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Ristrutturazione

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nella legislazione italiana per intervento edilizio si intende una qualunque opera che modifichi un edificio esistente o che porti alla realizzazione di una nuova costruzione. Il riferimento normativo per l'intervento si trova all'art. 3 del D.P.R. n.380/2001 (conosciuto come Testo unico dell'edilizia). L'articolo classifica questi interventi. Per ciascun tipo di intervento, nei successivi articoli è indicato il titolo abilitativo necessario per eseguirlo (ciascuna Regione ha però la facoltà di decidere quali strumenti richiedere per ogni intervento).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Distanze tra costruzioni: Ristrutturazione o Nuova Opera? La Cassazione chiarisce
La Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni proprietari che contestavano le opere realizzate dalla vicina. Essi sostenevano che la vicina avesse costruito una "nuova costruzione" violando le **distanze tra costruzioni** e il diritto di veduta. La Corte ha confermato che si trattava di una "ristrutturazione" conforme alle norme urbanistiche e alle distanze preesistenti, anche in zona a vincolo assoluto. Ha inoltre stabilito che le aperture dei ricorrenti non configuravano un vero "diritto di veduta". Infine, ha chiarito che il "danno in re ipsa" per violazione delle distanze non è automatico e può essere escluso se non si dimostra un effettivo pregiudizio.
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Distanze Legali: L’Onere della Prova tra Nuova Costruzione e Ricostruzione
Due proprietari hanno citato in giudizio i confinanti per la realizzazione di un fabbricato e aperture in violazione delle distanze legali e delle norme urbanistiche. Il Tribunale e la Corte d'Appello avevano rigettato la domanda, ritenendo che l'onere della prova sulla natura di "nuova costruzione" gravasse sugli attori. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova distanze legali. Chi lamenta la violazione deve provare la costruzione e la sua non conformità. Chi invece sostiene di aver ricostruito un edificio preesistente, mantenendo distanze inferiori, deve dimostrare l'identità tra la vecchia e la nuova struttura. La sentenza è stata cassata per un nuovo esame.
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Risparmio energetico: stop detrazioni con ampliamento
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego delle detrazioni per il risparmio energetico in un caso di demolizione e ricostruzione che ha comportato un ampliamento della volumetria. Il contribuente aveva richiesto il beneficio del 55% per lavori su un immobile, ma l'accertamento ha rilevato un passaggio da 890 mc a 970 mc. Poiché l'intervento ha superato i limiti della ristrutturazione conservativa trasformandosi in nuova costruzione con espansione, l'agevolazione fiscale è stata legittimamente disconosciuta. La Corte ha inoltre chiarito che la nomina di un consulente tecnico è una scelta discrezionale del giudice di merito.
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Estinzione del giudizio: transazione e accise
Una società in liquidazione ha impugnato diversi avvisi di accertamento relativi ad accise sull'energia elettrica per gli anni dal 2008 al 2013. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la società ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, la ricorrente ha depositato un'istanza di rinuncia al ricorso a seguito dell'omologazione di un accordo di ristrutturazione del debito e di una transazione fiscale. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando il venir meno dell'interesse delle parti alla prosecuzione della lite e disponendo la compensazione delle spese processuali.
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Abusivismo edilizio e prescrizione del reato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di abusivismo edilizio relativo alla costruzione di un complesso residenziale in zona agricola e con vincolo cimiteriale. Gli imputati erano stati condannati per aver realizzato opere basate su un permesso di costruire successivamente annullato dal Comune. La Suprema Corte ha evidenziato che il giudice penale non può limitarsi a recepire le decisioni amministrative senza valutare le perizie tecniche della difesa. Tuttavia, constatato il decorso dei termini legali, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione, revocando l'ordine di demolizione precedentemente impartito.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e accise energia
Una società cooperativa ha impugnato la decisione della CTR relativa al pagamento di accise sull'energia elettrica per gli anni 2008-2013, contestando la negazione della qualifica di autoproduttore. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha presentato istanza di cessata materia del contendere a seguito di un accordo di ristrutturazione dei debiti omologato, che includeva il saldo del debito fiscale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, disponendo la compensazione delle spese e l'esclusione del raddoppio del contributo unificato.
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Ristrutturazione tetto: quando non è nuova costruzione
La Corte di Cassazione chiarisce la differenza tra ristrutturazione e nuova costruzione. La trasformazione di un tetto in terrazzo, senza aumento di volume o alterazione della sagoma d'ingombro, è una legittima ristrutturazione e non una nuova costruzione soggetta a diverse normative sulle distanze.
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Garanzia immobili da costruire: quando non si applica
Una società costruttrice vendeva un immobile ristrutturato. La Cassazione ha stabilito che la garanzia immobili da costruire (D.Lgs. 122/2005) non si applica se l'immobile è strutturalmente completo, anche se in fase di ristrutturazione. La Corte d'Appello aveva erroneamente dichiarato nullo il contratto preliminare per la mancanza di tale garanzia, senza verificare lo stato effettivo dei lavori. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Distanze legali: quando la sopraelevazione è nuova costruzione
La Corte di Cassazione interviene su un caso di violazione delle distanze legali tra proprietà. Oggetto del contendere erano una sopraelevazione, un muro di contenimento e una legnaia. La Corte ha stabilito che qualsiasi sopraelevazione, anche minima, va considerata 'nuova costruzione' e deve rispettare le distanze legali. Inoltre, ha chiarito che un muro che sostiene un terrapieno non è un semplice muro di cinta e che gli accordi privati non possono derogare alle norme urbanistiche locali. La sentenza d'appello, che aveva qualificato i lavori come ristrutturazione, è stata annullata con rinvio.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
Un privato, condannato per aver realizzato abusivamente due piani su un manufatto preesistente, ha impugnato l'ordine di demolizione sostenendo che si trattasse di una ristrutturazione e non di una nuova costruzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la qualificazione giuridica di 'opera nuova' data dalla sentenza di condanna definitiva è vincolante e non può essere ridiscussa in fase esecutiva per bloccare l'ordine di demolizione.
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Nuova costruzione: quando una ristrutturazione lo è?
La Corte di Cassazione ha chiarito la distinzione tra ristrutturazione e nuova costruzione. Un intervento edilizio non è classificabile come nuova costruzione se non altera significativamente volumetria, altezza e sagoma dell'edificio preesistente, anche in presenza di modifiche architettoniche o dell'aggiunta di balconi. Il ricorso dei proprietari confinanti, che lamentavano la violazione delle distanze legali, è stato respinto perché l'intervento manteneva inalterate le dimensioni fondamentali dell'immobile, configurandosi quindi come una ristrutturazione.
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