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Ristorno

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una forma di retribuzione aggiuntiva per i soci di una cooperativa, che consiste nella restituzione di una parte dei costi sostenuti o in un'integrazione del compenso, calcolata in base agli scambi mutualistici e ai risultati economici della società.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Distribuzione utili extracontabili: rileva il socio tiranno
L'Agenzia delle Entrate ha accertato maggiori ricavi non dichiarati nei confronti di una cooperativa, imputando alla socia e legale rappresentante la percezione occulta di somme non registrate. L'amministrazione ha contestato la qualifica di socio di fatto unitamente al coniuge, configurando entrambi quali effettivi dominus della società. I giudici di merito hanno annullato gli atti impositivi, ritenendo inapplicabile la presunzione di distribuzione per via della presenza formale di nove soci. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Fisco, stabilendo che la distribuzione utili extracontabili scatta anche nelle cooperative con soci apparenti se due soli soggetti agiscono come soci tiranni mediante conti personali. La socia deve dimostrare la mancata ripartizione.
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Non imponibilità IVA servizi portuali: il fisco perde la sfida
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una Società Cooperativa attiva nella sicurezza. La controversia riguardava il recupero di imposte (IRES e IVA). La Suprema Corte ha stabilito che i bonus erogati ai soci lavoratori sono deducibili come retribuzione ordinaria e non costituiscono utili distribuiti. Inoltre, ha confermato che le retribuzioni dei soci non vanno sommate agli altri costi per calcolare le agevolazioni fiscali delle cooperative. Infine, i giudici hanno sancito la **non imponibilità IVA servizi portuali** per le attività di vigilanza e sicurezza svolte in porto. Tali servizi sono infatti essenziali per il funzionamento dello scalo e il movimento sicuro di merci e passeggeri. Vince la Società Cooperativa, che ottiene la conferma delle agevolazioni e l'annullamento delle pretese fiscali.
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Porti e fisco: sì alla non imponibilità IVA servizi portuali
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso un avviso di accertamento contro una Società Cooperativa di vigilanza, contestando la deduzione di somme erogate ai soci lavoratori e l'applicazione del regime di non imponibilità IVA servizi portuali per le attività di sicurezza svolte in porto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fisco. I giudici hanno chiarito che le somme pagate ai soci erano normali retribuzioni contrattuali e non maggiorazioni soggette a limiti di deduzione. Inoltre, la Corte ha confermato la non imponibilità IVA servizi portuali per la vigilanza, in quanto tale attività garantisce la sicurezza di passeggeri e merci, collegandosi direttamente al funzionamento degli impianti portuali e al movimento dei mezzi di trasporto. Vince la Società Cooperativa, che ottiene la cancellazione delle pretese fiscali e il rimborso delle spese legali.
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Accertamento tributario: prove e riqualificazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria in merito a un complesso accertamento tributario notificato a una società operante come consorzio di acquisti. La controversia riguardava la riqualificazione dell'attività aziendale da acquisto collettivo a intermediazione commerciale, con conseguente recupero di IRES, IRAP e IVA. La Suprema Corte ha stabilito che l'omessa indicazione specifica dell'oggetto della verifica nel verbale non determina l'inutilizzabilità automatica delle prove, salvo prova di un concreto pregiudizio alla difesa. Inoltre, è stata censurata la decisione d'appello per difetto di motivazione sulla legittimità delle note di variazione IVA emesse oltre i termini di legge.
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Conferimento socio cooperativa: diritto al prezzo?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14850/2024, ha stabilito che il diritto del socio di una cooperativa agricola a ricevere un compenso per il conferimento dei propri prodotti non è automatico, ma dipende dalle specifiche previsioni dello statuto e del regolamento interno. Nel caso esaminato, un socio produttore di latte si è visto negare il pagamento a causa delle perdite registrate dalla cooperativa nell'anno di riferimento. La Corte ha chiarito che, sebbene esista un rapporto di scambio distinto dal contratto sociale, le sue modalità, inclusa la remunerazione, sono disciplinate dalle regole della cooperativa. Poiché il regolamento legava il valore definitivo del conferimento socio cooperativa ai risultati di bilancio, la perdita d'esercizio ha legittimamente escluso il diritto del socio al pagamento.
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