LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Riparazione Pecuniaria

13 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una sanzione economica, prevista da leggi speciali come quella sulla stampa, che si aggiunge al risarcimento del danno e ha una funzione punitiva e di deterrenza nei confronti dell'autore dell'illecito.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Diffamazione a mezzo stampa: il danno non è mai automatico
Un imprenditore e la sua azienda hanno citato in giudizio un giornalista, un direttore e il presidente di un associazione per la pubblicazione di articoli e interviste lesivi della reputazione, legati a un indagine penale poi conclusasi con il proscioglimento. La Corte di Cassazione ha chiarito che nei casi di diffamazione a mezzo stampa il risarcimento del danno non patrimoniale non spetta mai in modo automatico. La vittima deve sempre dimostrare il concreto pregiudizio patito, ovvero il danno-conseguenza. Inoltre, il diritto di critica non protegge chi attribuisce fatti falsi o diversi da quelli reali oggetto delle indagini. La Suprema Corte ha quindi annullato la sentenza di appello, rinviando la causa per un nuovo giudizio.
Continua »
Confisca per equivalente e limiti alla riparazione pecuniaria
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi presentati da diversi imputati condannati per reati di corruzione e peculato nella gestione di procedure di prevenzione. I giudici hanno confermato la legittimità della confisca per equivalente disposta a carico del professionista incaricato, quantificata scorporando il compenso per l'attività lecita dal profitto illecito. La Suprema Corte ha invece annullato senza rinvio la condanna alla riparazione pecuniaria inflitta allo stesso imputato, ritenendo la sanzione inapplicabile retroattivamente a fatti antecedenti alla riforma normativa del 2019. Sono stati dichiarati inammissibili i ricorsi degli altri coimputati in punto di pene accessorie, valutazione del danno civile e responsabilità per corruzione per la funzione.
Continua »
Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla sua svista
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione errore materiale di un proprio precedente dispositivo. Nel provvedimento originario, la Corte aveva annullato con rinvio la decisione impugnata riguardo alla quantificazione della riparazione pecuniaria necessaria per ottenere la sospensione condizionale della pena. Tuttavia, i giudici avevano omesso di indicare l'autorità giudiziaria competente a riesaminare il caso. Con questa decisione, la Cassazione corregge l'omissione inserendo espressamente il rinvio alla Corte di appello di Perugia per il nuovo giudizio, garantendo così la corretta prosecuzione del processo penale a carico dell'Imputato.
Continua »
Riparazione pecuniaria: condanna ridotta se lo Stato è già risarcito
Il titolare di una ricevitoria del lotto è stato condannato per peculato per essersi appropriato dei proventi delle giocate, omettendo di versarli all'Agenzia delle Dogane. La Corte d'Appello ha subordinato la sospensione della pena al pagamento di una somma pari al profitto del reato a titolo di riparazione pecuniaria. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso del gestore. I giudici hanno stabilito che la riparazione pecuniaria deve rispettare il principio di proporzione: nel calcolo della somma da versare occorre sottrarre quanto l'amministrazione ha già recuperato tramite l'escussione delle polizze fideiussorie. Inoltre, la Cassazione ha chiarito che il giudice deve sempre fissare un termine preciso entro cui eseguire il pagamento per rendere valido il beneficio della sospensione. La sentenza è stata annullata con rinvio per rideterminare la somma e stabilire la scadenza.
Continua »
Patteggiamento per corruzione: lo Stato confisca, l’Ente perde
Nel corso di un procedimento per corruzione, gli imputati hanno ottenuto il patteggiamento per corruzione offrendo somme corrispondenti al profitto del reato, poi confiscate dallo Stato. L'Ente Pubblico danneggiato ha chiesto al giudice dell'esecuzione di revocare la confisca per ottenere la restituzione diretta di tali somme, sostenendo che l'ammissibilità del patteggiamento fosse subordinata alla restituzione all'amministrazione lesa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Ente Pubblico. La Corte ha chiarito che l'obbligo di restituzione previsto per l'accesso al rito speciale si soddisfa anche privando l'imputato del profitto tramite la confisca a favore dello Stato. Solo l'effettiva e preventiva restituzione all'ente esclude la confisca, per evitare doppie sanzioni. L'Ente Pubblico perde il ricorso e deve pagare le spese processuali.
Continua »
Traffico di influenze illecite: condannati anche senza corrompere
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per tre imputati, tra cui un ex giudice tributario e due dipendenti amministrativi. Inizialmente accusati di corruzione, il reato è stato definitivamente qualificato come traffico di influenze illecite. Gli imputati avevano ricevuto denaro da una società promettendo di 'avvicinare' il giudice relatore di una causa tributaria per ottenere una sentenza favorevole. Tuttavia, non è mai stato provato un contatto o un accordo effettivo con tale giudice. La Corte ha stabilito che per il reato di traffico di influenze illecite è sufficiente vantare un'influenza (vera o presunta) su un pubblico ufficiale e farsi pagare per questo, senza che sia necessario dimostrare l'effettiva corruzione del funzionario. La condanna è stata quindi confermata.
Continua »
Riparazione pecuniaria e diffamazione a mezzo stampa
La Corte di Cassazione ha ridefinito i confini della riparazione pecuniaria nei casi di diffamazione a mezzo stampa. Il caso riguardava una giornalista e un direttore responsabile condannati in appello. La Suprema Corte ha stabilito che la riparazione pecuniaria ex art. 12 L. 47/1948 non è applicabile al direttore condannato esclusivamente per omesso controllo (art. 57 c.p.), poiché tale sanzione presuppone l'accertamento del dolo tipico della diffamazione. Inoltre, la Corte ha annullato la decisione relativa alla giornalista, ravvisando un difetto di motivazione sull'entità della somma liquidata, contestata come eccessivamente onerosa.
Continua »
Riparazione pecuniaria e confisca: il divieto di cumulo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23203/2024, ha affrontato un complesso caso di corruzione in atti giudiziari a carico di un magistrato, un intermediario e un privato cittadino. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: il divieto di applicare congiuntamente la confisca per equivalente e la riparazione pecuniaria. Secondo i giudici, entrambe le misure hanno natura sanzionatoria e punitiva; il loro cumulo violerebbe il principio di proporzionalità della pena e il divieto di 'ne bis in idem'. La sentenza ha quindi annullato la statuizione sulla riparazione pecuniaria per tutti gli imputati, rinviando alla Corte d'Appello per la rideterminazione della pena per il magistrato e la quantificazione della sola confisca per tutti i ricorrenti.
Continua »
Responsabilità solidale per reati diversi: la Cassazione
Un pubblico ufficiale, condannato per corruzione, ricorre in Cassazione contestando la condanna alla responsabilità solidale per il risarcimento del danno insieme ad altri imputati per reati diversi. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile a causa di un precedente concordato in appello, ma coglie l'occasione per chiarire un importante principio: la responsabilità solidale non sorge solo in caso di concorso nello stesso reato, ma anche quando più condotte illecite, seppur distinte, contribuiscono a cagionare un unico evento dannoso, come un danno all'immagine della Pubblica Amministrazione.
Continua »
Riparazione pecuniaria: stop al cumulo con confisca?
Un funzionario pubblico, condannato per corruzione, si vede applicare sia la confisca della tangente di 5.000 euro, sia la sanzione della riparazione pecuniaria per un importo identico. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha sospeso il giudizio ritenendo che tale cumulo di sanzioni possa violare il principio di proporzionalità della pena. La Corte ha quindi rimesso gli atti alla Corte Costituzionale per decidere sulla legittimità di questa "doppia sanzione" patrimoniale.
Continua »
Diffamazione a mezzo stampa e verità della notizia
Un gruppo editoriale pubblica un articolo che collega un magistrato a una grave inchiesta per corruzione, pur specificando la sua "posizione defilata". La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione a mezzo stampa, stabilendo che creare un collegamento suggestivo con fatti a cui una persona è totalmente estranea viola il requisito della verità della notizia, anche se i singoli elementi sono veri. L'omissione di informazioni cruciali, come il fatto che il magistrato non fosse indagato, è risultata decisiva per la condanna.
Continua »
Danno da diffamazione: onere della prova e risarcimento
Un professionista ha citato in giudizio una società editrice e la direttrice responsabile di un quotidiano per un articolo ritenuto diffamatorio. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha respinto il ricorso. L'ordinanza chiarisce che il danno da diffamazione non è 'in re ipsa' (automatico), ma deve essere specificamente allegato e provato dal danneggiato. La richiesta di risarcimento è stata respinta perché il ricorrente non ha dimostrato il pregiudizio specifico derivante dall'unica affermazione ritenuta lesiva, limitandosi a denunciare un danno generico derivante dall'intero articolo.
Continua »
Riparazione pecuniaria e peculato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una tabaccaia condannata per peculato per non aver versato le tasse automobilistiche riscosse per conto della Pubblica Amministrazione. La Suprema Corte, pur confermando la responsabilità penale, ha annullato la condanna alla riparazione pecuniaria. La motivazione risiede nel fatto che il danno era stato integralmente risarcito prima della sentenza, seppur tramite un fideiussore. Applicare anche la riparazione pecuniaria avrebbe comportato un'indebita duplicazione sanzionatoria e un ingiustificato arricchimento per l'ente pubblico. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per la sola valutazione di una circostanza attenuante.
Continua »