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Rischio Operativo

8 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È il rischio economico legato alla gestione di un servizio, che dipende da fattori non controllabili come la variazione della domanda. In una concessione, questo rischio è trasferito all'azienda privata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Rischio operativo nella concessione: no ai danni al Comune
Una società concessionaria stipula una convenzione con l'amministrazione comunale per realizzare un parcheggio interrato pubblico. A causa di rallentamenti burocratici, tra cui lo spostamento di alberi protetti, l'opera non parte. L'impresa chiede la risoluzione contrattuale e un maxi risarcimento. Il Consiglio di Stato respinge le richieste ritenendo che il rischio operativo nella concessione gravi interamente sull'operatore privato. La società impugna la decisione dinanzi alla Corte di Cassazione, lamentando uno sconfinamento dei giudici amministrativi nelle prerogative del legislatore. Le Sezioni Unite dichiarano il ricorso inammissibile. La Suprema Corte stabilisce che l'interpretazione dei contratti e delle norme rientra nell'insindacabile perimetro del giudice amministrativo, confermando la totale assenza di indennizzi a carico dell'ente pubblico.
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Deduzione cuneo fiscale IRAP: appalto batte concessione
L'Agenzia delle Entrate ha negato a un'azienda di trasporto pubblico locale l'agevolazione della deduzione cuneo fiscale IRAP, sostenendo che operasse in regime di concessione e a tariffa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione finanziaria, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha chiarito che il rapporto contrattuale tra l'azienda e il Comune costituisce un appalto di servizi e non una concessione. Infatti, il Comune incassava direttamente i proventi dei biglietti e pagava all'impresa un rimborso chilometrico fisso, escludendo il trasferimento del rischio operativo in capo all'operatore privato. Di conseguenza, l'azienda ha pieno diritto a beneficiare degli sgravi fiscali sul costo del lavoro, non sussistendo i presupposti ostativi previsti dalla legge per le concessioni a tariffa.
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Canone di concessione: il Comune batte il gestore uscente
Una società di distribuzione del gas ha impugnato la decisione che la obbligava a pagare il canone di concessione al Comune durante il periodo di proroga tecnica del servizio, successivo alla scadenza del contratto. La società sosteneva che, limitandosi all'ordinaria amministrazione, il pagamento del canone di concessione originario alterasse l'equilibrio economico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'obbligo di pagamento persiste anche durante la prosecuzione obbligatoria del servizio ex lege. L'ordinamento offre comunque strumenti per richiedere la revisione del piano economico-finanziario in caso di squilibrio, ma non consente di sospendere unilateralmente il versamento del canone dovuto. Il Comune ha quindi visto confermato il proprio diritto a riscuotere le somme.
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Concessione di servizi o appalto: la Cassazione e il rischio
Una società privata ha citato in giudizio un ente pubblico per l'inadempimento del contratto di gestione di un'aviosuperficie. Il tribunale ordinario e la sezione specializzata in materia di impresa si sono dichiarati entrambi incompetenti, sollevando un conflitto davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che il rapporto costituisce una concessione di servizi e non un appalto pubblico. Infatti, la remunerazione del gestore deriva principalmente dalle tariffe pagate dagli utenti finali, con il conseguente trasferimento del rischio economico in capo al privato. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato la competenza del tribunale ordinario, ordinando la riassunzione della causa.
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Rischio Operativo: Azienda vince sul Fisco per la tassa IRAP
Un'azienda di trasporto pubblico chiede il rimborso dell'IRAP, ma l'Agenzia delle Entrate lo nega, classificando il suo contratto come una 'concessione'. La Corte di Cassazione interviene e chiarisce un punto fondamentale: per distinguere una concessione da un semplice appalto, non basta guardare da dove provengono i soldi (biglietti e contributi pubblici). Il criterio decisivo è il trasferimento del **rischio operativo concessione servizi** all'azienda privata. Se l'azienda rischia economicamente in proprio, è una concessione; altrimenti, è un appalto. La Corte ha annullato la decisione precedente, ordinando ai giudici di merito di riesaminare il contratto per verificare chi sopportasse realmente il rischio economico, stabilendo un principio chiave per le agevolazioni fiscali.
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Deduzione cuneo fiscale IRAP: Azienda di trasporti vince col Fisco
Un'azienda di trasporti si è vista negare il rimborso relativo alla deduzione cuneo fiscale IRAP. L'Agenzia delle Entrate sosteneva che l'azienda operasse in regime di concessione e a tariffa, condizioni che escludono dal beneficio. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'azienda. I giudici hanno chiarito che il rapporto con l'ente pubblico era un appalto di servizi, non una concessione, perché l'azienda non si assumeva il pieno rischio operativo. Inoltre, le tariffe pagate dagli utenti non erano sufficienti a coprire tutti i costi e quindi non erano 'remunerative' come richiesto dalla norma. Di conseguenza, l'azienda ha pieno diritto alla deduzione e al relativo rimborso.
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Cuneo fiscale: rimborso IRAP e appalto servizi
Una società di trasporti ha impugnato il silenzio-rifiuto dell'Agenzia delle Entrate in merito a un'istanza di rimborso IRAP legata alle agevolazioni per il cuneo fiscale. L'Amministrazione sosteneva che la società operasse in regime di concessione a tariffa remunerativa, condizione che esclude il beneficio. La Corte di Cassazione ha invece confermato la natura di appalto di servizi del rapporto contrattuale, rilevando che il rischio operativo non era stato trasferito al gestore e che il corrispettivo era costituito da un canone versato dall'ente pubblico. Di conseguenza, la società ha diritto alle deduzioni fiscali previste per il costo del lavoro.
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Appalto di servizi: sì agli interessi di mora
Una società di trasporto pubblico ha richiesto gli interessi di mora a un Ente Regionale per pagamenti ritardati. L'Ente sosteneva che il contratto fosse una concessione di servizi, esente dalle norme sui ritardi di pagamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che si trattava di un appalto di servizi, poiché il rischio operativo gravava sull'Ente, che copriva la maggior parte dei costi. Di conseguenza, gli interessi erano dovuti.
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