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Rinuncia All'Impugnazione

359 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La dichiarazione volontaria con cui una parte decide di non proseguire con il ricorso o l'appello precedentemente presentato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Appello Incidentale Tardivo: Rinuncia Principale Blocca il Ricorso
Una Lavoratrice ha chiesto il riconoscimento di differenze stipendiali per servizio preruolo. Il Tribunale ha accolto la domanda, ma con una prescrizione quinquennale. L'Amministrazione ha proposto appello, ma ha poi rinunciato prima che la Lavoratrice si costituisse. La Lavoratrice ha presentato un appello incidentale tardivo per contestare la prescrizione. La Corte d'Appello lo ha accolto. La Cassazione ha invece stabilito che l'appello incidentale tardivo non poteva essere proposto dopo la rinuncia all'appello principale, che estingue il processo. La sentenza di primo grado è diventata definitiva.
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Rinuncia al Ricorso per Cassazione: Processo Estinto, Spese Negate
Un Cittadino Straniero aveva presentato ricorso in Cassazione dopo il rifiuto della sua richiesta di status di rifugiato e protezione. Tuttavia, il suo avvocato ha successivamente comunicato la rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, notando che la costituzione del Ministero dell'Interno era irregolare. Questo significa che il Ministero non aveva diritto al rimborso delle spese legali, poiché la rinuncia ha reso definitiva la decisione precedente, togliendo al Ministero l'interesse a opporsi. La rinuncia ha quindi concluso la controversia.
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Danni da Dipendente: L’Estinzione del Processo per Conciliazione
Una Azienda ha citato in giudizio una Banca per ottenere il risarcimento dei danni causati da operazioni anomale compiute da una sua Dipendente. I giudici di primo e secondo grado hanno respinto la richiesta dell'Azienda. L'Azienda ha quindi presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, le parti hanno raggiunto un accordo conciliativo. Per questo motivo, entrambe le parti hanno rinunciato ai rispettivi ricorsi, portando all'estinzione del processo per conciliazione. La Corte ha stabilito che non si applica il contributo unificato aggiuntivo in caso di rinuncia.
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Rinuncia all’Impugnazione: Processo Estinto in Cassazione
Un Cittadino straniero aveva chiesto un permesso di soggiorno per motivi umanitari, ma la sua domanda era stata respinta. Ha quindi presentato un ricorso per cassazione contro la decisione negativa. Tuttavia, prima dell'udienza, il Cittadino ha comunicato la sua rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha preso atto di questa rinuncia. Ha dichiarato il processo estinto, anche se il Ministero dell'Interno si era costituito in giudizio in modo irregolare. La rinuncia ha fatto sì che la sentenza precedente diventasse definitiva, senza che la Corte dovesse decidere nel merito della richiesta di permesso.
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Rinuncia al Ricorso Penale: Molestia e Costi Processuali
Una persona era stata condannata per molestia o disturbo alle persone. Ha presentato ricorso contro questa condanna. Successivamente, ha deciso di ritirare il suo ricorso per Cassazione. La Corte ha preso atto di questa rinuncia al ricorso penale e ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, la persona è stata condannata a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia all’impugnazione: dal carcere alla comunità terapeutica
Un indagato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere ha presentato ricorso per ottenere gli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica. Nelle more del giudizio di legittimità, il giudice competente ha accolto la richiesta di trasferimento nella struttura sanitaria. Avendo raggiunto il proprio obiettivo pratico, la difesa ha formalizzato la rinuncia all'impugnazione per sopravvenuta carenza di interesse. La Corte di Cassazione ha preso atto della dichiarazione abdicativa regolarmente depositata e ha dichiarato inammissibile il ricorso ai sensi del codice di procedura penale, confermando l'efficacia immediata e irrevocabile dell'atto di rinuncia.
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Rinuncia al Ricorso Penale: L’Impugnazione si Ferma, Arriva la Multa
Un Lavoratore, condannato per rapina aggravata e reati sulle armi, ha presentato ricorso contro la sentenza. Durante il procedimento, il Lavoratore ha comunicato la sua volontà di non proseguire con l'impugnazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato la rinuncia al ricorso penale inammissibile. Ha quindi condannato il Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende, a causa della sua colpa nella determinazione dell'inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso in cassazione: scatta la condanna
L'Imputato, a seguito di una sentenza di patteggiamento, ha inizialmente proposto ricorso contestando la legalità della pena applicata. Successivamente la difesa ha depositato la formale rinuncia al ricorso in cassazione. La Corte di Cassazione ha preso atto della scelta e ha dichiarato il ricorso inammissibile. La legge processuale stabilisce che l'inammissibilità determinata da rinuncia comporta comunque l'obbligo di pagare le spese del procedimento. Inoltre, il ricorrente deve versare una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle Ammende, quantificata nel caso specifico nell'importo di cinquecento euro.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: carcere e spese
Un appartenente alle forze dell'ordine, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa per aver rivelato informazioni riservate a esponenti criminali, ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la custodia cautelare in carcere. La difesa contestava l'attualità delle esigenze cautelari e la proporzione della misura carceraria rispetto agli arresti domiciliari. Tuttavia, prima della trattazione in udienza, l'indagato ha formalizzato la rinuncia al ricorso per cassazione tramite dichiarazione sottoscritta e autenticata dal difensore. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta rinuncia, condannando il ricorrente al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di una sanzione di cinquecento euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: inammissibilità e sanzione
Un indagato per reati associativi ha presentato impugnazione contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava la misura degli arresti domiciliari. In seguito, la difesa ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione tramite procuratore speciale. La Corte di Cassazione ha preso atto della scelta difensiva e ha dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. L'interruzione volontaria dell'iter giudiziario comporta precise conseguenze economiche stabilite dalla legge. I giudici hanno quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Rinuncia all’impugnazione penale: quando l’appello si ferma
Un Imputato, sottoposto a custodia cautelare per reati di droga, aveva presentato ricorso contro l'ordinanza del Tribunale del Riesame. Successivamente, tramite il suo difensore, ha deciso di esercitare la `rinuncia all'impugnazione penale` presentata alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha preso atto di questa volontà, dichiarando il ricorso inammissibile. Di conseguenza, l'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di 500 euro a favore della Cassa delle ammende, a causa della sua rinuncia.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: sanzione e stop al giudizio
La Corte d'Appello confermava la condanna nei confronti dell'imputato per molteplici gravi reati, inclusi rapina aggravata, tentata estorsione, violazione di domicilio, lesioni e spaccio di stupefacenti. La difesa proponeva impugnazione davanti ai giudici di legittimità, lamentando l'errata applicazione del vincolo della continuazione rispetto alle condotte estorsive contestate. Tuttavia, prima dell'udienza fissata a Roma, perveniva la formale dichiarazione dell'imputato. La Suprema Corte ha preso atto di tale scelta difensiva. La rinuncia al ricorso per cassazione determina l'immediata inammissibilità dell'impugnazione ai sensi dell'art. 591 c.p.p. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato l'inammissibilità della richiesta e condannato il soggetto rinunciante al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di mille euro in favore della Cassa delle ammende per colpa processuale.
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Inammissibilità ricorso penale: la rinuncia costa caro al ricorrente
La Corte d'Appello di Milano ha confermato una condanna per rapina e lesioni personali. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione, ma il suo difensore ha poi rinunciato all'impugnazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale a causa di questa rinuncia. Ha stabilito che l'inammissibilità, anche se dovuta a rinuncia, comporta sempre la condanna alle spese processuali e il versamento di una somma alla Cassa delle Ammende. Il ricorrente è stato quindi condannato a pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità ricorso penale: la rinuncia dopo il concordato sulla pena
Un Lavoratore ha presentato un ricorso contro una sentenza d'appello penale. Questa sentenza era stata definita tramite un concordato sulla pena, un accordo con cui il Lavoratore aveva rinunciato a tutti i motivi di gravame, eccetto quelli sulla determinazione della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. Ha stabilito che la rinuncia a impugnare, fatta nell'ambito di un concordato sulla pena, preclude ogni successiva contestazione, anche per questioni rilevabili d'ufficio. L'accordo sulla pena limita la possibilità di ricorrere, rendendo il ricorso inammissibile. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Inammissibilità Ricorso Penale: Rinuncia dopo Patteggiamento
Tre imputati avevano presentato ricorso contro l'obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria, una misura cautelare legata a un'accusa di sfruttamento del lavoro. Successivamente, hanno raggiunto un accordo con la giustizia (patteggiamento) e sono stati condannati a una pena sospesa. Questa condanna ha reso la misura cautelare inefficace. Di conseguenza, gli imputati hanno rinunciato al loro ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale per sopravvenuta mancanza di interesse, stabilendo che in questi casi non si applicano le spese processuali né la cassa delle ammende.
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Rinuncia al Ricorso Penale: Appello Inammissibile, Spese a Carico
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Ricorrente che aveva presentato un ricorso contro una condanna. Tuttavia, il suo difensore ha successivamente depositato una formale rinuncia al ricorso penale, sottoscritta anche dall'imputato. La Suprema Corte ha riconosciuto questa rinuncia come un atto processuale valido e irrevocabile. Di conseguenza, ha dichiarato il ricorso inammissibile, impedendone l'esame nel merito. Il Ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende.
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Continuazione dei reati: rinuncia negata, ricorso inammissibile
Un condannato ha chiesto la "continuazione dei reati" per due furti commessi in tempi e luoghi diversi. La Corte d'Appello ha negato la richiesta, ritenendo che i reati non fossero collegati da un unico disegno criminoso. Il condannato ha tentato di rinunciare alla sua istanza, ma il giudice dell'esecuzione ha proseguito d'ufficio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha confermato che non si può rinunciare a un'istanza di "continuazione dei reati" una volta avviato il procedimento di esecuzione. Inoltre, ha ribadito che non è possibile chiedere alla Cassazione di rivalutare i fatti già esaminati dai giudici precedenti.
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Rinuncia all’impugnazione: il ripensamento non salva il ricorso
Un uomo, condannato per tentata estorsione e lesioni personali, propone ricorso in Cassazione. In seguito deposita una formale rinuncia all'impugnazione, ma due giorni dopo presenta una richiesta di revoca della rinuncia per proseguire il giudizio. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. La Corte stabilisce che la rinuncia all'impugnazione è un atto negoziale processuale di natura abdicativa e recettizia. Esso estingue il giudizio nel momento esatto in cui perviene all'autorità competente. Di conseguenza, la successiva revoca della rinuncia è del tutto priva di effetti giuridici. L'imputato viene condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di mille euro alla Cassa delle Ammende.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: esito e sanzioni
Un imputato condannato in appello ha proposto impugnazione di legittimità tramite il proprio difensore di fiducia. Successivamente, durante la detenzione, il soggetto ha inviato una dichiarazione formale e personale per formalizzare la rinuncia al ricorso per cassazione. La cancelleria penale ha trasmesso l'atto ai giudici prima dell'udienza fissata. La Suprema Corte ha preso atto della scelta volontaria dell'interessato. I magistrati hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione per sopravvenuta rinuncia. Di conseguenza, il ricorrente deve pagare tutte le spese del procedimento giudiziario e versare una sanzione di cinquecento euro alla Cassa delle Ammende. La condanna precedente è diventata definitiva e irrevocabile.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: l’abbandono costa caro
Un detenuto ha presentato ricorso davanti alla Corte di Cassazione contro una decisione emessa dal Tribunale di Sorveglianza. Prima dell'udienza fissata per la discussione, il difensore ha depositato formale atto di rinuncia al ricorso per cassazione. I giudici supremi hanno preso atto della volontà difensiva e hanno dichiarato l'inammissibilità dell'impugnazione. La legge penale stabilisce che la rinuncia non estingue gli oneri economici derivanti dall'attivazione del giudizio. La Suprema Corte ha quindi condannato il ricorrente al pagamento di tutte le spese di giustizia e al versamento di una sanzione di cinquecento euro a favore della Cassa delle Ammende, equiparando la rinuncia volontaria a qualunque altra causa di rigetto per inammissibilità.
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