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Rinvio — Anno 2026

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475 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Accertamento bancario: prova contraria del contribuente
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito in un caso di accertamento bancario, stabilendo che il giudice tributario non può rigettare le giustificazioni del contribuente come "mere asserzioni". È necessario un esame analitico delle prove fornite, come prestiti familiari e giroconti. La pronuncia ribadisce che, a fronte della presunzione legale di reddito sui versamenti, il contribuente ha diritto a una valutazione approfondita della sua prova contraria, e la decisione del giudice deve essere adeguatamente motivata.
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Omissione di atti d’ufficio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di assoluzione per il reato di omissione di atti d'ufficio. Il caso riguardava un responsabile dell'ufficio tecnico comunale che non aveva risposto a una richiesta di accesso agli atti di un cittadino. La Corte ha chiarito che l'obbligo di rispondere è verso il cittadino richiedente, e non verso i superiori gerarchici che sollecitano internamente una risposta. La mancata risposta diretta al cittadino integra l'elemento oggettivo del reato.
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Mutamento destinazione d’uso: annullata assoluzione
La Procura ha impugnato l'assoluzione di due soggetti per un mutamento di destinazione d'uso non autorizzato, da rimessa ad attività artigianale, in zona agricola. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza per totale carenza di motivazione, in quanto il giudice di primo grado non ha valutato la natura del cambio d'uso, le opere eseguite e l'inapplicabilità delle recenti sanatorie alle aree rurali. Il processo è da rifare.
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Presunzione evasione fiscale: come si applica?
Un contribuente veniva raggiunto da un avviso di accertamento per redditi derivanti da investimenti esteri non dichiarati. Il nodo della questione era l'applicabilità della presunzione evasione fiscale introdotta da una legge del 2009 a fatti antecedenti (anno 2007). La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene la presunzione legale non sia retroattiva, l'Amministrazione Finanziaria può comunque utilizzare gli stessi fatti come base per una presunzione semplice, fondata su prove documentali e indizi gravi, precisi e concordanti. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio perché il giudice di secondo grado non aveva valutato tali elementi probatori.
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Revoca affidamento in prova per fatti antecedenti
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di revoca dell'affidamento in prova. La revoca era basata su un grave reato commesso dal condannato prima della concessione della misura, ma scoperto solo in seguito. La Corte ha stabilito che, in casi di revoca affidamento in prova per fatti antecedenti, il giudice deve effettuare una valutazione comparativa tra la gravità del fatto passato e il comportamento tenuto durante il percorso riabilitativo, non potendo basarsi su motivazioni generiche.
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Trattazione scritta appello: no inammissibilità
Una lavoratrice si è vista dichiarare l'appello improcedibile per non aver depositato la prova della notifica durante una trattazione scritta. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che la modalità di trattazione scritta appello non può comprimere il diritto di difesa. Il giudice, prima di dichiarare l'improcedibilità, deve fissare una nuova udienza per consentire alla parte di produrre la prova della notifica e verificare così la corretta instaurazione del contraddittorio.
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Attenuante collaborazione: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello per un vizio di motivazione. I giudici di secondo grado non avevano spiegato perché non avessero concesso nella massima estensione l'attenuante speciale per la collaborazione con la giustizia, nonostante la richiesta della difesa. La Suprema Corte ha ribadito che il giudice ha il dovere di motivare adeguatamente ogni sua decisione sul trattamento sanzionatorio, soprattutto in presenza di una specifica attenuante collaborazione, annullando la sentenza con rinvio per una nuova valutazione della pena.
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Notifica udienza: nullità della sentenza di confisca
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che riconosceva una confisca emessa da un tribunale tedesco. La causa dell'annullamento è la mancata notifica dell'udienza alla parte interessata, un vizio procedurale che determina la nullità assoluta del provvedimento. Nonostante la Corte d'Appello avesse rilevato l'omissione e disposto la rinnovazione della notifica, ha poi deciso la causa senza verificare l'effettivo adempimento, violando il diritto di difesa.
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Rimborso costi fideiussione: quando scatta l’interesse
La Corte di Cassazione chiarisce il diritto al rimborso costi fideiussione per i crediti IVA. L'Agenzia delle Entrate deve rimborsare non solo i costi ma anche gli interessi legali, che però decorrono non dalla data della garanzia, ma da quando il diritto al rimborso del credito IVA è divenuto definitivo. L'ordinanza specifica che l'obbligo sorge alla scadenza dei termini per l'accertamento fiscale.
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Tentato furto aggravato: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di tentato furto aggravato in abitazione, annullando con rinvio la sentenza d'appello per un imputato a causa di un errore nel calcolo della pena. La Corte distingue nettamente tra "pena illegale" e "pena illegittima", specificando che solo la prima può essere corretta d'ufficio in ogni caso. Viene inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche, poiché la confessione degli imputati, colti in flagranza, non è stata ritenuta un contributo significativo al processo, e la giovane età di uno di essi non è stata considerata di per sé un fattore sufficiente a giustificare una riduzione della pena.
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Affidamento in prova e lavoro: l’onere di verifica
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale di sorveglianza che aveva negato l'affidamento in prova a un condannato per la presunta assenza di un'attività lavorativa. Secondo la Suprema Corte, il giudice ha il dovere di verificare attivamente le dichiarazioni del condannato riguardo al proprio impiego, non potendosi limitare a una semplice constatazione. La mancanza di un lavoro, inoltre, non è di per sé un ostacolo assoluto alla concessione della misura alternativa.
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Onere della prova ferie non godute: la Cassazione
Un ex dipendente ha richiesto il pagamento di un'indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione, riformando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova per le ferie non godute. È il datore di lavoro, e non il lavoratore, a dover dimostrare di aver adempiuto al proprio obbligo di concedere le ferie. La Corte ha chiarito che il diritto alle ferie è irrinunciabile e fondamentale, e l'onere probatorio grava sull'azienda, che deve provare di aver invitato il dipendente a usufruirne, avvisandolo della loro eventuale perdita.
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Liberazione anticipata: un’infrazione non basta
La Cassazione ha annullato la decisione del Tribunale di sorveglianza che negava la liberazione anticipata a un detenuto per una singola infrazione. Secondo la Corte, la valutazione deve essere complessiva e non basarsi su un unico episodio negativo, analizzando la reale incidenza dell'infrazione sul percorso rieducativo del condannato.
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Interpretazione contratto: la Cassazione corregge i giudici
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello relativa all'interpretazione di un contratto di rientro del debito. I giudici di merito avevano corretto un presunto errore materiale in una clausola, ma la Cassazione ha ritenuto tale interpretazione apodittica e non basata su una corretta analisi della volontà delle parti, cassando la sentenza con rinvio per una nuova valutazione.
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Concordato semplificato: poteri del giudice d’appello
La Cassazione chiarisce i poteri del giudice d'appello in caso di reclamo contro la liquidazione giudiziale e il rigetto di un concordato semplificato. La Corte ha stabilito che la Corte d'Appello non può rinviare la decisione al primo giudice, ma deve valutare direttamente i presupposti per l'ammissione alla procedura, cassando la sentenza impugnata.
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