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Riserva Di Legge

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185 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Imposta regionale su concessioni: legittima la tassa
Una società concessionaria di aree portuali ha contestato la legittimità di un'imposta regionale su concessioni demaniali, eccependo l'irregolarità della notifica dell'atto e la violazione del principio di legalità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica via PEC, sebbene non prevista all'epoca, è sanata se raggiunge il suo scopo. Inoltre, ha confermato la piena legittimità dell'imposta, chiarendo che la Regione ha il potere di tassare l'uso dei beni demaniali sul proprio territorio, indipendentemente dall'ente che rilascia la concessione.
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Imposta regionale concessioni: quando è dovuta?
Una società impugnava avvisi di accertamento per l'imposta regionale sulle concessioni demaniali marittime. Sosteneva che la tassa non fosse dovuta, poiché la concessione era rilasciata da un'Autorità Portuale e non direttamente dallo Stato. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il presupposto del tributo è l'uso di un bene statale, a prescindere dall'ente che rilascia la concessione.
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Imposta regionale concessioni: quando le sanzioni?
Una società che gestisce concessioni demaniali marittime ha contestato l'applicazione dell'imposta regionale concessioni, sostenendone l'illegittimità. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3733/2024, ha confermato che il tributo è dovuto indipendentemente dall'ente che rilascia la concessione (Stato o Autorità Portuale). Tuttavia, ha annullato completamente le sanzioni applicate, riconoscendo una situazione di "obiettiva incertezza normativa" che ha giustificato l'errore del contribuente.
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Tassa concessioni demaniali: la Cassazione conferma
Una società titolare di una concessione portuale ha impugnato tre avvisi di accertamento relativi alla tassa concessioni demaniali, sostenendo che il tributo non fosse applicabile. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3726/2024, ha respinto il ricorso, confermando la legittimità dell'imposizione. La Corte ha chiarito che il presupposto del tributo è l'occupazione di un bene demaniale sul territorio regionale, a prescindere dall'ente che rilascia la concessione. La determinazione del canone da parte dell'Autorità Portuale non inficia la legittimità della tassa, in quanto avviene nel rispetto dei principi stabiliti dalla legge statale.
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Tassa concessioni demaniali: la Cassazione decide
Una società concessionaria ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla tassa concessioni demaniali, sostenendo che non fosse dovuta per le concessioni marittime rilasciate dalle Autorità Portuali. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 3711/2024, ha rigettato il ricorso. I giudici hanno stabilito che il presupposto dell'imposta è l'occupazione di un bene demaniale, a prescindere dall'ente che rilascia la concessione. La tassa è legittima in quanto i suoi elementi fondamentali (presupposto, soggetti passivi, base imponibile e aliquota) sono predeterminati dalla legge statale, rispettando così il principio della riserva di legge.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai propri iscritti. Tale prelievo, configurandosi come una prestazione patrimoniale, viola la riserva di legge prevista dalla Costituzione e non può essere introdotto tramite regolamenti interni dell'ente. La Corte ha inoltre confermato che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La decisione si fonda sul principio della riserva di legge: un prelievo patrimoniale di questo tipo non può essere introdotto da un semplice regolamento interno dell'ente, ma necessita di una specifica norma di legge. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite, con un termine di prescrizione decennale per l'azione di recupero.
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Contributo solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata su una pensione già in essere. La Corte ha stabilito che un tale prelievo, configurandosi come prestazione patrimoniale, non può essere introdotto da un regolamento interno dell'ente, ma richiede una specifica legge dello Stato, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge (Art. 23 Cost.). Il ricorso della cassa previdenziale è stato quindi respinto, confermando le decisioni dei giudici di merito.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30742/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La Corte ha ribadito che un prelievo di natura patrimoniale può essere introdotto solo da una legge dello Stato (principio di riserva di legge) e non da un atto regolamentare interno dell'ente. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite, con un termine di prescrizione per l'azione di recupero fissato in dieci anni e non cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. Secondo la Corte, un tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente, anche se finalizzato a garantirne l'equilibrio finanziario. Viene inoltre confermata la prescrizione decennale per la richiesta di rimborso delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
Un professionista ha citato in giudizio la propria cassa di previdenza per l'illegittima applicazione di un contributo di solidarietà sulla sua pensione. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della trattenuta, stabilendo che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto da un regolamento interno della Cassa ma richiede una specifica norma di legge. La Corte ha inoltre confermato in dieci anni il termine di prescrizione per la restituzione delle somme.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
Una cassa di previdenza per professionisti ha imposto un contributo di solidarietà sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo, stabilendo che una simile misura, configurandosi come prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotta solo da una legge e non tramite regolamento autonomo dell'ente. Di conseguenza, la cassa è stata condannata alla restituzione delle somme trattenute, per le quali si applica la prescrizione ordinaria di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei propri iscritti. La decisione si fonda sul principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo lo Stato può imporre prestazioni patrimoniali. Inoltre, la Corte ha stabilito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, trattandosi di un credito per la restituzione di un indebito e non di ratei pensionistici.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privatizzata sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che un simile prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale che non può essere costituita da una delibera interna dell'ente. L'appello della cassa è stato dichiarato inammissibile e, per la restituzione delle somme, è stato confermato il termine di prescrizione ordinario di dieci anni.
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Contributo di solidarietà illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34694/2024, ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto autonomamente da una Cassa di previdenza privata sulle pensioni dei propri iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che, ai sensi dell'art. 23 della Costituzione, può essere introdotta solo da una legge dello Stato e non da delibere interne dell'ente, anche se finalizzate a garantirne l'equilibrio finanziario. La sentenza ha inoltre ribadito che il diritto del pensionato alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. Secondo la Corte, tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, non può essere introdotto da un regolamento interno dell'ente ma richiede una legge specifica, in base al principio della riserva di legge. Di conseguenza, il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme trattenute si prescrive nel termine ordinario di dieci anni.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34212/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni dei suoi iscritti. Secondo la Corte, tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto con un semplice regolamento interno ma richiede una specifica norma di legge, in ossequio al principio della riserva di legge. La decisione consolida un orientamento giurisprudenziale a tutela dei pensionati.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri iscritti. La Corte ha ribadito che un tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto da un regolamento interno ma richiede una legge dello Stato, in base al principio della riserva di legge. È stato inoltre confermato che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
Un ente previdenziale di categoria ha impugnato una sentenza che dichiarava illegittimo il "contributo di solidarietà" applicato sulla pensione di un iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno dell'ente. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni.
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Contributo solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa previdenziale privata sulle pensioni. La Corte ha stabilito che, essendo una prestazione patrimoniale imposta, tale prelievo può essere introdotto solo da una legge e non da un atto autonomo dell'ente, in rispetto del principio di riserva di legge sancito dall'art. 23 della Costituzione. Di conseguenza, la cassa è stata condannata a restituire le somme illegittimamente trattenute.
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