni giuridici diversi e presentano strutture del tutto differenti, non applicandosi quindi il principio di specialità. Vince lo Stato, con la conferma della condanna del pubblico ufficiale.
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Rivelazione segreti d’ufficio: condanna annullata per vizio forma
Un Carabiniere è stato condannato per aver commesso il reato di rivelazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento personale. L'uomo aveva consultato le banche dati delle forze dell'ordine per ottenere informazioni riservate su alcune persone, comunicandole poi a terzi per scopi privati. La Corte di Cassazione ha confermato gran parte delle accuse, ma ha annullato la condanna per un singolo episodio. La ragione risiede in un errore procedurale: la Corte d'Appello aveva condannato l'imputato ribaltando un'assoluzione precedente senza però riascoltare un testimone chiave. Poiché nel frattempo era maturata la prescrizione, la Cassazione ha annullato quella parte della sentenza senza disporre un nuovo processo, riducendo la pena complessiva.
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Fuga di notizie: Ufficiale condannato per segreti d’ufficio
Un Ufficiale dei Carabinieri è stato condannato in via definitiva per accesso abusivo a sistema informatico e per la successiva rivelazione di segreti d'ufficio. L'Ufficiale aveva chiesto a un suo sottoposto di inviargli gli screenshot di una trascrizione di intercettazioni riservate, per poi comunicarne il contenuto a un terzo soggetto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'imputato, confermando la sua colpevolezza. I giudici hanno ritenuto pienamente credibili le accuse del sottoposto, perché supportate da riscontri oggettivi come i contatti telefonici. La sentenza stabilisce che la richiesta e la successiva divulgazione di informazioni coperte da segreto investigativo integrano pienamente il reato di rivelazione di segreti d'ufficio.
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Rivelazione di segreti d’ufficio: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un militare per il reato di rivelazione di segreti d'ufficio. L'imputato aveva comunicato a un esponente della criminalità organizzata i dati identificativi delle auto civetta utilizzate per i pedinamenti. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché basato su contestazioni di fatto non proponibili in sede di legittimità. La Corte ha ritenuto logica e coerente la ricostruzione dei giudici di merito, che hanno accertato il rapporto amicale tra l'imputato e il destinatario delle informazioni riservate.
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Rivelazione segreti d’ufficio e info negative: è reato
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rivelazione segreti d'ufficio si configura anche quando un pubblico ufficiale comunica a un privato l'assenza di nuove iscrizioni a suo carico in banche dati riservate. Sebbene l'imputato fosse stato prosciolto per la particolare tenuità del fatto, ha impugnato la sentenza. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che anche una 'comunicazione negativa' viola il segreto imposto dalla legge, ledendo il buon andamento e l'imparzialità della Pubblica Amministrazione.
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Prescrizione e assoluzione: quando prevale il merito?
Un ufficiale della Guardia di Finanza, accusato di rivelazione di segreti d'ufficio, ricorre in Cassazione chiedendo l'assoluzione nel merito anziché la declaratoria di prescrizione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la formula di proscioglimento nel merito prevale sulla prescrizione solo in presenza di una prova di innocenza evidente e non contestabile, condizione non riscontrata nel caso di specie. L'analisi del rapporto tra prescrizione e assoluzione è centrale nella decisione.
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Rivelazione segreti d’ufficio: elementi del reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30568/2025, annulla una condanna per rivelazione segreti d'ufficio, chiarendo gli elementi essenziali del reato. La Corte sottolinea che la notizia deve essere segreta, specifica e concretamente idonea a ledere la P.A. Il caso viene rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione della pena e per considerare l'applicabilità di istituti come la messa alla prova, precedentemente esclusa a causa di una errata qualificazione del reato.
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Rivelazione segreti d’ufficio: quando assolvere?
Un pubblico ufficiale, accusato di rivelazione di segreti d'ufficio, è stato condannato in primo grado. In appello, il reato è stato dichiarato prescritto. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha annullato la sentenza di appello, assolvendo l'imputato con la formula "perché il fatto non sussiste". La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di prove di innocenza evidenti, l'assoluzione nel merito prevale sulla prescrizione, specialmente in presenza di una parte civile.
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