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Rinuncia All'Impugnazione

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359 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
Un soggetto, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro il diniego di sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari, decide di rinunciare all'atto. La Corte Suprema di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile a causa della rinuncia all'impugnazione, affermando che tale atto determina una situazione di "soccombenza". Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e inammissibilità
Un soggetto propone un ricorso straordinario per errore di fatto alla Corte di Cassazione. Successivamente, presenta una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso. La Corte, prendendo atto della rinuncia, dichiara il ricorso inammissibile e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende. La decisione sottolinea come la rinuncia all'impugnazione comporti conseguenze procedurali ed economiche previste dalla legge.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore della Repubblica a seguito della sua formale rinuncia all'impugnazione. Il ricorso era stato presentato contro un'ordinanza del Tribunale del Riesame che annullava la custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di reati legati agli stupefacenti. La decisione si fonda sull'applicazione diretta del codice di procedura penale, che prevede l'inammissibilità come conseguenza della rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: sanzioni e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso in cui l'imputato, dopo aver presentato appello contro una condanna per evasione, ha effettuato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 3.000 euro, specificando che la rinuncia, anche se strategica, non esonera da tali conseguenze economiche.
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Rinuncia impugnazione: quali sono le conseguenze?
Analisi di un'ordinanza della Corte di Cassazione in cui un ricorso avverso un sequestro probatorio viene dichiarato inammissibile a seguito di una rinuncia impugnazione da parte del ricorrente. La decisione comporta la condanna al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Rinuncia all’impugnazione: niente spese se cessa l’interesse
Un soggetto, sottoposto agli arresti domiciliari, presenta ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la misura viene revocata, rendendo il ricorso privo di interesse. A seguito della rinuncia all'impugnazione, la Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile ma, data la sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente, esclude la condanna al pagamento delle spese processuali e di eventuali ammende.
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Rinuncia ricorso cassazione: le conseguenze economiche
Un ricorrente, il cui reato di lesioni colpose era stato dichiarato prescritto, ha presentato ricorso in Cassazione per ottenere un'assoluzione piena. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso in cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione di 500 euro, poiché l'esito era direttamente attribuibile alla sua volontà.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia all'impugnazione presentata dal difensore. Il caso riguarda un imputato condannato dal Giudice di Pace per il reato di lesioni colpose. La decisione sottolinea come la rinuncia, atto formale e volontario, precluda l'esame nel merito dell'impugnazione, comportando la condanna del ricorrente al solo pagamento delle spese processuali, esclusa la Cassa delle ammende data la tempestività della rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze sulle spese
Un imputato, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una condanna per stupefacenti e armi, vi rinuncia formalmente. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile e, applicando il principio di soccombenza, condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La sentenza chiarisce che la rinuncia al ricorso volontaria equivale a una sconfitta processuale, giustificando l'addebito dei costi.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per guida in stato di ebbrezza. La decisione segue la formale rinuncia al ricorso presentata dal difensore, munito di procura speciale. L'ordinanza sottolinea come tale atto comporti non solo l'inammissibilità, ma anche la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e costi
Un soggetto aveva proposto ricorso per Cassazione contro un'ordinanza che revocava la sospensione condizionale della sua pena. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro a favore della Cassa delle ammende.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e spese
Una società di assicurazioni, responsabile civile in un procedimento per omicidio colposo, presenta ricorso in Cassazione ma successivamente vi rinuncia. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile a causa della rinuncia all'impugnazione. Tuttavia, non condanna la società al pagamento delle spese processuali, poiché la rinuncia era motivata da una sopravvenuta carenza di interesse, escludendo così una colpa nella causa di inammissibilità.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato a seguito della sua formale rinuncia all'impugnazione. La sentenza chiarisce che tale atto, essendo abdicativo e irrevocabile, determina una situazione di "soccombenza" che giustifica la condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende. Il caso riguardava un ricorso contro un'ordinanza che aveva sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della formale rinuncia all'impugnazione presentata dal difensore. L'ordinanza analizza le conseguenze di tale atto, chiarendo che, in assenza di specifici motivi che dimostrino l'assenza di colpa, la rinuncia comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della cassa delle ammende.
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Rinuncia appello: quando il ricorso è inammissibile
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia all'appello presentata dal difensore. Il caso riguardava un ricorso contro una condanna per guida in stato di ebbrezza. A seguito della rinuncia formale, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 500 euro.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità e costi
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un sequestro per lottizzazione abusiva. L'imputata, dopo aver presentato un articolato ricorso, ha effettuato una rinuncia all'impugnazione. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, senza entrare nel merito delle questioni, e ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda, come previsto dalla legge in caso di ritiro dell'atto di appello.
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Rinuncia all’impugnazione: il ricorso è inammissibile
Un soggetto, condannato in appello per furto e altri reati, propone ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, il suo difensore deposita un atto di rinuncia all'impugnazione. La Suprema Corte, di conseguenza, dichiara il ricorso inammissibile, senza esaminare i motivi, e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia all’impugnazione: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato a seguito della rinuncia all'impugnazione. La rinuncia è stata presentata dopo la revoca della misura cautelare domiciliare, determinando una sopravvenuta carenza di interesse a proseguire il giudizio. Di conseguenza, il ricorrente non è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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Rinuncia all’impugnazione: conseguenze e costi
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un imputato che, dopo aver presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento per rapina, ha deciso di ritirarlo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della rinuncia all'impugnazione, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Accordo sulla pena in appello: limiti al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati. La decisione chiarisce che l'accordo sulla pena in appello (ex art. 599-bis c.p.p.), con rinuncia ai motivi di impugnazione, preclude la possibilità di sollevare ulteriori questioni in Cassazione, comprese quelle che il giudice dovrebbe rilevare d'ufficio, come le cause di proscioglimento.
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