Un automobilista provoca un incidente stradale con lesioni e fugge senza prestare soccorso. Per evitare le conseguenze penali, mente alla fidanzata dicendole che l'auto è stata rubata. La donna, ignara, denuncia il furto alle autorità. Il giorno successivo, scoperto l'inganno, la fidanzata rettifica la dichiarazione. L'uomo viene condannato per concorso in simulazione di reato come autore mediato. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'imputato. La Corte stabilisce che la ritrattazione tardiva, avvenuta quasi due giorni dopo, non cancella il reato poiché le indagini avrebbero comunque potuto avviarsi inutilmente. L'imputato perde la causa e viene condannato alle spese e a una sanzione pecuniaria.
Continua »