Una contribuente ha impugnato con successo un avviso di accertamento fiscale. Tuttavia, il giudice d'appello ha liquidato le spese legali in suo favore per soli 500 euro, una cifra di gran lunga inferiore ai parametri di legge. La contribuente si è quindi rivolta alla Corte di Cassazione, lamentando la violazione dei minimi tariffari inderogabili. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che, a seguito delle riforme del 2018, il giudice non può scendere sotto le soglie minime previste dai parametri forensi per lo scaglione di riferimento senza una specifica motivazione. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova e corretta liquidazione delle spese.
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